[9COLONNE] - CRISI, REGIONI: RAPPORTO ISSIRFA-CNR: AUMENTA GAP NORD-SUD (1)

martedì 27 maggio 2014



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(9Colonne) Roma, 27 mag - "Dal punto di vista delle Regioni,
potremmo definire il 2012 un'annata contraddittoria, in cui ai
tagli non è corrisposto un effettivo miglioramento della situazione
economico-finanziaria". A dirlo 'Il rapporto sulle Regioni in
Italia 2013' dell'Istituto di studi sui sistemi regionali federali
e sulle autonomie 'Massimo Severo Giannini' del Consiglio nazionale
delle ricerche (Issirfa-Cnr) che verrà presentato oggi pomeriggio,
presso la Camera, nell'ambito del convegno 'Dove va lo Stato
regionale?'. Prenderanno parte all'incontro: Maria Carmela Lanzetta,
ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Cristina
Messa, vice presidente del Cnr, Renato Balduzzi, presidente della
Commissione parlamentare per le questioni regionali, Enrico Rossi,
presidente della Regione Toscana, Robert Leonardi, visiting professor
School of government Luiss, Antonio D'Atena, presidente dell'Associazione
italiana dei costituzionalisti. "Lo spaccato mostra le Regioni
del Nord agganciate agli standard europei e quelle del Sud scivolare
verso livelli di inefficienza insostenibili", sintetizza il direttore
dell'Issirfa-Cnr, Stelio Mangiameli. In termini fiscali, per
esempio, emergono differenze marcate, con pressioni inferiori
al 2,5% per la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta,
oltre il 4% per la Campania e il 4,7% per il Lazio. Un cittadino
con redditi inferiori a 15.000 euro è esentato dall'addizionale
Irpef a Bolzano, versa un'aliquota dell'1,25% in Basilicata e
oltre il 2% in Calabria, Molise e Campania. Le aliquote dell'Irap
vanno dal 3% di Bolzano, al 3,45% di Trento, a quasi il 5 di
Calabria, Molise e Campania. "L'aumento della pressione fiscale,
soprattutto al Sud, è legato ai piani di rientro sanitari e la
sanità è un ambito nel quale la 'contraddittorietà' si manifesta
maggiormente", prosegue Mangiameli. "Anche nel 2012 le politiche
sono state mirate al contenimento della spesa e tra tagli lineari,
innovazioni procedurali, responsabilizzazione finanziaria e miglioramento
dell'efficienza, in alcune Regioni l'erogazione dei Lea (Livelli
essenziali di assistenza) e il diritto alla salute sono meno
garantiti". (SEGUE)

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CRISI, REGIONI: RAPPORTO ISSIRFA-CNR: AUMENTA GAP NORD-SUD (2)

 

(9Colonne) Roma, 27 mag - La spesa sanitaria corrente si è mediamente
ridotta ed è rimasta stabile in rapporto al Pil (7%): è però
aumentata tra l'1 e il 2% in Friuli Venezia Giulia, Abruzzo,
Sardegna, Trento e Bolzano, mentre è calata in Liguria (3,2%),
Basilicata, Piemonte, Toscana, Marche, Molise, Campania, Puglia.
La spesa farmaceutica convenzionata è diminuita quasi del 9%,
quella per il personale dell'1,4%. Il disavanzo è sceso di oltre
500 milioni (-20%) passando, in rapporto al finanziamento effettivo,
dal 6,5% del 2006 al 2% nel 2012, ma la riduzione è pesata per
più di tre quarti sulle Regioni con piano di rientro (Piemonte,
Veneto e Lazio), mentre si è verificato un aumento in quelle
a statuto speciale e nelle Province autonome. "Le politiche socio-assistenziali
risentono, forse più ancora, della crisi economica. La materia
rappresenta circa il 10% della produzione normativa regionale
ma i contenuti sono cambiati sensibilmente: ferma la spinta alla
crescita, ci si orienta a garantire l'esistente", dichiara il
direttore dell'Istituto. "Il 2012 è stato un anno di grande difficoltà,
giacché la Legge di stabilità ha stanziato per il Fondo nazionale
politiche sociali solo 70 milioni di euro, di cui appena 10,7
destinati alle Regioni, molte delle quali continuano comunque
a sostenere famiglie a basso reddito, numerose, con anziani e/o
disabili - Lombardia, Sicilia, Umbria, Bolzano, Campania, etc.
- e a intervenire nell'ambito dei servizi per l'infanzia: Piemonte
ed Emilia-Romagna, per esempio". (SEGUE)
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