Risultati del Referendum costituzionale 4 dicembre 2016

 

(Regioni.it 3062 - 05/12/2016) Circa sei votanti su dieci hanno indicato NO (59,11%), quindi quattro su dieci hanno votato SI (40,89%) e un terzo degli elettori non ha proprio votato.
In sintesi è questo il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre: il No vince il referendum con il 59,11%, e quindi la Costituzione resta invariata, contro il 40,89% che ha detto Sì alle riforme costituzionali presentate.
Al termine di questa giornata referendaria il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, annuncia la riunione del Consiglio dei Ministri, dopo salirà al Quirinale per dimettersi. Renzi si assume “tutte le responsabilità” di una sconfitta “straordinariamente netta”.
Alta l'affluenza alle urne, 68,48% in Italia, 30,74% all'estero, con una media del 65,47%. La riforma costituzionale è stata bocciata dagli elettori in 17 regioni e approvata solo in tre (Toscana, Emilia Romagna e Trentino Aldo Adige).
“Avevamo immaginato un altro risveglio”, dice il ministro delle Riforme Boschi, che invita a lavorare per servire le istituzioni, a cominciare dal mettere al sicuro la legge di bilancio.
Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “l'Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco”.

Italia + Estero - Affluenza alle urne - Referendum del 4 dicembre 2016

 

Enti Pervenuti

% ore 12:00

% ore 19:00

% ore 23:00

ITALIA

Tutti

20,14

57,22

68,48

ESTERO

Tutti

 

30,74

IN COMPLESSO

Tutti

 

65,47

 

Referendum, conferenza stampa di Renzi - 05.12.2016

[Ministero dell'Interno] - Referendum costituzionale, il dato sull'affluenza definitiva: ha votato il 68,48% - 05.12.2016



( Giuseppe Schifini / 05.12.16 )
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Riforma della Costituzione: il testo in Gazzetta Ufficiale

 

(Regioni.it 2925 - 19/04/2016) E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile (Serie generale n. 88) il testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte Il della Costituzione”.
Il testo della legge costituzionale è stato approvato dal Senato della Repubblica, in seconda votazione, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera dei deputati, in seconda votazione. con la maggioranza assoluta del suoi componenti, nella seduta del 12 aprile 2016.
Entro tre mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del testo seguente, un quinto del membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque Consigli regionali possono domandare che si proceda al referendum popolare.
 


Riforme: Bonaccini (Regioni), il sistema delle Conferenze andrà riformato, ma non potrà essere abbandonato

giovedì 7 aprile 2016

Audizione del Presidente della Conferenza delle Regioni presso la commissione bicamerale per le questioni regionali

Roma, 07 aprile ‘16 (comunicato stampa) “L’approvazione della riforma costituzionale, una volta che sia confermata dall’esito del referendum, comporterà una novità storica: il superamento del bicameralismo paritario”, lo ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini nel corso dell’audizione di fronte alla commissione bicamerale per le questioni regionali, presieduta da Giuseppe D’Alia, nell’ambito dell'indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al “sistema delle conferenze”.

Il Presidente Bonaccini ha lasciato agli atti della Commissione la posizione ufficiale assunta all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni e pubblicata oggi sul sito www.regioni.it (nella sezione “Conferenze”).

“È evidente – ha proseguito Bonaccini - che il futuro Senato e il superamento delle Province comporterà una novità per il sistema delle Regioni, chiamato sempre più a svolgere un ruolo di cuscinetto tra lo Stato centrale e i Comuni. Una funzione che comporterà inevitabilmente un peso politico superiore rispetto ad oggi”. Siamo di fronte ad “un cambiamento che impone una riflessione sul sistema delle Conferenze e in particolare sulla Conferenza Stato-Regioni e sulla Conferenza Unificata, sulla definizione del loro ruolo e della loro missione, e sul loro concreto funzionamento. E’ evidente, insomma, che servirà una riforma delle Conferenze.

Un’idea che non porta però all’abbandono automatico delle Conferenze stesse. “Il ruolo del Senato – ha spiegato Bonaccini - andrà inquadrato nell'ambito del potere legislativo, distinto da quello degli esecutivi, siano essi espressione del Governo centrale, o dei governi regionali e locali” e quindi risulta difficile immaginare che “gran parte dei compiti svolti dalle conferenze sul versante degli esecutivi possano essere attribuiti a sedi legislative, basti pensare – ha spiegato Bonaccini - al riparto del fondo sanitario o agli interventi di riforma che il Governo sta portando avanti sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione e sul Jobs act, o anche alla riduzione complessiva della spesa pubblica.

