Patto Salute 2010-2012: documenti

 
(regioni.it) Il 3 dicembre 2009 è stato siglato il nuovo Patto per la salute 2010-2012. Così dopo l’accordo sui principi sottoscritto al termine del confronto Governo-Regioni, tenutosi a Palazzo Chigi il 23 ottobre 2009 (cfr. “Regioni.it” n. .1465) - http://www.regioni.it/mhonarc/details_misc.aspx?id=37521 - Conferenza stampa Governo - Regioni ) ha fatto seguito la stesura definitiva del nuovo Patto Salute 2010-2012 (testo in allegato) in Conferenza Stato-Regioni.
 (red/09.12.09)


Nuovo "Patto per la Salute": il testo

Nuovo "Patto per la Salute": il testo allegato


Patto per la Salute per gli anni 2010-2012

 
(regioni.it) Si riporta di seguito il testo integrale del “Patto per la salute”, sottoscritto al termine del confronto Governo-Regioni, tenutosi a Palazzo Chigi il 23 ottobre 2009 (cfr. “Regioni.it” n. .1465).
Il patto è stato pubblicato anche nell’Archivio della sezione “sanità” del sito www.regioni.it : il link è:
http://www.regioni.it/mhonarc/details_misc.aspx?id=37521
“23 ottobre 2009
SANITA': Nuovo Patto per la salute
1. Le Regioni devono assicurare l'equilibrio finanziario della gestione in condizioni di efficienza e appropriatezza.
2. Lo Stato si impegna ad assicurare in relazione al livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale cui concorre lo Stato stabilito dalla vigente legislazione, pari a 104.614 milioni di euro per l'anno 2010 ed a 106.934 milioni di euro per l'anno 2011, risorse aggiuntive pari a 1.600 milioni di euro per l'anno 2010 e a 1.719 milioni di euro per l'anno 2011; per l'anno 2012, lo Stato si impegna ad assicurare risorse aggiuntive tali da garantire un incremento del livello di finanziamento rispetto all'anno 2011 del 2,8%. A tali risorse aggiuntive concorrono:
a) il riconoscimento con riferimento alla competenza 2010 di incrementi da rinnovo contrattuale pari a quelli derivanti dal riconoscimento della indennità di vacanza contrattuale con economie pari a 466 milioni di euro annui;
b) il finanziamento a carico del bilancio dello Stato di 584 milioni di euro per l'anno 2010 e di 419 milioni di euro per l'anno 2011;
c) le ulteriori misure che lo Stato si impegna ad adottare nel corso del 2010 dirette ad assicurare l'intero importo delle predette risorse aggiuntive.
Lo Stato si impegna inoltre:
- ad adottare nel corso del 2010 ulteriori misure dirette a garantire un ulteriore finanziamento qualora al personale dipendente e convenzionato del SSN vengano riconosciuti con riferimento alla competenza 2010incrementi da rinnovo contrattuale superiori a quelli derivanti dal riconoscimento della indennità di vacanza contrattuale;
- a garantire nel bilancio pluriennale 2010-2012 ai fini del finanziamento dell'edilizia sanitaria ex art. 20 L. n. 67/88, in aggiunta ai 1.174 milioni di euro relativi all'anno 2009, 4.715 milioni di euro;
- ad ampliare lo spazio di programmabilità degli interventi previsti dal predetto art. 20 L. n. 67/88 elevandolo dagli attuali 23 miliardi di euro a 24 miliardi di euro, destinando tale incremento prioritariamente alle regioni che hanno esaurito le loro disponibilità attraverso la sottoscrizione di accordi. Sull'edilizia sanitaria Stato e regioni convengono sulla possibilità di utilizzare anche le risorse FAS di competenza regionale;
- a garantire, per l'anno 2010: a) un finanziamento pari a 400 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza ex art. 1, comma 1264, L. n. 296/06; b) un incremento di 30 milioni di euro del Fondo nazionale per le politiche sociali nonché la separazione delle risorse assegnate all'Inps per la garanzia dei diritti soggettivi da quelle di competenza delle regioni.
Stato e regioni convengono che eventuali risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale, effettuati dalle regioni, rimangano nella disponibilità delle regioni stesse.
3. Occorre rivisitare, potenziare e semplificare il meccanismo di "commissariamento" delle Regioni in disavanzo, ferme restando le funzioni del Tavolo di verifica degli adempimenti e del Comitato per la verifica dei LEA in materia di monitoraggio trimestrali e annuali e di verifica dell'attuazione dei Piani di rientro secondo un nuovo regolamento condiviso tra Stato e regioni.
4. All'esito della verifica relativa all'anno precedente, nel caso di disavanzo non coperto (in tutto o in parte), occorre confermare i vigenti automatismi (innalzamento aliquote IRPEF e lRAP), da potenziare con il blocco del turn-over e il divieto di effettuazione di spese non obbligatorie. Se lo scostamento (calcolato rispetto al finanziamento ordinario integrato delle entrate proprie effettive) è superiore al 5 per cento, ovvero inferiore al 5 per cento se gli automatismi fiscali o altre risorse di bilancio della regione non garantiscono con la quota libera la copertura integrale del disavanzo, scatta comunque l'obbligo di presentare un piano di rientro.
5. La regione ha l'obbligo di presentare entro il 30 giugno il piano di rientro. Il piano, elaborato con l'ausilio dell'AIFA e dell'AGENAS, è valutato da una Struttura tecnica di monitoraggio a composizione paritetica, presieduta da un ulteriore componente scelto di comune accordo, e dalla Conferenza Stato-regioni entro termini perentori. Il Consiglio dei Ministri accerta (anche nell'ipotesi in cui la Conferenza e la Struttura non abbiano trasmesso le proprie valutazioni) l'adeguatezza del piano di rientro:
- in caso di riscontro positivo, approva il piano e la regione inizia ad attuarlo;
- in caso di mancata presentazione o insufficienza del piano, la regione viene commissariata (il presidente della regione assume il ruolo di commissario ad acta per la redazione e per l'attuazione del piano) e scattano, oltre gli automatismi anzidetti (innalzamento aliquote IRPEF e IRAP, blocco del turn-over e divieto di effettuazione di spese non obbligatorie), ulteriori automatismi (sospensione dei trasferimenti erariali a carattere non obbligatorio; decadenza dei direttori generali delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere).
6. Nell'ipotesi di inadempimento del piano da parte della regione tenuta ad attuarlo, il Consiglio dei Ministri, sentite la Struttura tecnica di monitoraggio e la Conferenza Stato-regioni, che esprimono il proprio parere entro il termine perentorio di 15 giorni, diffida la regione interessata ad attuare il piano; in caso di perdurante inottemperanza, la regione viene commissariata (il presidente della regione assume le funzioni di commissario ad acta) e scattano tutti gli automatismi anzidetti.
7. Per i vigenti piani di rientro relativi alle regioni già commissariate resta fermo l'assetto della gestione commissariale vigente, salva la possibilità della Regione di presentare un nuovo piano ai sensi della nuova disciplina nonché la cessazione del commissariamento a seguito dell'approvazione del nuovo piano.
8. Nell'ambito dei piani di rientro, le regioni interessate da disavanzo possono utilizzare nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, d'intesa con il Governo, a copertura del debito, le risorse del FAS preordinate alla programmazione regionale o altri eventuali strumenti di ristrutturazione del debito compatibili con le esigenze di finanza pubblica. In particolare la singola Regione, d'intesa con lo Stato, può utilizzare una parte delle risorse originariamente destinate ai PAR del proprio territorio”.
 
