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n. 1915 - martedì 8 novembre 2011

Sommario

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Camera approva Rendiconto Generale dello Stato con 308 sì

I non votanti a quota 320

(regioni.it) L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010.
I voti a favore sono stati 308, nessun contrario, un astenuto. I non votanti sono stati 320.



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Università: Protocollo Regioni - CUN

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato il 27 ottobre il “Protocollo di intesa” fra la Conferenza stessa e il Consiglio Universitario Nazionale. Il testo protocollo è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it . Il link è:
www.regioni.it/download.php?id=229098&field=allegato&module=news
Questo il testo integrale del Protocollo.
Protocollo d’intesa tra  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Consiglio Universitario nazionale (CUN)
PREMESSO CHE
Il CUN, Consiglio Universitario Nazionale è organo elettivo di rappresentanza del sistema universitario e persegue le seguenti finalità
• opera per promuovere e perseguire la qualità più elevata della ricerca e dell’istruzione superiore;
• opera per garantire e rafforzare le autonomie degli Atenei, per affermare il diritto degli studenti a un sapere critico e a una formazione adeguata alle necessità della persona, della società e delle professioni, assumendo tutte le iniziative idonee al perseguimento dei suoi obiettivi;
• concorre, nell’ambito delle proprie competenze, all’attività di indirizzo e di coordinamento del sistema universitario, nel rispetto dell’autonomia degli Atenei e, a tal fine, esprime pareri e avanza proposte al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, secondo quanto stabilito dalle leggi.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è un organismo di coordinamento politico fra i Presidenti delle Giunte Regionali e delle Province autonome ed è la sede ufficiale della interlocuzione istituzionale interregionale. Le sue principali finalità possono ricondursi a:
il miglioramento del raccordo e del confronto con lo Stato Centrale attraverso l'elaborazione di documenti condivisi da tutto il "sistema dei Governi regionali";
 l'instaurazione di un confronto permanente interregionale per favorire il diffondersi delle "best practices";
 la necessità di rappresentare in modo costante all'esterno e nelle relazioni istituzionali il "sistema dei Governi regionali";
 sottolineare il ruolo dell'istituzione Regione nella costruzione dell'Unione Europea.
Le parti sono interessate ad avviare un rapporto di reciproca e continuativa collaborazione al fine di promuovere azioni coordinate di intervento su temi di comune interesse e rispetto ai quali si ravvisa una convergenza e complementarietà, su diversi livelli, delle rispettive competenze.
TUTTO QUANTO CIO’ PREMESSO
Il Consiglio Universitario Nazionale
e
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
CONCORDANO QUANTO SEGUE
Art. 1
Premesse
Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo e si intendono integralmente trascritte nel presente accordo.
Art. 2
Oggetto dell’Accordo
Le parti, nell’ambito delle proprie attività di competenza, si impegnano a fornire l’una all’altra, per tutta la durata della presente intesa, collaborazione per quanto riguarda le seguenti aree di intervento di reciproco interesse:
a. Relazione tra Sistema Sanitario e Sistema Universitario
b. Diritto allo studio
c. Sviluppo del territorio
d. Istruzione Tecnica Superiore (ITS) e formazione superiore universitaria e alta formazione
Ciascuna area di intervento sarà definita per tutti gli aspetti organizzativi e finanziari da apposite successive convenzioni che fisseranno altresì gli obiettivi, i tempi di realizzazione e disciplineranno i diritti e gli obblighi delle parti.
Art. 3
Obblighi delle parti
Fermo restando che il presente Protocollo d’Intesa verrà concretamente realizzato per mezzo di singole iniziative operative che verranno successivamente definite tra il Consiglio Universitario Nazionale e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, le Parti si impegnano, in esecuzione del presente Protocollo:
a svolgere le attività, in esso previste, con la massima cura e diligenza;
a tenere costantemente informata l’altra Parte sulle attività effettuate;
a mettere a disposizione, su richiesta dell’altra Parte, i documenti relativi ai progetti, studi e ricerche, oggetto del presente Protocollo e/o delle successive convenzioni operative.
Le Parti, pur confermando il reciproco interesse a privilegiare il rapporto di collaborazione derivante dal presente Protocollo nell’ambito delle tematiche indicate nel precedente articolo 2, restano libere di sottoscrivere accordi di collaborazione aventi ad oggetto le stesse tematiche, con altri soggetti pubblici o privati.
Art. 4
Oneri economici
Il presente Protocollo non prevede oneri economici. Essi saranno eventualmente quantificati nelle successive convenzioni sottoscritte a fronte delle attività di volta in volta concordate sulla base delle tematiche di cui all’articolo 2.
Art. 5
Durata
Il presente Protocollo avrà durata di tre anni dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovato, prima della scadenza, con atto scritto delle Parti.
Le Parti potranno recedere e/o risolvere il Protocollo in qualsiasi momento, previa comunicazione scritta da inviarsi all’altra Parte con avviso di ricevimento con un anticipo di almeno tre mesi, e fermo restando l’obbligo di portare a termine le attività già avviate.
Art. 6
Norme finali
Le Parti potranno, di concerto, approvare modifiche alla presente intesa con appositi atti scritti. Le Parti potranno concordare, con accordo scritto, di estendere la presente intesa ad altri ambiti di collaborazione e/o ad altri soggetti qualificati.
Roma, 27 ottobre 2011
IL PRESIDENTE CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE
Lenzi Andrea
IL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA  DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
Vasco Errani



