[Liguria]
IMPRESE, ARTIGIANATO, CRESCONO MANIFATTURIERO E EXPORT
MA PRESSIONE FISCALE , DOMANDA E CONCORRENZA SLEALE
FRENANO LA RIPRESA
mercoledì 8 febbraio 2012
IMPRESE, ARTIGIANATO, CRESCONO MANIFATTURIERO E EXPORT
MA PRESSIONE FISCALE , DOMANDA E CONCORRENZA SLEALE
FRENANO LA RIPRESA
GUCCINELLI : LEGGE REGIONALE SNELLSCE TEMPI PAGAMENTO PA
GENOVA. I dati dell’osservatorio regionale dell’artigianato del secondo semestre
2011 confermano il trend di lieve crescita del semestre precedente.
Migliorano ancora le performance del settore manifatturiero, stazionario il settore dei servizi alle imprese, sviluppi negativi, invece, per il settore dei servizi alla persona e ancora difficoltà per il settore costruzioni.
Confermata la crescita dell’export. Il 73,6% delle imprese sposta a dopo il
2012 l’uscita dal tunnel della crisi.
“Tra i maggiori ostacoli all’attività imprenditoriale – sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo economicoRenzo Guccinelli– la pressione fiscale, la mancata ripresa della domanda e la concorrenza sleale.
Ma continuano a calare le segnalazioni sull’eccessiva burocrazia e le difficoltà di accesso al credito, segno che le azioni messe in campo dall’amministrazione regionale stanno producendo i loro effetti positivi sulle imprese liguri.”
Gli imprenditori segnalano anche una diminuzione dei tempi di pagamento della PA, rispetto ai tempi dei clienti privati in aumento soprattutto nel settore edile.
“Un segnale che fa ben sperare e impegnala Regione Liguriaa continuare nel percorso di applicazione della legge regionale sulla microimpresa, recentemente approvata dal consiglio regionale”, conclude Guccinelli.
Per le piccole imprese liguri situazione stazionaria
nel secondo semestre 2011
Prevista una crescita nella prima parte del 2012, ma l’occupazione è ancora ferma. I migliori segnali dal manifatturiero.
L’ Osservatorio Congiunturale sull’Artigianato e la Piccola Impresa in Liguria fotografa il secondo semestre del 2011 registrando un allentamento
della morsa della crisi ma non sul fronte occupazionale.
Le performance economiche delle piccole imprese liguri nel secondo semestre 2011 mostrano un lieve calo, quasi impercettibile, in quasi tutti i parametri analizzati. Si segnala una crescita unicamente per le transazioni oltre confine (+1,7% congiunturale e +1,1% tendenziale), mentre si registrano valori tendenziali stabili per produzione e occupazione, e valori congiunturali in lieve calo per tutti i parametri. Questa situazione di stallo, con i prezzi dei fornitori in crescita del 3% rispetto a giugno 2011 e del 3,3% rispetto a dicembre 2010, sembra aver influito sul fatturato che si assesta su valori negativi sia per il semestre che su base annuale (-0,2% congiunturale e -0,2% tendenziale). Le imprese propense a investire nel corso del 2° semestre 2011 sono state circa il 9% del totale, con un possibile aumento nei prossimi mesi fino a raggiungere una quota di oltre il 13%.
L’Osservatorio Congiunturale sull’Artigianato ela PiccolaImpresain Liguria, promosso da Unioncamere Liguria e Commissione Regionale per l'Artigianato, realizzata da Confartigianato Liguria e CNA Liguria e curata dal Centro Studi Sintesi, coinvolge un campione di 1.500 piccole imprese liguri con meno di 20 addetti, con l’obiettivo di analizzare i risultati raggiunti, semestre dopo semestre, dall’artigianato e dalle piccole imprese liguri.
A livello settoriale il comparto manifatturiero presenta nel secondo semestre 2011 dinamiche positive in tutti i parametri economici. I progressi più sostenuti si rilevano nella produzione, nel fatturato e negli ordini che raggiungono il mezzo punto percentuale, superando tutti i livelli di crescita registrati a livello tendenziale e determinando di conseguenza una ripresa dell’occupazione, anche se ancora timida (+0,3%). Positive sono le previsioni per il 2011 anche per la propensione ad investire delle aziende liguri con gli investimenti in ripresa (14,9% delle imprese tra investimenti programmati ed investimenti possibili).