(red/26.10.09)

allegato


Patto per la Salute per gli anni 2010-2012


Patto Salute: siglata l'Intesa

Errani e Iorio

Patto Salute: siglata l'Intesa

Conferenza Stampa a Palazzo Chigi

 
(regioni.it) “Abbiamo siglato l’intesa”. Lo ha dichiarato Vasco Errani, al termine della Conferenza stampa del 23 ottobre a Palazzo Chigi. Quindi dopo 4 mesi molto impegnativi di stallo istituzionale è stato raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni per la redazione del nuovo Patto per la Salute 2010-2. Le regioni a questo punto riprenderanno i lavori istituzionali nelle Conferenze Stato-Regioni e Unificata. Si riapre così una fase di leale collaborazione “da confermare con la reciproca coerenza”.
“Questa esperienza insegna che è bene non arrivare a situazioni di stallo istituzionale”, ha sottolineato Errani. “C’è stato uno scambio di responsabilità tra le Regioni e il Governo in relazione alla spesa sanitaria”. ''L'iniziativa delle Regioni e' sempre stata unitaria e quest'unita' ci ha consentito di ottenere che il governo prendesse atto delle nostre motivate ragioni''. 
''Dobbiamo evitare di produrre deficit - ha detto Errani -. Le Regioni si assumono la responsabilita' di coprire eventuali deficit. La novità e' che questo puo' avvenire o con meccanismiautomatici, come addizionali e blocco turn over, con risorse proprie'' prese dal bilancio regionale.
''Oltre la soglia del 5% di deficit - ha spiegato Errani – le Regioni si impegnano a piani di rientro, che vengono valutati prima da una commissione tecnica, se il tavolo dell'Economia e della Salute verificano uno scostamento di ragione finanziaria o di ragione sanitaria. Fatta questa fotografia, a cui partecipano le Regioni, gli indirizzi per il piano di rientro, che deve fare il governatore, vengono valutati da una commissione paritetica Regioni-Governo''. Se il piano di rientro non dovesse passare, ''scattera' procedura di commissariamento''.
 
