n. 31 - L'economia della Liguria - 14.11.2012

mercoledì 14 novembre 2012


n. 31 - L'economia della Liguria

Aggiornamento congiunturale, novembre 2012

Sommario

Dalla seconda metà del 2011 l'economia ligure attraversa una fase di marcata difficoltà, in connessione con il peggioramento del clima economico di contesto e con le tensioni sui mercati finanziari. Nella prima parte dell'anno in corso il quadro congiunturale si è ulteriormente deteriorato.

L'industria manifatturiera ha risentito della debolezza della domanda, principalmente di quella interna. I giudizi delle imprese sul livello degli ordinativi e dell'attività produttiva sono sensibilmente peggiorati, in particolare per le aziende di minori dimensioni. Il fatturato dell'industria è diminuito; anche l'attività di investimento è rimasta modesta, a fronte della flessione della redditività e della perdurante incertezza circa l'evolvere delle condizioni di mercato. Anche nel settore delle costruzioni l'attività si è ulteriormente contratta; vi si è associato un nuovo calo dei prezzi e delle contrattazioni sul mercato immobiliare. Nei servizi, il commercio continua a essere penalizzato dalla contrazione del reddito disponibile delle famiglie; anche gli operatori turistici hanno registrato una flessione delle presenze. Il movimento commerciale presso i porti liguri è diminuito; è invece lievemente cresciuto il traffico di container, sia pure in misura inferiore a quanto registrato dagli scali mediterranei francesi e spagnoli.

Nel primo semestre del 2012 il numero degli occupati si è ridotto su base annua, in particolare nell'industria e nelle costruzioni; il tasso di disoccupazione è aumentato, mantenendosi al di sopra della media dell'area nordoccidentale. Anche le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono ulteriormente cresciute.

I finanziamenti destinati alle famiglie consumatrici hanno ristagnato, soprattutto per il rallentamento della domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni. Il tasso di crescita dei prestiti alle imprese ha continuato a diminuire, fino a diventare negativo a giugno del 2012; vi hanno contribuito un'attività di investimento ancora molto debole e condizioni di offerta moderatamente restrittive. La qualità del credito erogato alle famiglie, misurata dagli ingressi in sofferenza, è rimasta stabile; per le imprese sono aumentati sia il flusso di nuove sofferenze, sia l'incidenza delle altre posizioni che presentano difficoltà di rimborso. È proseguito il recupero dei depositi bancari di famiglie e imprese, sospinto dalla crescita dei rapporti vincolati. I titoli in custodia e amministrazione presso le banche, valutati al fair value, hanno invece continuato a diminuire, con l'eccezione dei titoli di Stato.

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