Per quanto riguarda gli altri settori economici, le performance lasciano margine ad un cauto ottimismo. Nei servizi alle imprese si registrano livelli congiunturali stazionari, a fronte di una flessione rispetto al 2° semestre del 2010 della domanda (-0,3%), del fatturato (-0,4%) e dell’occupazione (-0,2%). Sviluppi negativi, si registrano per le aziende del settore dei servizi alle persone, che evidenziano un calo sia a livello congiunturale che tendenziale per quanto riguarda il fatturato (-0,6% congiunturale e -0,3% tendenziale), la domanda (-0,4% congiunturale e -0,3% tendenziale) e l’occupazione (-0,2% rispetto all’anno passato). Per le imprese delle costruzioni, si riscontrano maggiori difficoltà rispetto agli altri comparti, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche occupazionali (-0,5% congiunturale e -0,6% tendenziale). Per il prossimo semestre, si prevede che la situazione rimanga sostanzialmente invariata in tutti i settori, ma sembra consolidarsi la tendenza al miglioramento del settore manifatturiero, e si intravede una possibilità di crescita dell’occupazione nel settore dei servizi alle imprese. Ci si aspetta comunque una ripresa degli investimenti.
A livello territoriale le performance della provincia di Genova mostrano flebili segnali di ripresa, che faticano a confermarsi nelle altre realtà provinciali, che riflettono piuttosto la difficoltà del momento che stanno attraversando le imprese attive in regione. Per la provincia-capoluogo, i livelli dei parametri registrati mostrano un lieve calo rispetto all’anno precedente, fatta eccezione di ordini ed export. Nel semestre invece, si registra una moderata crescita della produzione / domanda (+0,3%), variazioni quasi impercettibili del fatturato e dell’occupazione (+0,1%) ed una crescita lievemente più marcata degli ordini e delle transazioni oltrefrontiera (rispettivamente del +0,6% e del +1,9%). .
Nelle altre realtà territoriali, fatta eccezione per una lieve ripresa degli ordinativi, si registrano dinamiche in flessione, in particolare per quanto riguarda il fatturato. In flessione ma con variazioni più modeste, anche la produzione / domanda e l’occupazione. La situazione potrebbe essere determinata dalle difficoltà di ripresa dell’export, in stallo, a differenza del capoluogo, rispetto al semestre precedente. In leggera ripresa rispetto all’anno precedente, infine risultano le quote degli investitori, con incidenze del 4,5% per Imperia, del 9,8% per Savona e del 8,4% per La Spezia.
Per il prossimo semestre sarà Genova, l’unica provincia ad evidenziare tendenze di maggior crescita. In particolare si prevede un progresso più sostenuto dell’export (+0,9%) e degli ordini (+0,8%) e della produzione/domanda (+0,5%). Una crescita più contenuta si prevede invece per il livello del fatturato (+0,3%), e addirittura una flessione dell’occupazione (-0,1%), nonostante una tendenza crescente all’investimento (+15,4%).
In controtendenza rispetto alle previsioni positive relative al capoluogo, le altre realtà territoriali lasciano intravedere un semestre in cui la situazione sostanzialmente non varierà, fatta eccezione di una ripresa dell’export a Imperia (+0,7%), degli ordinativi a La Spezia (+0,5%) e del fatturato a Savona (+0,5%). In tutte le province si prevede invece una leggera flessione sul fronte dell’occupazione con valori stabili solo per Savona. Nel complesso le province di Savona, Imperia e La Spezia potrebbero evidenziare risultati complessivi migliori rispetto al passato ma in ogni caso ancora inferiori a quelli di Genova e le dinamiche di crescita potrebbero essere solo parzialmente soddisfacenti e comunque frutto di quanto espresso dal capoluogo nella seconda metà dell’anno.
Ma in quanto tempo si uscirà definitivamente dalla crisi?
Secondo le piccole imprese liguri ci vorranno almeno un altro paio di anni per poter lasciarsi alle spalle questa situazione di crisi. Poco più del 22% delle imprese ritiene che entro fine anno si potrà aprire una nuova fase di crescita, e se si escludono quelle poche imprese che dichiarano di essere già fuori dal tunnel (4,3%), il restante 73,6% delle imprese sposta il proprio orizzonte dopo il 2012, in mancanza di concreti segnali di ripresa. Un dato rilevante da sottolineare tuttavia è che il 38% delle aziende non riesce a fare delle previsioni e sembra essere rassegnata al fatto che tale situazione di incertezza rimarrà invariata ancora per un tempo indefinito.