http://video.palazzochigi.it/Errani_20091023.asx
23/10/2009
 
 
 
(red/23.10.09)




SANITA’: ERRANI (REGIONI) RAGGIUNTO
UN ACCORDO IMPORTANTE

Determinanti l’impegno unitario e l’azione delle Regioni

 

Roma, 23 ottobre ‘09 (comunicato stampa) Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto con il Governo. “L’impegno unitario e il senso di responsabilità delle Regioni hanno permesso di riportare in un clima di leale collaborazione il rapporto con l’esecutivo. Ora – ha dichiarato Errani -ci auguriamo che agli impegni presi seguano i fatti.

Rispetto alle ipotesi iniziali proposte dal Governo, l’intesa raggiunta oggi prevede un incremento del Fondo sanitario nazionale.

Quindi le risorse disponibili ammontano a 106,2 miliardi per il 2010 pari a un incremento di 2,8 miliardi rispetto alla proposta iniziale del Governo.

Per il 2011 l’ulteriore incremento sarà di 2,4 miliardi; per il 2012 l’aumento è di 3 miliardi.

E’ un risultato importante per i cittadini perché consente una maggiore sostenibilità del servizio sanitario nazionale.

L’esecutivo ha poi riconosciuto – ha proseguito Errani - il rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza per il 2010 di 400 milioni e la disponibilità a rivedere le risorse per il fondo sociale, con un leggero incremento già previsto per il 2010. Rispetto a quest’ultimo tema il Governo si è comunque impegnato a distinguere nell’ambito del fondo sociale le risorse per l’Inps da quelle destinate alle Regioni. In questo modo vi sarà una certezza di disponibilità finanziarie che consentirà una migliore programmazione regionale.

Sono stati poi riattivati i finanziamenti per gli investimenti in sanità, un incremento di risorse pari a 4,7 miliardi per il triennio 2010-2012 e un ampliamento delle disponibilità complessive dell’art.20 legge 67/88 (investimenti in sanità) aumentando le risorse da 23 a 24 miliardi..

Si tratta – ha spiegato Vasco Errani - di un risultato positivo che consente al servizio sanitario di affrontare con maggiore tranquillità il triennio 2010-2012 che resta comunque difficile. Ci troviamo di fronte in ogni caso ad un trend di crescita annua del finanziamento inferiore rispetto a quello tendenziale e a quello reale dei costi registrato in questi anni.

Rispetto alle difficoltà finanziarie e di accesso ai servizi che si registrano in alcune zone del Paese, Governo e Regioni hanno assunto una responsabilità comune per sostenere l’unitarietà del servizio sanitario nazionale. Si tratta – ha aggiunto Errani - di un altro aspetto importante dell’accordo raggiunto che riguarda le modalità e le procedure di affiancamento delle Regioni con gravi problemi finanziari o di erogazione dei servizi attraverso una più efficace redazione, valutazione e attuazione dei ‘piani di rientro’ ”.

Abbiamo poi ribadito che la Costituzione assegna alle Regioni la competenza esclusiva in materia di turismo ed abbiamo chiesto che le scelte del Ministero debbano essere preventivamente concordate e condivise con le Regioni.

Infine – ha concluso Errani – per quanto concerne il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), le risorse per i Programmi attuativi regionali vengono confermate ed è garantita l’immediata impegnabilità per i programmi approvati”.


23/10/2009

 

 
 
(red/22.10.09)

Commenti su Patto, fas, sociale, turismo...

Commenti su Patto, fas, sociale, turismo...

Lorenzetti: lavoro portato avanti dalle regioni in uno spirito di leale collaborazione