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Programmazione scolastica: la proposta delle Regioni

(regioni.it) Nella riunione del 27 ottobre la Conferenza delle Regioni ha formulato una proposta in merito alle modalità attuative dell’art.19, comma 4 della manovra estiva (D.L. N. 98 del 2011, convertito nella Legge n. 111 del 2011)  che stabilisce che “er garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.
Il documento è stato pubblicato sul sito www.regioni.it (sezione “Conferenze”) ed il link è:
www.regioni.it/download.php?id=229097&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale.
Proposta in merito alle modalità attuative dell'articolo 19, comma 4, del d.l. n. 98 del 2011, convertito nella legge n.111 del 2011
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome:
• atteso che molte Regioni hanno impugnato l'art. 19 del DL 98/2011 convertito in L. 111/ 2011, in quanto invasivo delle competenze regionali in materia di programmazione della rete scolastica;
• consapevole che il MIUR si pone obiettivi di risparmio dai quali non intende prescindere;
al fine di assicurare l'operatività del sistema scolastico, propone comunque al Ministro dell’Istruzione università e ricerca un accordo sulle modalità di applicazione del medesimo articolo, per garantire sia la omogenea applicazione nelle diverse realtà regionali che la necessaria sostenibilità.
Proposta della Conferenza:
1. Le Regioni intendono raggiungere l'obiettivo utilizzando i parametri numerici di cui alla norma (1000 o 500 alunni per istituto comprensivo) come media regionale di riferimento, ovvero come risultato ottenuto dal numero complessivo degli alunni diviso il numero delle autonomie, esercitando in questo modo la propria competenza a programmare le autonomie scolastiche sul territorio, nell’ambito della funzione di organizzazione della rete scolastica svolta in collaborazione con gli Enti locali.

2. le Regioni si impegnano a proseguire nel percorso di aggregazione delle direzioni didattiche e delle scuole medie, oggi autonome, in istituti comprensivi, tenendo conto prioritariamente che tale accorpamento favorisca la verticalizzazione dei percorsi e la continuità didattica per una maggiore qualità dell'offerta formativa.
Dove si valuti che l’operazione di aggregazione, per motivi legati alle condizioni geografiche, socioeconomiche e alla “storia” del territorio, nonché alla situazione dell’edilizia scolastica, non corrisponda alla auspicata finalità (vedi sopra), ma risulti piuttosto una forzatura “quantitativa” rispetto alle scelte ed ai comportamenti delle famiglie e degli alunni, sono mantenute le direzioni didattiche e le scuole medie, oggi autonome, pur nel rispetto dei parametri numerici di cui all'articolo 19, comma 4 da applicarsi nelle modalità di cui al precedente punto 1;
3. le Regioni si impegnano a raggiungere l'obiettivo entro l'anno scolastico 2014 – 2015.
Roma 27 ottobre 2011



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Ferrovie: materiale rotabile e sicurezza