Le aziende manifatturiere e quelle dei servizi alle imprese sembrano più ottimiste, sulla scorta anche dei risultati evidenziati nella seconda parte del 2011, mentre maggiore cautela viene evidenziata dai servizi alle persone. Quello dell’edilizia e delle costruzioni, infine, appare il settore più insicuro, con quasi il 45% delle imprese che non riesce a pronosticare la fine del tunnel.
Credito e tempi di pagamento
Due dei problemi maggiori con cui le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, si trovano a dovere fare i conti in fasi di pesante crisi come quella che stiamo vivendo è quello della scarsità di liquidità, determinata in larga misura dalla contrazione di credito concesso dalle banche e dall’allungamento dei tempi di pagamento.
Nel secondo semestre del 2011, infatti, oltre il 57% delle aziende intervistate ha registrato maggiori difficoltà di accesso al credito a fronte di quasi il 43% delle imprese che, invece, non hanno riscontrato un cambiamento nella disponibilità da parte delle banche di concedere loro credito. Quasi il 44% degli intervistati indica nella richiesta di garanzie eccessive, il motivo delle difficoltà riscontrate. Seguono, con quasi il 29% delle risposte, coloro che sostengono che i tassi di interesse (spread) siano troppo elevati. Tra le cause di difficoltà segnalati anche i livelli troppo elevati dei costi bancari (12,5%) e i tempi troppo lunghi delle procedure (8,8%), trovano i loro sostenitori. Sono soprattutto le aziende del settore manifatturiero a denunciare una maggiore rigidità da parte delle banche. Il fatto che esse abbiano innalzato i costi e i tassi bancari (48,8% delle risposte), il fatto che abbiano fatto richiesta di rientro di crediti già concessi (6,3%) e il fatto che abbiano negato nuovi prestiti o rinnovati crediti precedenti (2,3%), sono i motivi prevalentemente indicati dalle imprese del settore.
Per quanto riguarda il ritardo nei tempi di pagamento, oltre il 32% delle imprese intervistate ne registra un ulteriore aumento, fenomeno che aggrava i problemi di liquidità già evidenziati nelle precedenti rilevazioni. Tale appesantimento si concentra particolarmente nelle aziende dei servizi alle imprese, mentre rimane prevalentemente invariata per le imprese dei servizi alle persone
L’analisi della serie storica rivela una situazione che sta migliorando nella seconda metà del 2011 rispetto ai primi sei mesi dell’anno, anche se, risulta sempre in forte aumento rispetto a quella dell’anno precedente. Da sottolineare infatti la riduzione della quota di imprese che denuncia un allungamento dei tempi di pagamento dei clienti se paragonato dello scorso semestre: dal 35,8% del 1° semestre 2011 si passa, infatti, al 32,3% del 2° semestre 2011, assestandosi su livelli più vicini a quelli registrati al 2° semestre del 2009 (primo dato utile). In lieve calo inoltre nel corso dell’ultimo semestre, la quota delle imprese che vede diminuire i tempi di pagamento.
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Manifatturiero |
Edilizia |
Servizi alle imprese |
Servizi alle persone |
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Già usciti dal tunnel |
3,7% |
3,3% |
8,3% |
4,2% |
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Nel 2012 |
24,8% |
12,8% |
25,8% |
17,5% |
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Dopo il 2012 |
36,3% |
39,5% |
30,0% |
37,5% |
|
Non so dare una valutazione / Questa situazione rimarrà tale per molto tempo |
35,2% |
44,4% |
35,9% |
40,8% |
|
Totale |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
100,0% |
Le difficoltà di accesso al creditoriscontrata:
Negli ultimi tre mesi ha riscontrato maggiori difficoltà
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|
Manifatturiero |
Edilizia |
Servizi alle imprese |
Servizi alle persone |
|
Ha proposto investimenti vantaggiosi / dato consigli utili |
3,8% |
3,0% |
2,7% |
2,6% |
|
Ha proposto delle dilazioni di pagamento / rinegoziazione del mutuo |
5,0% |
9,3% |
5,7% |
4,8% |
|
Ha concesso crediti o fidi |
20,0% |
18,7% |
14,3% |
11,9% |
|
Ha richiesto di far rientrare crediti già concessi |
6,3% |
1,3% |
1,4% |
1,6% |
|
Non ha rinnovato crediti precedenti / negato nuovi prestiti |
2,3% |
3,7% |
2,5% |
3,4% |
|
Ha aumentato i costo e i tassi bancari |
48,8% |
29,3% |
40,0% |
35,7% |
Per quale motivo sono state riscontrate maggiori difficoltà di accesso al credito?
(solo per il 25,2% delle imprese che ha incontrato difficoltà di ottenere credito dalle banche)


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