 
(regioni.it) E' stato siglato "un 'Patto della responsabilita''". Cosi' il coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e assessore al Bilancio della Lombardia, Romano Colozzi, al termine dell'incontro tra governo e Regioni a Palazzo Chigi del 23 ottobre.
"Le regioni - ha proseguito Colozzi - hanno espresso la loro disponibilita' ad aumentare la quantita' dei servizi, l'efficienza e ad agire con maggiore rigore, accettando il rischio di meccanismi sanzionatori".
"E' passato un 'Patto Salute' - ha detto Colozzi - in cui lo Stato ha capito la necessita' di non sottostimare il Fondo, altrimenti si mettevano a rischio i livelli essenziali di assistenza (Lea)".
Per il presidente della Campania, Antonio Bassolino, ''Dopo 4 mesi di difficili rapporti, che erano stati perfino formalmente interrotti, tra Regioni e Governo e' ripreso un giusto percorso di collaborazione istituzionale. Nell'incontro di oggi pomeriggio a Palazzo Chigi si e' firmato un importante accordo, il nuovo patto per la salute''. ''E' un buon accordo e ci consentira' di andare avanti sulla strada del necessario equilibrio tra riforme nella spesa e miglioramento nella qualita' dei servizi'', aggiunge Bassolino. Pertanto ''adesso, e' il tempo che il Governo sblocchi subito le risorse che ci spettano, quelle gia' dovute e che da tempo attendiamo. Anche sul fas, il fondo per le aree sottoutilizzate, si e' fatto un importante passo in avanti. Per quanto ci riguarda, l'accordo con i Ministeri per lo Sviluppo e dell'Economia e' raggiunto e dunque e' ora possibile che il nostro Piano regionale venga approvato dal Cipe in tempi rapidi. Potremo cosi' utilizzare uno strumento indispensabile per reagire alla crisi mobilitando nuove risorse per la crescita e lo sviluppo''.
Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, sottolinea come "il raggiunto accordo tra regioni e governo sul 'patto per la salute' e' un fatto positivo". "E' positivo che dopo 4 mesi ci sia stata responsabilita' da parte del Governo. Da oggi - conclude Tondo - si spera in un rapporto migliore".
Soddisfatto anche l'assessore alla Sanita' della regione Siciliana, Massimo Russo: "Esprimiamo grande soddisfazione per l'accordo raggiunto" oggi tra regioni e Governo sul 'Patto per la Salute': "e' un buon accordo". Lo afferma al termine dell'incontro che si e' svolto a palazzo Chigi,  "Nello specifico - aggiunge Russo - l'accordo ci consentira' la regolarizzazione dei nostri conti, terminando con successo la pesante esperienza del piano di rientro".
Andrea Bairati, assessore del Piemonte all'Industria, ''La sigla del patto per la salute e la possibilita', annunciata dal Governo, di utilizzare i Fondi Fas sono due buone notizie per il Piemonte''. ''Il patto per la salute - spiega Bairati - porta il fondo sanitario nazionale a 106,2 Miliardi di euro, con un incremento del 2,3% che sostanzialmente allinea la posizione del Governo con quanto richiesto dalle Regioni italiane. Si tratta di una dotazione che ci dovrebbe permettere di continuare ad assicurare un servizio sanitario di qualita' ai cittadini piemontesi''. 
Risultati positivi, annuncia Bairati, anche i 400 milioni per i non autosufficienti e i 30 milioni per le politiche sociali. ''L'annunciato sblocco dei fondi Fas - aggiunge Bairati - ci consentira' inoltre di dar corso agli investimenti che sono gia' previsti e che attendono solo il via libera del Governo per rafforzare il nostro sistema delle infrastrutture e piu' in generale l'economia
Il Presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, conferma l'accordo raggiunto sul patto per la salute. Per quanto riguarda i fondi Fas - aggiunge Vendola - "la prossima riunione del Cipe dovrebbe sbloccare i fondi".
Per il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ''le risposte del governo nazionale sui fondi Fas destano preoccupazione. Gli impegni vengono confermati, ma ancora non sono previsti i trasferimenti concreti dei fondi alle Regioni, con la conseguenza che i progetti rischiano di rimanere al palo''. ''Per questo motivo - spiega Spacca - la Regione Marche e' gia' stata costretta a effettuare anticipazioni di cassa confondi del proprio bilancio per sbloccare progetti fondamentali per lo sviluppo e la coesione della comunita'. L'augurio e' che la ripresa del confronto tra lo Stato e le Regioni italiane possa portare velocemente al decreto che consenta l'impegnabilita' delle risorse e la loro concreta utilizzazione''.
Il presidente dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti sottolinea che ''l'accordo tra il Governo e le Regioni e' frutto del lavoro di queste ultime fatto in modo unitario e con determinazione. Il Governo ha infatti preso atto che il Fondo Sanitario era sottostimato e andava incrementato. Il nostro obiettivo – aggiunge Lorenzetti - era quello di raggiungere una intesa in grado di garantire la sostenibilita' del sistema sanitario nazionale. Cio' e' prima di tutto il risultato del lavoro portato avanti dalle regioni in uno spirito di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali dello Stato. Uno spirito unitario che ha sempre caratterizzato il lavoro delle Regioni anche in passato, come avvenuto per l'accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga e sul piano casa. Inoltre il Governo ha ripristinato anche la dotazione finanziaria, precedentemente cancellata, per il Fondo per la non autosufficienza.
“Questo e' per noi - affermano Lorenzetti e l' assessore alla sanità Rosi  - l'esempio concreto del federalismo solidale e cooperativo in cui crediamo”. Il presidente Errani ha voluto ringraziare questa mattinapersonalmente i presidenti Roberto Formigoni e Maria RitaLorenzetti, per aver avuto parole di apprezzamento per illavoro da lui svolto teso al raggiungimento di un accordo soddisfacente tra Regioni e governo.
