n. 25 - L'economia del Piemonte - 09.11.2012

venerdì 9 novembre 2012


n. 25 - L'economia del Piemonte

Aggiornamento congiunturale, novembre 2012

Sommario

Nella prima parte dell'anno è proseguita la fase negativa iniziata nell'estate del 2011. Nell'industria la domanda ha continuato a ridursi a causa della componente interna, riflettendosi sull'attività produttiva e sul grado di utilizzo degli impianti, in ulteriore flessione.

Un contributo positivo all'attività economica è venuto ancora dalle esportazioni, che pur risentendo del rallentamento del commercio internazionale hanno continuato a crescere, trainate dalle vendite nei mercati extra UE. La spesa per investimenti delle imprese, già molto contenuta negli anni scorsi, è ulteriormente diminuita. La prolungata debolezza dell'accumulazione di capitale si sta riflettendo negativamente sulla capacità produttiva tecnica di circa un quarto delle imprese industriali piemontesi.

Sulla perdurante congiuntura negativa nelle costruzioni ha influito il forte calo del mercato immobiliare. Nei servizi l'attività ha risentito dell'indebolimento della capacità di spesa delle famiglie. I consumi sarebbero diminuiti nei primi sei mesi dell'anno; anche i flussi turistici sono calati; il movimento di merci su strada ha subito una brusca contrazione, riflettendo quella dell'attività produttiva.

Le previsioni degli operatori per i prossimi sei mesi prefigurano un quadro congiunturale complessivamente negativo, a causa della perdurante debolezza della domanda interna a fronte di un lieve miglioramento atteso per quella estera. L'occupazione nel primo semestre è tornata a calare, sia pure in misura contenuta. L'offerta di lavoro ha continuato a crescere, in maggiore misura per le donne, riflettendosi sul tasso di disoccupazione, in ulteriore aumento.

Nei primi sei mesi il credito bancario all'economia si è ridotto. All'intensificazione del calo dei prestiti alle imprese hanno continuato a contribuire sia la debolezza della domanda, per la sfavorevole congiuntura e la ridotta propensione a investire, sia le tensioni dal lato dell'offerta.

La crescita dei finanziamenti alle famiglie si è pressoché annullata, a causa del netto rallentamento dei mutui e del calo del credito al consumo. Le difficoltà delle imprese si sono riflesse sulla qualità dei prestiti, in ulteriore peggioramento nel primo semestre. La raccolta bancaria retail ha lievemente accelerato, trainata sia dai depositi a scadenza protratta sia dalle obbligazioni bancarie.

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