= Consob: italiani avversi al rischio e senza cultura finanziaria

venerdì 8 novembre 2019


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(AGI) - Roma, 8 nov. - Avversi al rischio e con scarsa cultura
finanziaria. E' l'identikit degli italiani tracciato dal Rapporto
Consob 2019 sulle scelte di investimento delle famiglie secondo cui
circa due terzi degli intervistati affermano di non essere disposti a
investire in un prodotto che presenti una sia pur ridotta
possibilita' di perdita del capitale, mentre il restante 37% si
dichiara tollerante verso piccole passivita'. A prendere le decisioni
sono gli uomini nei tre quarti dei casi. Le scelte vengono tuttavia
condivise con il partner dal 60% del campione, quota che sale all'80%
se si considerano anche altri componenti del nucleo finanziario.

- SCARSE CONOSCENZE E POCA CAPACITA' DI CALCOLO
In linea con le rilevazioni degli anni precedenti, la cultura
finanziaria delle famiglie italiane si conferma molto contenuta. Il
21% degli intervistati non conosce nessuna delle nozioni di base
(inflazione, relazione rischio/rendimento, diversificazione,
caratteristiche dei mutui, interesse composto) e delle nozioni
avanzate (riferite ai titoli obbligazionari) proposte nel sondaggio:
solo il 12% mostra padronanza di quattro dei sette concetti
presentati e appena il 2% definisce correttamente tutte le nozioni.
Con riferimento alla consapevolezza del proprio livello di conoscenze
finanziarie, il 34% del campione mostra un disallineamento fra quelle
reali e quelle percepite ex ante, che si traduce in una sovrastima
nel 14% dei casi e in una sottostima nel rimanente 20%. Il divario
tra conoscenze reali e valutazione ex post (ossia successiva alla
verifica puntuale delle nozioni prima menzionate) mostra invece una
sovrastima della propria cultura finanziaria nel 28% dei casi. Gli
intervistati si connotano anche per un basso livello di capacita' di
calcolo, come si evince dal fatto che il 54% del campione non e' in
grado di ottenere una percentuale. Oltre il 30% non conosce nessuno
tra i seguenti prodotti: conto corrente, azioni, obbligazioni, fondi
comuni, Bitcoin. Solo il 20% risponde correttamente a tre domande su
cinque, appena il 4% ottiene il punteggio massimo. Appena il 25% e'
in grado di ordinare correttamente azioni, obbligazioni e conto
corrente per livello di rischio. Quanto a un'ipotetica scelta di
investimento, le attivita' immobiliari sono spesso preferite a
impieghi di natura finanziaria, a prescindere dall'orizzonte
temporale e dagli obiettivi di rendimento.
(AGI)Mau (Segue)
081015 NOV 19

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AGI0121 3 ECO 0 R01 /

(2) =
(AGI) - Roma, 8 nov. -
- L'EDUCAZIONE FINANZIARIA SI FA IN FAMIGLIA
L'educazione familiare viene indicata come una delle principali fonti
della propria cultura finanziaria, insieme a fattori quali
l'interesse personale e l'esperienza. La stragrande maggioranza degli
intervistati riferisce di essere stato incoraggiato a risparmiare e a
gestire il budget in modo attento dai propri genitori, anche se tale
incoraggiamento viene qualificato come elevato solo nel 20% dei casi.
Lo stimolo della famiglia, inoltre, e' piu' frequente tra gli
intervistati che giudicano elevata la cultura finanziaria dei propri
genitori.