Infatti Formigoni aveva dichiarato: "Plaudo al lavoro svolto oggi tra il Governo e i rappresentanti delle Regioni, che ha portato alla definizione dei punti fondamentali di un possibile accordo sul Patto per la salute e sulle altre questioni ancora aperte. E mi auguro che questo lavoro consentira' domani di  sottoscrivere con il presidente Berlusconi l'intesa che permetta di uscire dall'empasse istituzionale che ha caratterizzato  questi mesi''. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: ''In questa positiva prospettiva - ha aggiunto Formigoni - esprimo  particolare apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente Errani che ha saputo con un atteggiamento di responsabilita' aiutare tutte le Regioni a superare le spinte di divaricazione che piu' volte si sono manifestate".
Per Iorio ''L'intesa raggiunta oggi con il Governo nazionale sui principi del Patto Triennale sulla salute serve all'intero Paese e testimonia l'assunzione comune di responsabilita' importanti da parte dello Stato centrale e di tutto il sistema delle Regioni''. Lo ha detto il Vice Presidente della Conferenza delle Regioni Michele Iorio durante la Conferenza stampa, a Palazzo Chigi.''Dalla firma di oggi - ha proseguito Iorio - scaturiscono una serie di elementi che Stato e Regioni dovranno porre in essere per i prossimi anni per quanto riguarda i principi di responsabilita', di controllo della spesa, di miglioramento e diffusione territoriale del servizio e di ammodernamento dell'intero sistema. Il tutto nel quadro del nuovo Federalismo fiscale che tutti ci siamo impegnati ad attuare. Esprimo, dunque, soddisfazione per la capacita' di tutte le Regioni di presentarci unite ad un confronto positivo con il Governo nazionale. Governo che, accogliendo le nostre richieste, si e' impegnato insieme a noi, a delineare ed a seguire un preciso percorso a tappe operative, scadenzate nel tempo''.
Per il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria Cersosimo ''e' ancora piu' evidente e' stato il frutto del lavoro e della posizione unitaria tenuta dalle regioni nei risultati conseguiti in materia di Patto per la salute dove il Governo e' passato da una posizione prettamente economicistica basata sul contenimento dei costi, all'accoglimento di una proposta di Piano che contempla le due dimensioni: finanziaria e di livelli essenziali di assistenza sanitaria''.
''A fronte di un fondo a crescita zero stabilito dal Governo - ha spiegato Cersosimo - l'intesa odierna ha previsto la crescita del Fondo sanitario nazionale di circa 3 miliardi per il 2010, il che significa per la nostra regione un incremento del fondo di oltre 100 milioni di euro. Un'ulteriore importante risultato raggiunto e' aver ottenuto l'ampliamento dello spazio di programmabilita' degli interventi per l'edilizia sanitaria legato anche all'incremento del finanziamento stesso, oltre alla possibilita' di utilizzare le risorse FAS sia per l'edilizia sanitaria e per disavanzo. Ancora, dal punto di vista delle risorse, si e' ottenuto il finanziamento del Fondo per la non autosufficienza per un 400 mln di euro ed un incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali di circa 30 mln di euro. Per quanto riguarda, poi, la parte delle procedure in ambito sanitario, e' stato profondamente rivisto il meccanismo di commissariamento, prevedendo che il ruolo di Commissario sia assunto esclusivamente dal Presidente della Regione. Per la verifica degli adempimenti, e' stata introdotta una nuova struttura tecnica di monitoraggio a composizione paritetica - Governo e Regioni - con il compito valutare l'adeguatezza dei piani di rientro, compito oggi svolto esclusivamente dal tavolo di monitoraggio presso il Ministero dell'Economia e della Salute. Quanto all'istituzione del Ministero del Turismo - ha detto infine il vicepresidente Cersosimo - si e' raggiunta l'intesa in base alla quale tutti gli atti riguardanti tale materia dovranno essere preventivamente concertati con le Regioni stante la competenza esclusiva regionale in materia prevista dall'art. 117 della Costituzione''.
L'Assessore alla Sanita' del Veneto Sandro Sandri pone l'accentosu altri elementi ''estremamente positivi'' dell'accordo raggiunto. ''Il Ministro Tremonti - ha sottolineato – ha giustamente posto l'accento sul fatto che il Patto tendera' a ''dissolversi' progressivamente con l'entrata in vigore dei decreti attuativi del federalismo fiscale, e questa prospettiva e' fondamentale. Ma non finisce qui – aggiunge Sandri - perche' importantissimo, soprattutto per il Veneto, e' il rafforzamento della dotazione per gli investimenti. Cio' vuol dire che potremo siglare e attivare a brevissimo l'Accordo di Programma per opere di edilizia ospedaliera gia' approvato dal nucleo di valutazione ministeriale per 179 milioni di euro, ma anche che sara' possibile presentare nuovi piani d'investimento, e noi siamo praticamente gia' pronti a farlo''.
Infine il ministro degli affari regionali sul patto per la salute ''la questione poteva essere chiusa gia' da almeno due mesi'' ed ad attestarlo sono gli stessi ''termini dell'accordo'' che ''modificano totalmente le cifre della precedente Finanziaria''. Lo sottolinea il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.
''I termini dell'accordo di oggi - afferma Fitto - attestano, modificando totalmente le cifre della precedente Finanziaria, al di la' di ogni dubbio, che tutta la questione poteva essere gia' chiusa almeno due mesi fa, andando incontro, esattamente come e' accaduto oggi, alle richieste delle Regioni. Perdere qualche mese di tempo - aggiunge - ha purtroppo costituito soltanto uno scenario per polemiche che l'esito di oggi mostra in tutta la sua pretestuosita' e, oltre tutto, ha paralizzato l'attivita' delle Conferenze. Spero - conclude il ministro - che per il futuro si lavorera' per evitare che lungaggini e irrigidimenti possano danneggiare non solo l'immagine complessiva del Governo ma il proficuo svolgersi delle relazioni con le Regioni''.
 
