REGIONE SARDEGNA. "ACCANTONAMENTI, TRIA (NON) RISPONDE"/

mercoledì 6 febbraio 2019


FT

A PACI LETTERA CON POSTA ORDINARIA E IN RITARDO: "ALLIBITI".

(DIRE) Cagliari, 6 feb. - Nuovo capitolo, tragicomico, nella

guerra sugli accantonamenti tra la Regione Sardegna e il governo.

All'indomani dell'approvazione in giunta del disegno di legge con

cui l'esecutivo regionale ha messo nella finanziaria 2019 285

milioni, parte della quota di accantonamenti non dovuti anche

secondo una sentenza della Corte costituzionale, l'assessore

regionale del Bilancio Raffaele Paci ha trovato questa mattina

sulla sua scrivania una lettera con il timbro del ministero

dell'Economia, firmata da Giovanni Tria. Datata 22 gennaio, la

missiva e' stata spedita con posta ordinaria agli uffici di via

Cesare Battisti, sede dell'assessorato del Bilancio, ed e'

arrivata solo ieri sera: "Potremmo dire finalmente e' arrivata

una lettera del governo, dopo le nostre otto, tutte puntualmente

ignorate- il commento di Paci-. Peccato che quella lettera-

cartacea, inviata con posta ordinaria e che ci ha messo 20 giorni

ad arrivare- non contiene assolutamente nulla. Non una proposta,

non una richiesta ufficiale di incontro, non un riferimento alla

sentenza della Corte costituzionale dell'11 gennaio, non un

tentativo di mediazione".

In piu', prosegue il vicepresidente della Regione, "e'

arrivata ieri sera nei nostri uffici e indica come termine per

l'accordo una data gia' scaduta, ovvero il famoso 31 gennaio.

Siamo veramente allibiti e continueremo per la nostra strada,

percorrendo ogni azione necessaria a vedere applicata la sentenza

della Corte. Ancora una volta viene mortificata la Sardegna con

la sua autonomia, il suo Statuto, le sentenze della Corte

inascoltate e inapplicate da un governo totalmente sordo". (SEGUE)

(Api/ Dire)

15:33 06-02-19

REGIONE SARDEGNA. "ACCANTONAMENTI, TRIA (NON) RISPONDE" -2-

 

(DIRE) Cagliari, 6 feb. - Nella lettera in effetti viene ribadito

il 31 gennaio come termine ultimo per l'intesa -termine fissato

in finanziaria nazionale dallo stesso governo- da raggiungere

dopo un incontro auspicato dallo stesso ministro, ma che si

sarebbe dovuto tenere prima di febbraio. Vengono poi riportati

stralci della memoria difensiva del governo in occasione della

udienza davanti alla Consulta. Contenuti quindi datati, che si

riferiscono a una situazione pregressa e non aggiornata.

Da qui la nuova mossa dell'assessorato, che questa mattina ha

risposto al ministero via pec, sottolineando le "modalita'

irrituali della trasmissione della lettera e la sua tardiva

ricezione" e ricordando che l'ultima sentenza della Corte

stabilisce "con assoluta chiarezza che il legittimo ordine dei

rapporti economico-finanziari tra Stato e Regione deve essere

ripristinato nella sostanza e non solo formalmente". La Regione

si dichiara disponibile a riprendere la trattativa con lo Stato,

"come piu' volte chiesto attraverso numerose lettere rimaste

senza risposta, ma ribadisce di aver comunque intrapreso

iniziative utili per ottenere l'immediata esecuzione dell'ultima

sentenza della Corte. Iniziative che continuera' comunque a

percorrere".

(Api/ Dire)

15:33 06-02-19

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