[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Giorno del ricordo, Rossi: "Solo un rinnovato progetto europeo può evitare nuovi e possibili disastri"

martedì 12 febbraio 2019


 

Scritto da Marco Ceccarini, martedì 12 febbraio 2019

FIRENZE - "Solo un rinnovato e credibile progetto europeo, sostanziato di valori e in grado di affrontare e lenire i dolori del Novecento, può aiutarci ad evitare nuovi e possibili disastri. Occorre rammentarlo oggi, mentre si ricordano le vittime delle foibe e l'esodo dall'Istria e dalla Dalmazia, rifiutando letture parziali e tese a legittimare nuovi nazionalismi e divisioni. La memoria delle vittime deve renderci consapevoli e responsabili, deve esortarci a costruire identità che si fondino non su esclusioni ed espulsioni ma sulla ricerca di un futuro comune". Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha concluso l'intervento che ha svolto oggi in Consiglio regionale in occasione della seduta straordinaria dell'Assemblea toscana dedicata al Giorno del ricordo, istituito con legge nel marzo 2004 su iniziativa dell'allora presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, allo scopo di conserv are e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati di nazionalità italiana dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra.

"La pace si costruisce attraverso la verità, bisogna pertanto proseguire senza negazionismo", ha aggiunto il presidente Rossi. "Il quadro di cui parliamo è quello della fine della seconda guerra e del confine orientale. La tragedia delle foibe vide un giustizialismo sommario. Il governo jugoslavo del maresciallo Tito stava cercando di costruire un'identità nazionale che coincideva con l'affermazione, in Jugoslavia, del movimento comunista. L'apice della tragedia si ebbe nella primavera del '45. Ci fu una vera e propria pulizia etnica anti-italiana. Togliatti ebbe parole dure contro gli istriani. Eppure, in quello stesso periodo, ci furono voci e comportamenti di dissenso molto imporanti anche all'interno della sinistra e degli stessi comunisti italiani. In Toscana, a Livorno, ci furono straordinari esempi di accoglienza. Oltre millle profughi furono accolti nella sola Livorno, al Calambrone e nel quartiere delle Sorge nti, in una città che dai comunisti era amministrata".

Il presidente della Regione, nel ricordare che "solo dal '43 al '45 furono uccisi, come vittime innocenti, molte migliaia di italiani" e che in seguito "furono spinti all'esodo circa 350 mila persone di origine italiana", ha evidenziato che alla base di drammi come quello delle foibe "vi è la grande semplificazione che ha distrutto il patrimonio europeo costruito sulla diversità di lingue, culture e tradizioni, immolando questa ricchezza sull'altare dell'ideologia del nazionalismo esclusivo ed aggressivo". Per questo, secondo Rossi, un rinnovato e credibile progetto d'Europa è necessario per costruire un futuro senza divisioni e senza conflitti.

"A me piacque che nel 2011 la bandiera slovena sventolò al Quirinale accanto a quella italiana in occasione dell'incontro tra i due capi di Stato", ha detto ancora ricordando l'incontro, nel gennaio 2011, tra l'allora presidente italiano Giorgio Napolitano e il suo omologo sloveno Danilo Türk. "La pace ed i rapporti amichevoli con la Slovenia e la Croazia non possono prescindere dal riconoscimento reciproico delle verità", ha precisato Rossi.