Ecco perché occorrerà invece una riflessione sul sistema di relazioni che dovrà intercorrere tra il nuovo Senato e il sistema delle Conferenze. Una riforma di quest’ultimo dovrà affiancarsi ed integrarsi con il futuro Senato, valutando anche ‘forme di raccordo’ con l’obiettivo di realizzare uno strumento unico di contatto delle Regioni sia col Governo che col Parlamento.

E’ chiaro che ogni considerazione va collegata alla futura legge elettorale per il nuovo Senato. Infatti al momento non è nota la compagine regionale, che sarà chiamata a rappresentare le Regioni nel Senato. Interpellato dai parlamentari in proposito, Bonaccini ha affermato che “i Presidenti delle Regioni dovrebbero partecipare di diritto al nuovo Senato delle autonomie anche per il ruolo che le Regioni assumeranno. Credo di poter interpretare in tal senso un’opinione assolutamente prevalente nella Conferenza delle Regioni e francamente mi sembra difficile che al momento di effettuare una scelta i Presidenti – peraltro eletti direttamente. - non vengano nominati, anche se è pur vero che ci sono Regioni con un numero di abitanti così contenuto che l''espressione del numero dei senatori dovrà comportare comunque una discussione approfondita. Ma questi aspetti – ha concluso Bonaccini - non costituiranno certo un vulnus per la riforma"”.


- Bonaccini:"sistema conferenze" va riformato, non abbandonato


Documento della Conferenza delle Regioni del 24 marzo

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Il "sistema della Conferenze" alla luce della riforma della Costituzione

 

(Regioni.it 2917 - 07/04/2016) La Conferenza delle Regioni e delle province autonome, nella riunione del 24 marzo ha approvato un documento contenente prime valutazioni sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al “sistema delle Conferenze”.
La posizione è stata poi illustrata dal Presidente Stefano Bonaccini, nel corso di un’audizione che si è tenuta il 7 aprile presso la Commissione Bicamerale per le questioni regionali.
Si riporta di seguito il testo integrale pubblicato anche sul sito www.regioni.it
Prime valutazioni sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al "sistema delle Conferenze"
1.
La perdurante necessità di sedi permanenti di confronto e leale collaborazione nell'attuale e nel futuro contesto costituzionale quale integrazione stabile del sistema istituzionale multilivello.
Il presente contributo tecnico è stato elaborato in coerenza con le posizioni espresse dalla Conferenza delle Regioni sul sistema delle conferenze in più fasi e tiene conto degli interventi svolti in audizione presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali da autorevoli rappresentanti del Governo e da altrettanto autorevoli esponenti del mondo accademico.
È intanto importante sottolineare un punto estremamente rilevante. L’indagine conoscitiva “sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare ...
 
 
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Audizione nella commissione parlamentare per le questioni regionali

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Mochi Onori: sistema Conferenze strumento valido, da mettere a punto

Possibile un nuovo ruolo alla luce della riforma costituzionale

(Regioni.it 2921 - 13/04/2016) “L’indagine della Commissione parlamentare per le questioni regionali è utile e opportuna anche perché si svolge all’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento della riforma costituzionale che, in caso di conferma referendaria, darà vita ad un bicameralismo differenziato e, per forza di cose, finirà per incidere nel c.d. sistema delle Conferenze”, a sostenerlo è il Segretario genarle della Conferenza delle Regioni, Marcello Mochi Onori, nel corso di un’audizione proprio nella Commissione parlamentare per le questioni regionali, presieduta da Gianpiero D'Alia(alla quale hanno partecipato anche Paolo Pietrangelo Direttore della Conferenza dei Presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e Antonio Naddeo, Direttore della Conferenza Stato-Regioni).
Per questo , ha spiegato Mochi Onori, sarà necessario “riflettere sulla messa a punto ...
 