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 27 ottobre ha approvato un documento sulle esigenze poste dall’adeguamento del materiale rotabile ferroviario circolante su rete RFI con i sistemi di sicurezza in uso sulla stessa rete. Il documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it ed il link è:
www.regioni.it/download.php?id=229094&field=allegato&module=news
Si riporta di seguito il testo integrale
Adeguamento del materiale rotabile ferroviario circolante su rete RFI con i sistemi di sicurezza in uso sulla stessa rete
L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF), nell'ambito dei compiti in materia di sicurezza ferroviaria ad essa attribuiti dal decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162 e s.m.i., recante attuazione delle direttive n. 2004/49/CE e 2004/51/CE, e dalla direttiva n. 81/T del Ministero dei Trasporti, ha adottato il 27 giugno u.s. la direttiva n. 1/2011, che fissa al 31 ottobre 2011 il termine per il completamento dei programmi di adeguamento del materiale rotabile ferroviario circolante su rete RFI con i sistemi di sicurezza in uso sulla stessa rete.
Le Regioni erano già intervenute nella fase di predisposizione della citata direttiva ANSF, rilevando importanti criticità di tipo sia tecnico-industriale che finanziario e chiedendo che il termine, inizialmente fissato al 1° luglio 2011, fosse prorogato almeno al 31 dicembre 2011.
Tale confronto, sfociato nell'incontro politico del 9 giugno u.s., ha determinato un parziale accoglimento delle richieste regionali da parte dell'ANSF. All'approssimarsi di tale scadenza, tuttavia, da un monitoraggio effettuato a livello interregionale è emerso che le criticità a suo tempo evidenziate persistono e che quasi tutte le Regioni interessate dall'obbligo di adeguamento non potranno sicuramente rispettare il termine stabilito e che saranno in grado di completare i rispettivi programmi non prima del 31 dicembre 2012.
In particolare, continuano a sussistere le criticità di tipo tecnico-industriale e burocratico, ma si sono aggravate le criticità di tipo economico-finanziario. Infatti, è ancora in corso un ampio dibattito sulla gravissima situazione delle risorse finanziarie per il trasporto pubblico locale, causata dagli interventi di finanza pubblica adottati nel corso dell'ultimo biennio, che hanno pesantemente inciso sulla disponibilità finanziaria per il settore e sulla capacità delle Regioni di onorare i contratti di servizio sottoscritti con Trenitalia S.p.A., determinando una gravissima e insostenibile situazione in termini di riduzione dei servizi, di disagio sociale, di incrementi tariffari, di riduzione dell'occupazione del settore, di congestionamento del traffico e di inquinamento.
In siffatta congiuntura, in cui il confronto politico con il Governo, finalizzato all’individuazione di soluzioni condivise, è tuttora allo stato interlocutorio, l'adozione delle misure contemplate dalla direttiva ANSF n. 1/2011 a decorrere dal 31 ottobre p.v. arrecherebbe un insostenibile pregiudizio, sia in termini di livello dei servizi all'utenza, sia in termini di equilibrio economico-finanziario delle società ferroviarie regionali ex-governative/concesse, sia in termini di occupazione.
Pertanto, sulla scorta delle considerazioni finora svolte, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome chiede l’intervento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché sia concessa una ulteriore proroga al 31 dicembre 2012, manifestando al contempo la disponibilità ad un confronto tecnico e politico per addivenire a soluzioni transitorie alternative, che permettano di contemperare gli interessi di tutte i soggetti coinvolti.
Roma, 27 ottobre 2011



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Bilancio UE: prossimamente confronto in Conferenza delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha apprezzato il fatto che la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, abbia assunto l’incarico - nella Commissione “politica di coesione territoriale” (COTER) del Comitato delle Regioni - di redigere il parere sulla proposta di Regolamento generale di riforma dei fondi strutturali.
La Presidente Marini è stata incaricata di coordinare un gruppo tecnico delle Regioni per la redazione del progetto di parere e di riferire in Conferenza sia sull’evoluzione della progetto di riforma del regolamento sui fondi strutturali, sia sul negoziato sul bilancio europeo.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha già deciso che terrà una seduta straordinaria per condividere una posizione comune delle Regioni sul bilancio europeo e ha chiesto al Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Politica di coesione di riferire in Conferenza Stato-Regioni sulla posizione che l’Italia sta tenendo nel negoziato.



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UE: riforma della politica di coesione, "Gruppo di contatto" Stato-Regioni

(regioni.it) Si sono svolte il 20 settembre e il 20 ottobre due riunioni del “gruppo di contatto” tra Regioni e Governo sul negoziato relativo al bilancio europeo e al futuro della politica regionale e di coesione. A partecipare al “gruppo di contatto” secondo quanto deciso dalla Conferenza delle Regioni il 25 maggio 2011 sono i rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria.  Per il Governo invece partecipano al “gruppo” i rappresentanti del Dipartimento Affari regionali e delle politiche di coesione territoriale e dei ministeri degli Esteri, delle politiche agricole, del Welfare e dell’Economia.
Durante le riunioni è stata avviata l’analisi puntuale delle proposte di Regolamento presentate dalla Commissione europea. Per rispondere al fitto calendario di riunioni proposto dalla Presidenza Polacca della UE, il Gruppo ha organizzato i lavori in sei sottogruppi: Approccio strategico e Governance; Programmazione; Sviluppo locale / integrato; Cooperazione territoriale / GECT; Condizionalità e riserva di performance; Valutazione, monitoraggio e indicatori; Sistemi di gestione e controllo; Ingegneria finanziaria. Tali sottogruppi, ciascuno coordinato da una Regione, stanno predisponendo dei position paper da presentare agli appuntamenti del negoziato in seno al gruppo di lavoro del Consiglio.



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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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