SANITA’: BONACCINI, APPROVATO IL RIPARTO PER IL 2019 DI 111,2 MILIARDI PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

mercoledì 13 febbraio 2019

Roma, 13 febbraio 2019 (comunicato stampa) “111,2 miliardi di risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale sono state oggi ripartite fra le Regioni” lo ha annunciato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini.

 

“Per il terzo anno consecutivo formalizziamo con un accordo unanime la nostra proposta al Ministero della Salute all’inizio dell’anno. Questo significa che diamo un contributo importante alle successive azioni del Ministero e consentiamo alle Regioni di avviare una programmazione in tempi certi. E’ un fatto – ha continuato Bonaccini – molto positivo visto che riguarda un settore fondamentale, come è quello sanitario, dei servizi pubblici.

 

Antonio Saitta (Assessore Regione Piemonte), Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha sottolineato “la concordia e la compattezza delle istituzioni regionali” fornendo poi alcune specifiche tecniche utili per la lettura della tabella.

 

“Prima di tutto va precisato che il valore evidenziato in corrispondenza delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle Regioni a statuto speciale Sardegna, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia ha un carattere figurativo giacché queste Regioni provvedono autonomamente all’integrale finanziamento del Servizio sanitario nei rispettivi territori e secondo quanto previsto dai propri statuti.

 

La seconda questione da tenere presente è che nel fabbisogno standard sono state considerate tutte le risorse comprese quelle relative alla quota premiale, pari allo 0,25% del Fondo, circa 286 milioni di euro, per cui nel riparto si è tenuto conto di meccanismi premiali e di riequilibrio che determinano il fabbisogno standard. Ora le Regioni – ha continuato Saitta –si aspettano che il Ministero proceda celermente perché si arrivi nel più breve tempo possibile al riparto.

 

C’è poi la necessità di recepire in un prossimo provvedimento una proposta emendativa relativa alle risorse per la quota premiale, prevedendo che tale quota tenga conto dei criteri di riequilibrio proposti dalla Conferenza delle Regioni.

 

E’ infine necessario – ha concluso Saitta - modificare il decreto sulle Regioni benchmark, prevedendo che tutte le Regioni elegibili siano considerate come ‘Regioni di riferimento’”.

riparto risorse sanità 2019*

 

                      Riparto risorse sanità 2019*
 
Regioni totale finale 2019
   
PIEMONTE        8.199.389.129
V D'AOSTA            233.489.531
LOMBARDIA        18.405.555.557
BOLZANO            944.819.487
TRENTO            983.292.573
VENETO        9.019.816.105
FRIULI        2.287.867.446
LIGURIA        3.078.088.485
E ROMAGNA        8.259.653.603
TOSCANA        6.997.515.170
UMBRIA        1.658.798.201
MARCHE        2.853.649.804
LAZIO        10.747.015.715
ABRUZZO        2.433.217.003
MOLISE            579.437.434
CAMPANIA        10.448.921.447
PUGLIA        7.362.600.967
BASILICATA        1.060.623.383
CALABRIA        3.564.285.340
SICILIA        9.080.186.397
SARDEGNA        3.047.777.222
   
TOTALE 111.246.000.000
   
(*) escluse le quote della fibrosi cistica, degli extracomunitari e dell'esclusività e comprese quote vaccini e stabilizzazioni

 

(2019-021sm)

+T -T

Il quadro dei finanziamenti per il servizio sanitario dal 2000 al 2021

Tabella elaborata dal settore Salute della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

(Regioni.it 3540 - 31/01/2019) Il settore Salute della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha elaborato un quadro dei finanziamenti per il servizio sanitario nazionale dal 2000 al 2021. E' una tabella che parte prendendo in considerazione  "l'accordo Giarda" (agosto 2000), poi passa per "l'accordo Vegas" (Agosto 2001), per il I patto per la salute  (2007-2009), il II patto per la salute (2010-2012), poi per il patto per la salute 2014-2016 (con gli interventi della intesa sulla manovra per la sanità e quelli della legge di stabiulità del 2016) , "attraversa" le misure della Legge di Bilancio 2017 ed arriva alle disposizioni previste dalla legeg di bilancio 2019.
 


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