 

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Il "sistema delle Conferenze": dossier dei servizi studi di Camera e Senato

Scheda di approfondimento sulla "Conferenza delle Regioni"

(Regioni.it 2867 - 26/01/2016) La Commissione parlamentare per le questioni regionali (l’11 novembre 2015) ha deliberato l’avvio dell’indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al “sistema delle Conferenze”.
Il servizio studi del Senato e quello della Camera hanno predisposto e pubblicato un Dossier che intende offrire elementi di documentazione attraverso l'inquadramento del concetto di sistema delle Conferenze, con particolare riferimento alla composizione, funzioni, organizzazione e funzionamento (Capitolo I), con il il richiamo all'evoluzione del quadro normativo (Capitolo II) e un rapido excursus sui precedenti tentativi di riordino del sistema successivi alla riforma del 2001 del Titolo V della Parte II della Costituzione (Capitolo III).
Fra gli spunti più interessanti forniti dal dossier figura il paragrafo dedicato al disegno di legge di riforma costituzionale in relazione al ...
 

 


Approvazione riforma Costituzione: Bonaccini, “importante passo in avanti”

lunedì 11 gennaio 2016

Approvazione riforma Costituzione: Bonaccini, “importante passo in avanti”

 

Roma, 11 gennaio 2016 (comunicato stampa) “Il nuovo Senato rappresenterà gli enti territoriali e vedrà le Regioni protagoniste di una nuova fase istituzionale. Al di là delle legittime differenti posizioni – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini - l’approvazione da parte della Camera del testo della riforma Costituzionale rappresenta, a mio avviso, un passo in avanti sulla strada del miglioramento del funzionamento e dell’efficacia delle istituzioni. Tra l’altro con un oggettivo snellimento: solo 100 Senatori, rappresentanti delle Regioni e Sindaci. Ma, oltre al superamento del bicameralismo perfetto, si pone fine anche alle ambiguità della competenza concorrente, stabilendo – conclude Bonaccini - i confini legislativi fra Stato e Regioni”.

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Chiamparino su riforma Senato: inviata una lettera alla Boschi

 

(Regioni.it 2800 - 01/10/2015) Il presidente Sergio Chiamparino ha reso noto che sulle riforme costituzionali la Conferenza delle Regioni ha inviato una lettera al Governo – in particolare al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi – su alcune osservazioni in merito alla riforma del Senato.
I punti rappresentati sono: i Presidenti di regione nel nuovo Senato, la materia del coordinamento della finanza pubblica e quella delle politiche attive sul lavoro.
Si sostiene quindi la presenza dei Presidenti delle Regioni nel nuovo Senato al fine di meglio garantire il ruolo di rappresentanza dei territori al nuovo Senato delle Autonomie.
“Abbiamo appena mandato una lettera – spiega Chiamparino - ribadendo alcuni punti ci sembra normale che nella legge ordinaria si consideri la presenza a senatore di diritto dei presidenti di regione e dei sindaci delle città metropolitane. Perchè i presidenti sono quelli che, con i sindaci delle citta' metropolitane, ...
 

 



 

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Chiamparino: riforma Costituzione sia occasione per check-up Regioni

 

(Regioni.it 2634 - 30/12/2014) “Spero che nel 2015 il rapporto con il governo sia improntato a un forte spirito di riforma dell'istituto della Regione”. Così il presidente della Regione Piemonte e della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, nel corso della conferenza stampa di fine anno svoltasi il 29 dicembre a Torino.
“Nel 2015 dovrebbe essere approvata - ricorda Chiamparino - la riforma del Senato, che vedrà la seconda Camera imperniata sul ruolo delle autonomie locali. Se si perde l'occasione per un forte check-up delle Regioni, non solo delle loro dimensioni, rischiamo di vedere passare un tram che poi non ci sarà più”.
Poi Sergio Chiamparino si è soffermato anche sul sito 'soldipubblici.gov.it' che “è importantissimo, fondamentale per la trasparenza sulle spese, ma è indispensabile omogeneizzare i criteri attraverso i quali le Regioni catalogano le spese, altrimenti si rischia di avere confronti ...
 

Riforma della Costituzione: Bugli, recuperare nel dibattito parlamentare le proposte della Conferenza delle Regioni

mercoledì 3 dicembre 2014

Riforma della Costituzione: Bugli, recuperare nel dibattito parlamentare le proposte della Conferenza delle Regioni

 

Intervento in audizione di fronte alla Commissione parlamentare

per le questioni regionali

 

Roma, 3 dicembre ’14 (comunicato stampa) “Abbiamo seguito con grande attenzione l’iter parlamentare del disegno di legge costituzionale e sostenuto la necessità di superare il bicameralismo perfetto attraverso l’istituzione di un Senato che possa consentire ai territori di esprimere la loro posizione sulle iniziative legislative e i provvedimenti di rilievo per Regioni ed autonomie locali”, lo ha sostenuto nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione per le questioni regionali, Vittorio Bugli, Assessore della Regione Toscana - che ha coordinato, su incarico della Conferenza delle Regioni, il gruppo di lavoro e di confronto su questi temi - alla quale ha partecipato anche l’assessore della Regione Veneto, Roberto Ciambetti.

