Fmi taglia stime Pil, anche Italia fra minacce globali

lunedì 21 gennaio 2019


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(AGI) - Roma, 21 gen. - Dopo la Banca d'Italia e' il Fondo

monetario internazionale a tagliare le stime sulla crescita

italiana. E lo fa in perfetta sintonia con via Nazionale. Anche

per i tecnici dell'istituto di Washington quest'anno il Pil

salira' soltanto dello 0,6%, 0,4 punti in meno rispetto alle

previsioni pubblicate a ottobre scorso. Una stima distante

dall'1% programmato dal governo. A giustificare la revisione,

si legge nell'aggiornamento del World economic outlook, sono

"la debole domanda domestica e i maggiori costi di

finanziamento dovuti ai rendimenti elevati sui titoli di

Stato".

Ma dall'Fmi arriva anche un avvertimento. Insieme al

possibile inasprirsi delle tensioni commerciali, a un mancato

accordo sulla Brexit e a un rallentamento superiore alle

previsioni della Cina, anche "il costoso intreccio tra rischi

sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia" per

l'economia globale, dice il direttore della Ricerca, Gita

Gopinath. "Le preoccupazioni per l'andamento dei titoli di

Stato e i rischi finanziari hanno pesato sulla domanda

domestica", sottolinea l'Fmi.

In particolare, rileva rapporto, "gli spread italiani si

sono ristretti rispetto ai picchi di ottobre-novembre ma

rimangono alti. Un protratto periodo di rendimenti elevati",

avvertono i tecnici dell'istituto di Washington, "metterebbe

ulteriormente sotto stress le banche italiane, peserebbe

sull'attivita' economica e peggiorerebbe le dinamiche del

debito".

Pronta la replica del vicepremier Matteo Salvini. "Italia

minaccia e rischio per l'economia globale? Piuttosto e' l'Fmi

che e' una minaccia per l'economia mondiale, una storia di

ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi

successi e molti disastri", osserva il leader leghista. (AGI)

Mau (Segue)

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IL PUNTO = Fmi taglia stime Pil, anche Italia fra minacce globali (2)=

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(AGI) - Roma, 21 gen. - Di sicuro c'e' che la ripresa "si sta

indebolendo". La direttrice del Fondo, Christine Lagarde,

assicura che la recessione, "non e' ancora dietro l'angolo". Ma

i segnali di rallentamento si fanno sempre piu' evidenti e i

rischi per la crescita sono tutti al ribasso. Un po' come

quando si scia, osserva l'ex ministro francese: si scende a

valle meglio se la visuale e' libera e la neve e' compatta, si

fa piu' fatica se il meteo e' meno buono. L'economia globale

resta in crescitam, ma ora la stima e' fissata al 3,5% nel 2019

e al 3,6% nel 2020, rispettivamente lo 0,2 e lo 0,1% in meno

rispetto a quanto pubblicato a ottobre, quando gia' c'era stata

un'ampia revisione al ribasso legata all'inasprirsi delle

tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

La nuova sforbiciata, spiega il Fondo, "riflette in parte

l'indebolimento del ritmo di crescita registrato nella seconda

meta' del 2018 - come in Germania dopo l'introduzione dei nuovi

standard di emissione per le automobili e in Italia dove le

preoccupazioni per l'andamento dei titoli di Stato e i rischi

finanziari hanno pesato sulla domanda domestica - ma anche

l'indebolimento della fiducia sul mercato finanziario e la

contrazione in Turchia ora piu' ampia di quanto previsto".

Nel dettaglio, le economie avanzate nel loro complesso

subiscono una revisione al ribasso dello 0,1% a +2% nel 2019.

Invariata invece la stima dell'1,7% per il 2020. Stabile anche

la stima per gli Usa: +2,5% quest'anno e +1,8% il prossimo.

L'Eurozona crescera' invece dell'1,6% a fine anno, lo 0,9% in

meno rispetto alla stima di ottobre. Il taglio piu' pesante,

pari allo 0,6% rispetto all'autunno scorso, tocca alla

Germania, per un Pil in aumento dell'1,3%. Limatura dello 0,1%

all'1,5% anche per la Francia, dove si fa sentire l'effetto

delle proteste dei gilet gialli. Per le economie emergenti il

taglio e' dello 0,2% al 4,5%. Ferme al 6,2% sia per quest'anno

che per il prossimo le stime sul Pil cinese.

L'esortazione a politici e autorita' monetarie e' secca:

devono "risolvere in maniera cooperativa e rapidamente i loro

disaccordi commerciali e la conseguente incertezza politica che

ne deriva". Segue il consueto suggerimento ad "accelerare il

potenziale di crescita, migliorare l'inclusione e rafforzare i

cuscinetti fiscali e finanziari in un ambiente caratterizzato

dall'alto debito". Il punto resta come mettere tutti intorno al

tavolo senza litigare. (AGI)

Mau

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