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Politiche attive del lavoro e Programma europeo Garanzia giovani, comunicazioni del Min. Giovannini. Senato, Comm. Lavoro, 14.01.14

venerdì 17 gennaio 2014

Senato della Repubblica - 11ª Commissione permanenteLAVORO, PREVIDENZA SOCIALE

 

Resoconto sommario n. 47 del 14/01/2014

 

Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulle politiche attive del lavoro e sul programma europeo Garanzia giovani   

 

            Il ministro GIOVANNINI rileva che, nei sette mesi nei quali l'Esecutivo ha sviluppato la propria azione, sulle politiche attive e passive del lavoro sono stati investiti oltre 5 miliardi in più di quanto previsto a legislazione vigente: uno sforzo senza precedenti, dettato dalla gravità della condizione occupazionale. In tale periodo sono stati anche adottati numerosi provvedimenti finalizzati a migliorare le regole del mercato del lavoro, a stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro, a favorire l'inserimento dei disabili, a rafforzare le tutele dei lavoratori e a potenziare gli strumenti di sostegno al reddito. Gli interventi sul mercato del lavoro hanno iniziato a dispiegare i loro effetti, generando 36.000 posti di lavoro destinati a giovani, donne e over-fifties e portando così, per la prima volta da quasi un anno e mezzo, nel terzo trimestre 2013 a un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Al riguardo illustra alcune tabelle, riguardanti altresì l'impatto dei provvedimenti intrapresi sulla spesa per le politiche attive del lavoro e la sintesi degli interventi legislativi che hanno riguardato la regolazione del mercato del lavoro e le politiche attive. Mentre alcuni settori - in particolare edilizia e terziario - appaiono ancora in forte difficoltà, nell'industria manifatturiera nel terzo trimestre 2013 si riscontrano già un aumento delle ore lavorate per dipendente e una riduzione delle ore fruite di Cassa integrazione guadagni. Nonostante questi segnali positivi, in generale tuttavia il numero di occupati ha continuato a diminuire e il tasso di disoccupazione a salire, a causa delle debolezze strutturali dell'economia italiana. Ovviamente le politiche del lavoro non possono da sole invertire la tendenza dell'occupazione, il cui andamento segue la ripresa congiunturale. Piuttosto, le politiche del lavoro devono creare le migliori condizioni, anche di carattere funzionale, per favorire l'incontro tra domanda ed offerta. Nei prossimi mesi molto andrà fatto in questa direzione. In particolare, le politiche per il lavoro, finora concentrate principalmente sul contenimento della crisi, dovranno ora puntare ad un approccio maggiormente attivo. E' con questa convinzione che il Governo, pur aumentando gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, nei mesi passati ha altresì impostato una strategia per la realizzazione di un piano straordinario per le politiche attive nel biennio 2014-2015. Fin dal suo insediamento, l'Esecutivo ha operato per rispondere alle emergenze economiche e sociali determinate dalla lunga crisi che ha colpito il Paese, operando numerosi interventi nel campo delle politiche del lavoro e del welfare. In particolare, con il decreto-legge n. 66, a giugno 2013 si è intervenuti sulle regole del mercato del lavoro, aumentando la flessibilità in entrata, semplificando l'apprendistato, dando nuove opportunità per l'assunzione di specialisti da parte di reti d'impresa, eliminando il limite di 35 anni di età per costituire le società semplificate. La creazione di nuova occupazione è stata sostenuta con incentivi all'assunzione di giovani, con il rifinanziamento della legge per l'imprenditoria giovanile, con borse di studio lavorative per i giovani NEET nel Mezzogiorno e nelle amministrazioni centrali dello Stato, con l'istituzione di un incentivo permanente per l'assunzione di disoccupati e per le imprese che, alla fine di un contratto a termine, lo convertano a tempo indeterminato, nonché attraverso incentivi per l'assunzione di donne e over-fifties. In questo modo, in sei mesi sul piano legislativo sono stati recuperati ritardi accumulati nel tempo a vari livelli. In parallelo, è stato condotto un censimento dei Centri per l'impiego ed è stato istituito il Fondo per le politiche attive. Lo spostamento in direzione delle politiche attive ha rappresentato per il Governo uno degli obiettivi principali. Il primo passo di questa strategia è stata l'attivazione presso il Ministero del lavoro della Struttura di missione, con numerosi compiti di coordinamento e promozione delle politiche attive. Il secondo passo è stato rappresentato dal Piano per la Garanzia giovani, che, presentato a Bruxelles alla fine del 2013, ha ricevuto il parere positivo della Commissione europea e sta ora passando alla fase operativa, che prevede il coinvolgimento anche delle parti sociali, del terzo settore, delle associazioni dei giovani. Il giovane che si iscrive alla Garanzia giovani verrà inserito in un sistema integrato per l'intero territorio nazionale, dove verrà registrato il suo percorso, che sarà accessibile a tutti i soggetti abilitati a fornire il servizio, come i Centri per l'impiego e le agenzie autorizzate. Ciò renderà possibile adottare criteri di contendibilità fra le strutture e di premialità per quelle più efficienti, nonché il monitoraggio delle azioni e la eventuale sussidiarietà nei confronti delle regioni. Molte delle competenze per il funzionamento del mercato del lavoro sono assegnate alle autonomie locali e l'eterogeneità delle procedure nei diversi territori rappresenta uno dei limiti principali all'attuale assetto istituzionale. Di conseguenza la strategia del Governo è orientata ad una forte cooperazione interistituzionale, al fine di aumentare le opportunità di lavoro di chi oggi è disoccupato o inattivo e accrescere la rioccupabilità di chi oggi fruisce di ammortizzatori sociali. Nei prossimi giorni il Ministero proporrà alle regioni di sottoscrivere un impegno per realizzare, in analogia a quanto fatto per la Garanzia giovani, un Piano straordinario per le politiche attive. A tal fine Italia Lavoro è stata incaricata di completare il censimento delle politiche attive e ISFOL quello delle attività formative. In parallelo, andrà definita una programmazione finalizzata al miglioramento dei servizi all'impiego, attesa l'eterogeneità dei centri in termini qualitativi e il limitato investimento in Italia. L'obiettivo da conseguire in un biennio è quello di portare il sistema dei servizi per l'impiego al livello medio europeo, favorendo anche integrazione tra strutture pubbliche e private.

 


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