Cresce reddito solidarietà E-R, 'governo prenda esempio

mercoledì 21 novembre 2018



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Beneficiari +30% in sei mesi. Bonaccini, ci avevamo visto giusto
   (ANSA) - BOLOGNA, 21 NOV - Il Res, il Reddito di Solidarietà
introdotto dalla Regione Emilia-Romagna, continua ad aumentare
la propria platea: ne beneficiano oltre 10.500 nuclei famigliari
(dati aggiornati a metà novembre), ovvero circa 25.000 persone,
con una crescita del 30% rispetto a solo sei mesi.
   Dati che fanno esultare il presidente della Regione, Stefano
Bonaccini, che non manca di lanciare frecciate al Governo: "Ci
avevamo visto giusto. Sulla povertà ascoltiamo i pareri di
tutti, ma non prendiamo lezioni da nessuno". Mentre la sua vice,
Elisabetta Gualmini, si spinge più in là, chiedendo al Movimento
5 Stelle di mandare in soffitta il progetto del reddito di
cittadinanza: "Mi auguro che ci pensino bene prima di buttare
all'aria uno strumento che funziona e si ravvedano magari
potenziandolo".
   Il Res è una carta prepagata a cui possono accedere persone
singole e nuclei famigliari in condizioni di estrema povertà. Va
ad aggiungersi al Rei, il Reddito di Inclusione istituito dallo
scorso Governo, e il contributo mensile - della durata di un
anno e mezzo - può oscillare dai 300 euro per persona singola
fino ai 900 per una famiglia con 5 o più componenti. Ma
soprattutto è strettamente legato a un percorso di reinserimento
sociale e lavorativo che, se non rispettato, porta al
decadimento della misura. La Regione ha voluto raccontare alcune
storie in un programma che andrà in onda sulle emittente locali
questo weekend.
   Tra le testimonianze anche quelle di un'insegnante che
racconta "le difficoltà a trovare una nuova occupazione dopo 25
anni di lavoro nelle scuole superiori", di una giovane mamma
"incapace di gestire neanche il pagamento delle bollette dopo la
laurea e il mio bambino" e di lavoratori "abbandonati a noi
stessi, ma ora con la sensazione di sentire che ci sono ancora".
La composizione della platea ha stupito gli stessi tecnici della
Regione: oltre il 60% di chi fa richiesta ha più di
45 anni e di questi più di uno su due supera i 56, "a
dimostrazione che l'idea che questi sussidi contro la povertà
vadano ai giovani è completamente sbagliata", sottolinea la
Gualmini. Così come la presenza degli stranieri, che sono il 30%
dei beneficiari.
   L'aspettativa ora è di richieste in aumento: l'Emilia-Romagna
punta a raggiungere 16.500 famiglie entro fine anno e 22-23.000
entro la fine del mandato, nel prossimo autunno. "Chiunque verrà
dopo di noi, speriamo utilizzi bene questo strumento", è
l'auspicio della Gualmini e di Bonaccini, consapevoli che
riconfermarsi - visti i sondaggi e l'aria che tira anche in una
regione ormai ex rossa come l'Emilia-Romagna - sarà molto
complesso. Intanto, però, sul Res hanno manifestato interesse
altre regioni, come Puglia, Friuli, Sardegna e Lazio: "Il futuro
non si costruisce dando assegni a chi non lavora, ma provando a
dare un lavoro vero a queste persone", conclude Bonaccini.
(ANSA).

     RED-NES
21-NOV-18 16:19 NNN