Mediatore interculturale: riconoscimento della figura professionale

giovedì 16 aprile 2009


Mediatore interculturale: riconoscimento della figura professionale

Mediatore interculturale: riconoscimento della figura professionale

Conferenza Regioni Doc 08.04.09

 

(regioni.it) Documento approvato dalla Conferenza delle Regioni dell'8 aprile 2009: in allegato è pubblicato tutto il documento in versione integrale sul Riconoscimento della figura professionale del Mediatore interculturale.
I cittadini europei e tutti coloro che vivono nell’UE in modo temporaneo o permanente dovrebbero avere l’opportunità di partecipare al dialogo interculturale e realizzarsi pienamente in una società diversa, pluralista, solidale e dinamica, non soltanto in Europa, ma in tutto il mondo. (Decisione N.1983/2006/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa all’anno europeo del dialogo interculturale, 2008)
I movimenti migratori sempre più rilevanti e l’accentuata mobilità della vita moderna rendono inevitabilmente più elevati i tassi di intreccio inter-etnici, inter-culturali, inter-religiosi e inter-linguistici in tutte le parti del mondo. Ai fini della coesione sociale, premessa indispensabile per lo sviluppo dell’economia della conoscenza prevista per i Paesi UE in base alla strategia di Lisbona, grande valenza assumono quelle persone, comunità e gruppi istituzionali che, contribuendo a garantire pari opportunità e la non discriminazione, favoriscono il dialogo, l’interscambio e l’interazione tra le diverse culture. Nelle migrazioni dei cittadini stranieri e nell’ambito delle politiche locali di integrazione sociale, la funzione “ponte” tra diverse culture, per la promozione e lo sviluppo del dialogo interculturale, è stata storicamente promossa e sviluppata dai mediatori interculturali. Si tratta, secondo la definizione formulata dal CNEL – Organismo di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri, di un “agente attivo nel processo di integrazione” che si pone “fra gli stranieri e le istituzioni, i servizi pubblici e le strutture private, senza sostituirsi né agli uni né alle altre, per favorire invece il raccordo fra soggetti di culture diverse”.