“Certamente il nostro punto di riferimento resta il modello Bundesrat, ma abbiamo compreso la necessità di andare incontro alle caratteristiche peculiari del nostro Paese attraverso il coinvolgimento degli enti locali. Per questo abbiamo condiviso con l’Anci una composizione del futuro Senato che registrasse la presenza, di Regioni e Comuni, con il Presidente di Regione e il Sindaco del Comune capoluogo e proporzionata alla popolazione della regione. E’ però importante che il futuro Senato delle autonomie non abbia una configurazione ibrida, ubbidendo a logiche politico-partitiche e per questo pensiamo alla previsione di un voto per delegazione regionale rappresentativo del territorio.

Temi che avevamo ravvisato di più nella configurazione presentata dai due relatori e che rappresentava una mediazione che le Regioni ritennero accettabile.

E’ però importante – ha proseguito Bugli - far accogliere un principio e cioè che il nuovo Senato rappresenti al meglio la pari dignità tra Regioni e Stato e l'occasione per interrompere l’eccessivo ricorso alla corte Costituzionale per contenzioso sulle funzioni. E’ giusto che nel testo siano indicate le competenze dello Stato, come è giusto siano indicate quelle delle Regioni. Nelle opzioni illustrate dai due relatori nella I commissione del senato questa esigenza era rappresentata meglio di come è stata poi tradotta nel testo uscito dal dibattito. Si tratta di una riflessione che va recuperata. Ma al di là di questo in un testo costituzionale è impossibile entrare nel dettaglio delle singole materie in modo da evitare i possibili ricorsi successivi. Dunque deve essere recuperata la nostra proposta, ovvero quella di una legge bicamerale che potrebbe entrare nel merito e rappresenterebbe una bella innovazione istituzionale. Faccio solo un paio di esempi: la sanità sarà competenza delle Regioni, ma è anche chiaro che lo Stato debba dare una cornice di principi. Viceversa è giusto che lo Stato si riprenda competenze su materie come le grandi infrastrutture, ma è altrettanto chiaro che anche in questi campi devono esser consentiti margini di intervento alle Regioni. Una legge bicamerale potrebbe disciplinare meglio tutto questo.

Altro passaggio su cui le Regioni chiedono che si rifletta bene è quello relativo alle aree vaste, in particolar modo nella prospettiva del superamento delle Province e nell’ottica del lavoro applicativo relativo alla Legge Delrio. Introdurre dall’alto, con riferimenti in Costituzione, l’area vasta, dopo l’abolizione delle Province, potrebbe dare una rappresentazione sbagliata ai cittadini. Lasciamo alle Regioni semmai – ha concluso Bugli - le norme di ordinamento del territorio più adatte alla dimensione regionale”.

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Riforma della Costituzione: audizione di Chiamparino

"Passi in avanti, ma serve anche la previsione di una legge bicamerale"

(Regioni.it 2605 - 13/11/2014) “Il progetto di Riforma della Carta costituzionale è stato seguito nel corso di questi mesi con vivo interesse dalle Regioni” e i “cardini della riforma costituzionale con il superamento del bicameralismo perfetto e la trasformazione di uno dei due rami del parlamento in Camera rappresentativa delle Regioni e dei Comuni, così come la necessità di un diverso assetto delle competenze legislative statali e regionali rappresentano importanti passi in avanti, sono sostanzialmente condivisibili e riprendono posizioni che la Conferenza delle Regioni ha sostenuto nel corso degli ultimi anni”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle regioni Sergio Chiamparino al termine dell’audizione che si è svolta il 12 novembre di fronte alla Commissione affari costituzionali della Camera.

Chiamparino ha sollecitato “un confronto approfondito” principalmente su alcuni temi

E’ importante “superare il bicameralismo paritario, attribuendo però al Senato davvero un ruolo di rappresentanza e di composizione delle istanze territoriali. E proprio per questi motivi – ha sottolineato Chiamparino - le Regioni non hanno richiesto un eccessivo ricorso alla funzione legislativa in via collettiva, a cui devono concorrere ambedue le Camere. Ma - al di là della puntuale definizione delle competenze esclusive dello Stato e delle Regioni - per agevolare l’attuazione del ...