(red/23.10.09)



Patto Salute: aggiornate proposte linee guida

Il testo è stato "allineato" ai contenuti dell'accordo del 23 ottobre

Patto Salute: aggiornate proposte linee guida

Conferenza Regioni Doc 12.11.09

 
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni riunitasi il 12 novembre ha “aggiornato” il proprio documento di proposte per il nuovo patto per la salute, allineandone i contenuti con quanto stabilito dall’accordo sottoscritto il 23 ottobre da Governo e Regioni.
Il Documento è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
http://www.regioni.it/upload/121109_lineeguida_Patto_Salute_2010_2012.pdf
Il testo dell’Accordo recepito nel documento delle Regioni è riportato in grassetto sottolineato.
 
(red/16.11.09)
 
 

Patto salute: le linee guida proposte dalle Regioni

 
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 22-23 ottobre ha approvato un “Documento di Linee Guida delle Regioni per la definizione del nuovo Patto per la Salute 2010-2012” . naturalmente – come esplicitato nella stessa intestazione del documento i contenuti vanno allineati a quelli dell’Accordo sul Nuovo Patto per la salute sottoscritto con il Governo il 23 ottobre 2009.
Si riporta di seguito la “premessa” al documento, il cui testo integrale è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it . il link è:
http://www.regioni.it/upload/LINEEGUIDPERPATTOSALUTE231009.pdf
Premessa
I contenuti del presente documento vanno allineati a quelli dell’Accordo sul Nuovo Patto per la salute sottoscritto con il Governo il 23 ottobre 2009
Il sistema sanitario italiano, caratterizzato dall’unicità dell’assicuratore pubblico e dalla compresenza equilibrata seppur variabile di erogatori pubblici e privati, si colloca in una posizione di assoluto rispetto nelle graduatorie internazionali circa la tutela della salute della popolazione, la qualità complessiva delle prestazioni ed il livello di spesa in rapporto al prodotto interno lordo. Le statistiche OCSE più recenti mostrano come l’Italia con la sua incidenza della spesa sanitaria pubblica e privata sul PIL (8,9%) si colloca ai livelli più bassi tra i Paesi caratterizzati da un Servizio Sanitario Nazionale, di poco superiore a Regno Unito e Spagna ma ben al di sotto di Francia, Germania e di tutti gli altri Paesi europei.
Accanto a questa valutazione favorevole, in termini di costo-benefici del servizio sanitario italiano, non si può nascondere che esso presenti seri elementi di criticità: l’inappropriatezza di alcune prestazioni, come l’utilizzo improprio dei ricoveri ospedalieri e dei pronto soccorso dovuto all’organizzazione ancora insufficiente della medicina generale e al livello medio dei servizi territoriali e di assistenza domiciliare integrata; le lunghe liste di attesa; l’ingiustificato livello di spesa farmaceutica per abitante di alcune Regioni; l’insufficiente qualità dei servizi sanitari in alcune Regioni, che spinge i cittadini a rivolgersi alle strutture di altre Regioni per usufruire di cure adeguate.
Le tendenze di lungo periodo della spesa sanitaria risentono di alcuni fattori di fondo che la rendono poco flessibile e sensibile alle congiunture economiche strutturali: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche; il progresso della medicina che genera migliori cure ma anche un aumento dei costi. In questo ambito si possono riscontrare anche inefficienze e inappropriatezze che, presenti in varie forme nell’insieme del sistema sanitario, sono particolarmente pervasive in alcune Regioni. Anche la distribuzione dei disavanzi fra le diverse Regioni evidenzia gli ampi margini di miglioramento nell’efficienza e nell’appropriatezza dell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
A questo proposito la valutazione preliminarmente condivisa è che gradi sempre più elevati di appropriatezza clinica ed organizzativa possono essere conseguiti con un processo che va sviluppato con il coinvolgimento dei professionisti operanti nel campo della tutela della salute.
È dunque possibile mantenere e migliorare qualità ed efficacia dei servizi sanitari e al tempo stesso ricondurre la dinamica di tale voce di spesa nell’ambito dei vincoli della finanza pubblica. Anzi, proprio la massimizzazione dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse, legate comunque alla qualità dei servizi erogati, è condizione essenziale affinché la sanità possa svolgere pienamente il suo ruolo sociale ed economico di forma essenziale di investimento nel capitale umano; ruolo ancor più essenziale in una fase di crisi finanziaria e sociale in cui tende ad aumentare la domanda di servizi e tende a ridursi la disponibilità finanziaria delle famiglie. Si tratta di un ruolo di interesse nazionale, che richiede di combinare la politica di promozione e sostegno propria del Governo con il rafforzamento dell’autonomia organizzativa e della responsabilità finanziaria delle Regioni.