- PIANIFICAZIONE E CONTROLLO POCO DIFFUSI
Pianificazione e controllo delle scelte finanziarie rimangono
comportamenti poco diffusi presso le famiglie italiane. Nella
gestione delle finanze personali, il 60% non segue una regola
precisa, mentre la quasi totalita' del restante 40% decide definendo
in modo sequenziale un obiettivo di spesa alla volta. Solo un terzo
degli intervistati ha un piano finanziario e di questi poco meno del
40% ne monitora l'avanzamento in modo dettagliato, annotando le
spese. Tra coloro che non pianificano, il 42% ritiene che sia inutile
avere un piano, o perche' manca la capacita' di risparmio o perche'
e' sufficiente controllare le spese, mentre il 20%, pur
riconoscendone l'utilita', non e' comunque intenzionato a modificare
le proprie abitudini nell'immediato. Circa la meta' del campione ha
un budget familiare, che rispetta sempre nel 26% dei casi e che
controlla in modo accurato nel 30%. Gli intervistati risparmiano in
modo regolare (soprattutto per motivi precauzionali) nel 31% dei casi
(in lieve calo rispetto all'anno precedente quando il dato si
attestava al 33%) e in modo occasionale nel 37% dei casi. Il 26% non
accantona nulla, soprattutto perche' le spese assorbono tutte le
entrate familiari.
(AGI)Mau (Segue)
081015 NOV 19

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AGI0122 3 ECO 0 R01 /

 (3) =
(AGI) - Roma, 8 nov. -
- SI SCEGLIE DA SOLI O CON I CONSIGLI DI AMICI E PARENTI
Un investitore su due utilizza una sola fonte informativa per
prendere decisioni di investimento, preferendo di gran lunga il
supporto di un esperto (consulente finanziario o funzionario della
banca) alla consultazione in autonomia di documenti informativi sui
prodotti come il prospetto. Nelle scelte di investimento, il 20%
degli individui si affida a un consulente finanziario o a un gestore
che consulta anche in fase di monitoraggio del proprio portafoglio.
Il 40% degli investitori ricorre alla cosiddetta consulenza
informale, ossia ai consigli di amici e parenti, e altrettanti
decidono in autonomia. Piu' del 50% degli investitori non e' in grado
di identificare i tratti distintivi del servizio di consulenza in
materia di investimenti. La scelta del consulente e' guidata
prevalentemente dalle competenze del professionista, seguita dalla
fiducia che questi riesce a ispirare nel cliente e dalla segnalazione
proveniente da un soggetto ritenuto affidabile (familiari, amici,
istituto bancario di riferimento). La sfiducia, inoltre, e' il
disincentivo principale alla domanda di consulenza. La remunerazione
della consulenza rimane un elemento poco considerato, sia perche' la
maggioranza degli individui ritiene che il servizio sia prestato a
titolo gratuito sia perche' la disponibilita' a pagare e' molto
bassa. La relazione con il consulente e' prevalentemente di
medio-lungo periodo, come attesta il fatto che il 50% degli
investitori assistiti non ha mai cambiato il professionista, mentre
il 18% lo ha fatto perche' insoddisfatto del servizio ricevuto . Gli
intervistati quasi sempre riconoscono l'importanza dello scambio
informativo con il consulente, anche se solo il 30% dichiara di
comunicare al consulente variazioni rilevanti della propria
situazione personale. Nell'ambito della relazione con il consulente,
prevale la propensione a seguire sempre la raccomandazione ricevuta
in circa il 60% dei casi; meno del 20% si documenta sempre,
consultando fonti informative alternative; meno del 5% chiede sempre
una seconda opinione. Tuttavia, solo il 17% sarebbe disposto a
seguire un consiglio che non ha compreso senza documentarsi, mentre
la maggioranza degli intervistati cercherebbe di approfondire
rivolgendosi anzitutto allo stesso consulente. Nel corso della
relazione i contatti con il professionista sono saltuari o assenti
nel 26% dei casi, mentre nel 70% circa ricorrono con frequenza
annuale su iniziativa del cliente o del consulente. Nel caso di
turbolenze sui mercati finanziari, il 25% degli investitori assistiti
cerca sempre conforto nel consulente e altrettanti vengono contattati
dal professionista. Nel 30% dei casi, infine, gli intervistati
dichiarano di essere raggiunti tramite e-mail o newsletter.
(AGI)Mau
081015 NOV 19

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