n. 29 - L'economia del Veneto - 14.11.2012

mercoledì 14 novembre 2012


n. 29 - L'economia del Veneto

Aggiornamento congiunturale, novembre 2012

Sommario

Nel primo semestre del 2012 l'attività economica in Veneto è diminuita, risentendo del calo della domanda interna e del rallentamento del commercio mondiale. I consumi delle famiglie si sono indeboliti, inducendo un calo di vendite per le imprese attive nel commercio. Il peggioramento delle prospettive economiche e le condizioni finanziarie ancora tese hanno ulteriormente depresso gli investimenti. La domanda estera ha fornito un modesto contributo all'attività regionale: le esportazioni hanno ristagnato e le presenze di turisti stranieri sono cresciute moderatamente. È proseguita la flessione del comparto delle costruzioni e quella, più recente, della produzione industriale.

La ripresa dell'occupazione si è interrotta ed è tornato ad aumentare il ricorso agli ammortizzatori sociali, che rimane tuttavia inferiore ai livelli storicamente massimi raggiunti nel 2010. All'aumento della partecipazione al mercato del lavoro è corrisposto un incremento del tasso di disoccupazione.

Il quadro congiunturale per la seconda parte dell'anno rimane sfavorevole, in settembre i sondaggi presso le imprese non prefiguravano un ritorno alla crescita nel breve termine. Rimarrebbero critiche le condizioni del settore delle costruzioni e del mercato immobiliare. Nel comparto manifatturiero i piani per il 2013 non prospettano una ripresa degli investimenti, consolidando il rischio di una riduzione strutturale della capacità produttiva tecnica.

Nei primi otto mesi del 2012 i prestiti bancari al settore privato non finanziario sono diminuiti, risentendo soprattutto della debolezza della domanda. Secondo le valutazioni degli intermediari le condizioni di offerta, pur rimanendo selettive, sono in fase di lento miglioramento; dalla scorsa primavera i tassi d'interesse bancari hanno invertito la tendenza al rialzo. Il protrarsi della crisi economica si è riflessa nell'ampliamento della quota dei prestiti bancari caratterizzati da anomalia nei rimborsi. La raccolta bancaria presso famiglie e imprese ha registrato un moderato recupero nella prima parte dell'anno. Le famiglie hanno privilegiato, in particolare, i depositi bancari con durata prestabilita, la cui domanda è stata favorita dall'innalzamento della remunerazione offerta.

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