Sulla base di queste premesse condivise, Governo, Regioni e PP.AA. convengono di sancire un nuovo Patto per la Salute che, in continuità con quello precedente, sia volto a sollecitare e sostenere le azioni necessarie ad elevare qualità e appropriatezza delle prestazioni, a riequilibrare le capacità di fornire servizi di analoga qualità ed efficacia su tutto il territorio nazionale, a dare certezza di risorse per il Servizio Sanitario Nazionale su un arco pluriennale – in attesa dell’entrata in vigore del federalismo fiscale di cui alla Legge 42/2009 e a ricondurre sotto controllo la spesa sanitaria.
Oggi si evidenzia la necessità e l’opportunità di operare una svolta che all’attenzione ai deficit ed alla modalità della loro copertura affianchi la costruzione di procedure che evitino il formarsi dei deficit medesimi, nel rispetto della piena erogazione dei LEA, con la consapevolezza condivisa tra Governo e Regioni che il vero problema da affrontare e su cui impegnarsi è il superamento dei divari qualitativi tra i servizi sanitari regionali come fonte di crisi del patto sociale tra Istituzioni e cittadini e come fonte di deficit finanziario.
Governo e Regioni ritengono necessario, con il presente patto ed in un contesto federalista che rafforza i poteri e le responsabilità delle Regioni, individuare in modo condiviso ed in attuazione dello spirito di leale collaborazione istituzionale, le regole e le procedure di verifica e controllo delle attività delle Regioni per garantire i LEA su tutto il territorio nazionale e modalità di finanziamento che diano certezza di risorse, nonché sancire la necessità di istituire un’apposita sede per definire nuove regole di funzionamento del sistema che riconoscano e valorizzino, in un quadro di reciproca condivisione, la concorrenza di poteri sancita dal quadro costituzionale.
Il settore della sanità deve mantenere una dinamica di crescita compatibile con la programmazione finanziaria del Paese, ma allo stesso tempo i livelli di finanziamento devono essere parametrati alla verifica dell’effettivo costo dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di efficienza ed appropriatezza.
All’interno di questo quadro di compatibilità, il Nuovo Patto punta a rafforzare la capacità programmatoria e organizzativa delle Regioni e promuovere azioni incisive di miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni, dell’efficienza della loro erogazione, dell’equità di accesso dei cittadini, finalizzando l’utilizzo delle risorse all’accrescimento della qualità e dell’efficacia dei servizi e alla garanzia di una loro più equilibrata fruizione su tutto il territorio nazionale. Ad esaltare tale obiettivo il patto prevede la creazione di un meccanismo di premialità accessibile a tutte le Regioni.
Verrà rafforzato a livello di Conferenza Stato-Regioni il sistema di monitoraggio interistituzionale sulla erogazione effettiva dei LEA, con l’impegno che a fianco dei compiti di valutazione sul versante economico finanziario saranno sviluppati in maniera adeguata anche quelli sulla qualità ed appropriatezza delle prestazioni sanitarie, nonché la politica dei controlli. A livello di Conferenza delle Regioni e PP.AA. verrà invece sviluppata, tramite apposito accordo interregionale, non solo una funzione di valutazione, ma, ove necessario, anche di supporto, servizio ed affiancamento per le Regioni, che dovrà vedere protagoniste, secondo un principio di solidarietà e di partenariato, le Regioni stesse.
Il miglioramento delle prestazioni richiede un significativo rafforzamento dell’attività di prevenzione, la riorganizzazione anche normativa e il potenziamento delle cure primarie, lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria, a cominciare dall’assistenza ai non autosufficienti; al tempo stesso appare indispensabile promuovere una maggiore appropriatezza delle prestazioni farmaceutiche con particolare riferimento a quelle ospedaliere, una efficiente gestione delle risorse umane disponibili, una qualificazione delle reti ospedaliere regionali ed un parallelo sviluppo dei servizi territoriali.
Infine, facendo leva sul Fondo nazionale per il co-finanziamento degli investimenti di cui all’art. 20 della legge 67/1988 si punterà a sostenere l’innovazione, l’innalzamento della qualità del sistema e il potenziamento del patrimonio tecnologico, elementi questi indispensabili per favorire i processi di riorganizzazione di sistemi che alcune Regioni in forte squilibrio si trovano oggi ad affrontare.
http://www.regioni.it/upload/LINEEGUIDPERPATTOSALUTE231009.pd
 
