Cooperazione territoriale Europea: Marini, in un documento le forti preoccupazioni delle Regioni

venerdì 21 settembre 2018

Roma, 21 settembre 2018 (comunicato stampa) “La Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha approvato una posizione sul futuro della Cooperazione territoriale europea 2021-2027 che rileva nelle proposte dei regolamenti UE relative ai fondi della politica di coesione post 2020 gravi rischi per il nostro Paese”. Lo ha dichiarato Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria e Coordinatrice della Commissione Affari europei ed Internazionali della Conferenza delle Regioni e delle province autonome. “quelle proposte potrebbero infatti avere un impatto preoccupante sulla partecipazione dell’Italia ai futuri programmi di cooperazione territoriale. La riduzione delle risorse destinate a tali programmi dal 2,75% al 2,5% con l’applicazione di criteri di assegnazione di risorse per stato membro produrrà, rispetto all’attuale programmazione, un probabile taglio delle disponibilità del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) per l’Italia del 40%, con una perdita di oltre 400 milioni”.

Il documento della Conferenza sarà inviato nelle prossime ore dal Presidente Bonaccini al Governo, affinché nella fase di negoziazione si tenga conto sia delle criticità rilevate dalle Regioni sia delle loro proposte.

“C’è una sperequazione notevole nelle proposte europee – ha spiegato la Presidente dell’Umbria - che favorisce troppo le aree transfrontaliere terrestri a scapito delle frontiere montuose e marittime. È chiaro che ciò costituisce un grave problema per il nostro Paese. Per questo la principale richiesta che il Governo italiano dovrebbe far propria nella fase di negoziazione è quella di una sostanziale riconsiderazione degli spazi di cooperazione transfrontaliera terrestre e marittima. Siamo di fronte ad una proposta iniqua che penalizza gli stati del sud Europa ed in particolare Italia e Grecia ecco perché la bozza di regolamento europeo dovrebbe essere rivista prevendendo una distribuzione diversa dei pesi percentuali.

Un’altra preoccupazione – ha proseguito la Coordinatrice della Commissione europea della Conferenza delle Regioni - è quella legata alla diminuzione del tasso di cofinanziamento comunitario dei programmi di cooperazione territoriale europea che passa dall’85% al 75%. È chiaro che le conseguenze di questo decremento non possono gravare sui bilanci delle Regioni.

Infine una riflessione aggiuntiva va fatta sui programmi di cooperazione esterna inclusi attualmente nello Strumento Europeo di Vicinato che non possono essere abbandonati o ridotti perché hanno saputo creare una rete molto fitta di relazioni fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo. Una rete – ha concluso Marini – che ha giocato e gioca un ruolo fondamentale anche per una efficace gestione dei flussi migratori”.

(20/09/2018) UE: POSIZIONE SUL FUTURO DELLA COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA 2021-2027




Documento della Conferenza delle Regioni del 20 settembre

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UE: posizione sulla Cooperazione territoriale europea 2021-27

 

(Regioni.it 3458 - 24/09/2018) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 20 settembre ha assunto una posizione dul futuro della cooperazione terrioriale Europea post 2020. C'è da parte del sistema delle Regioni la forte preoccuopazione che le proposte della Commissione per i nuovi Regolamenti possano incidere fortemente anche sui bilanci regionali, colpendo in particolare i Paesi dell'area mediterranea, Italia e  Grecia prima di tutto. 
Nel documento - inviato dal Presidente Stefano Bonaccini al ministro per il Sud Barbara Lezzi e al ministro per gli affari regionali Erika Stefani - le Regioni forniscono un panoramica delle principali criticità rilevate nelle ipotesi della Commssione  e formulano specifiche proposte al Governo che dovrà sostenere il confronto su questo tema a Bruxelles. Si riporta di seguito il testo del documento (pubblicato anche sul portale www.regioni.it , sezione "Conferenze").
Posizione sul futuro della ...
 


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