 





Senato delle autonomie e Titolo V: Regioni su riforma costituzionale

 

Senato approva Ddl Riforma della Costituzione.  Chiamparino (Conferenza Regioni) e Fassino (Anci): “passaggio fondamentale”

venerdì 8 agosto 2014

“Il voto del Senato dell'8 agosto sulla Riforma della Costituzione rappresenta un passaggio fondamentale per un assetto più moderno e funzionale del sistema istituzionale italiano, in cui Regioni, Comuni e autonomie locali avranno  un ruolo significativo”, lo hanno dichiarato Sergio Chiamparino, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e Piero Fassino, Presidente dell’Anci.

“Si tratta adesso di proseguire questo cammino con l’esame e l’approvazione della legge alla Camera dei Deputati.  Un cammino che dovrà essere accompagnato da un confronto tra Stato Regioni e Comuni per mettere a punto – concludono Chiamparino e Fassino - tutte le scelte normative e organizzative necessarie a fare decollare nel migliore dei modi il nuovo assetto istituzionale e costituzionale”.

  08_08_14_Riforma-_Costituzionale.pdf
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Primo sì del Senato alla riforma della Costituzione

 

(Regioni.it 2556 - 08/08/2014) Primo via libera del Senato alla riforma della Costituzione che supera il bicameralismo paritario, introduce il Senato non elettivo e riforma il titolo V. I voti a favore sono stati 183, 4 gli astenuti. Le opposizioni, Sel, Lega, M5S e Gal, non hanno partecipato al voto.
“Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci  saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato  oggi”, scrive su twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, subito dopo l'approvazione in prima lettura al Senato del ddl di riforma della Costituzione.
“Il lavoro che ci attende è ancora lungo e complesso", ha affermato il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi subito dopo l'approvazione a palazzo Madama del ddl che riforma il Senato e il titolo V della Costituzione.
Al di là del merito del provvedimento, è la procedura di revisione costituzionale e di approvazione delle leggi costituzionali che nel ...
 
 
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Riforma Senato: Errani, siamo per elezione indiretta

Patto salute: chiusura  entro l'estate, ruolo fattivo delle Regioni

(Regioni.it 2492 - 08/05/2014) I Presidenti delle Regioni sono “per l'elezione indiretta dei senatori” del nuovo Senato delle Autonomie. Lo ha precisato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, al termine della seduta odierna della Conferenza, rispondendo ad una domanda sull'ordine del giorno presentato da Calderoli. “Questa posizione la ribadiamo, siamo convinti sia la strada giusta per costruire quell'equilibrio in grado di dare un nuovo assetto al Paese”, ha detto Errani. “Si apre una fase importante, a cui vogliamo partecipare. Abbiamo dato un contributo con le nostre proposte e lavoreremo con il Governo e con la Commissione Affari Costituzionali del Senato", ha proseguito Errani, al termine della seduta. “Abbiamo già presentato i nostri emendamenti alla Commissione - ha proseguito - e lavoreremo in modo costruttivo”. In particolare, le regioni puntano alla costituzione di una “legge bicamerale” con la quale vengano definite più puntualmente competenze e materie di pertinenza dello Stato e delle Regioni, al fine di limitare al massimo il contenzioso.
I risparmi per 700 milioni di euro che devono produrre le Regioni con il Dl Irpef “per il 2014 non dovrebbero ricadere sulla sanità”, ha detto Errani. “E' in atto un confronto con il Governo - ha aggiunto Errani - e le cose stanno andando positivamente”. Quanto al Patto per la salute verrà siglato “sicuramente entro l'estate”, probabilmente dopo le europee, “ma solo perché il lavoro ha bisogno di fare il salto di qualità che vogliamo”. “Per il Patto si sta lavorando sodo – ha aggiunto Errani - e le Regioni hanno un ruolo fattivo”.
Infine sulla questione degli ammortizzatori sociali in deroga “è in corso un utile confronto con il ministro del Lavoro Poletti: vogliamo sia garantita la copertura di tutto il 2013 e di questi primi mesi del 2014. Abbiamo in queste settimane e in queste ore un confronto aperto con il governo - ha spiegato Errani – e speriamo nel giro di qualche giorno di chiudere questa fase”.
 
( red / 08.05.14 )

Audizione in Commissione affari costituzionali del Senato


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