(red/29.10.09)

allegato


Patto per la Salute per gli anni 2010-2012


Stato-Regioni del 3 dicembre: on line gli atti

Stato-Regioni del 3 dicembre: on line gli atti

Pubbblicata sul sito l'intesa sul nuovo "patto salute"

 
(regioni.it) Sono on line sul sito della Conferenza Stato-Regioni gli atti relativi alla seduta del 3 dicembre 2009. Si riporta di seguito l’unico documento, con il relativo link.
Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano concernente il nuovo Patto per la salute per gli anni 2010-2012. (ECONOMIA E FINANZE) Intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 - Articolo 79, comma 1bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’articolo 22, comma 1, lettera a), del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 3 agosto 2009, n. 102 Repertorio Atti n.: 243/CSR del 03/12/2009  [link]
 
(red/22.12.09)


Patto salute: soddisfazione delle Regioni

Patto salute: soddisfazione delle Regioni

Errani: "è vittoria per servizio sanitario e per cittadini"

 
(regioni.it) “Una grande soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto dell’impegno costante delle Regioni che hanno da subito scelto la via della responsabilizzazione e della sostenibilità per il governo della spesa sanitaria”, così il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha commentato l’intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni per il Patto per la Salute 2010-2012 e il recepimento di tutte le questioni di natura finanziaria contenute in tale Patto e inserite nell’emendamento al disegno di legge finanziaria 2010 presentato dal Governo.
“Sono stati riaffermati e condivisi i principi che hanno ispirato l’azione della Conferenza delle Regioni per difendere il diritto alla salute e per garantire qualità ed equità delle prestazioni sanitarie. E’ una vittoria delle Regioni per il Servizio Sanitario Nazionale e per i cittadini.”
·                     Fondo sanitario nazionale
“Sono stati confermati – ha spiegato Errani - i livelli finanziari, condivisi con la sigla dei principi per il Patto per la Salute del 23 ottobre scorso: 106.164 milioni di Euro per il 2010, 108.603 per il 2011 e 111.544 milioni di Euro per il 2012. Ha prevalso quindi la linea della ragionevolezza e della sostenibilità finanziaria. Non poteva essere diversamente rispetto alla esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Se si considerano le proposte finanziarie inizialmente previste per gli anni 2010 e 2011, con incrementi vicini allo zero, si comprende l’importanza dei passi in avanti compiuti”.
·                     Altri fondi
“Ma ci sono anche altri punti – ha proseguito Errani - su cui vale la pena soffermarsi. Penso, ad esempio all’impegno per un nuovo patto su riorganizzazione ospedaliera e farmaceutica, al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, che torna ad essere rifinanziato con una integrazione di 150 milioni di Euro per il 2010. Di particolare rilevanza è il finanziamento di 400 milioni per il 2010 del Fondo per la non Autosufficienza”.
·                     Sviluppo
“Sempre sul piano finanziario le Regioni – ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni - hanno ottenuto che si torni a ragionare in termini di sviluppo per la sanità. E’ previsto un incremento che porta da 23 a 24 i miliardi disponibili per l’ex articolo 20 (Legge 67/88) (investimenti) e sono stati incrementati di 200 milioni per il 2011 e di 1.800 milioni per il 2012 i fondi per l’edilizia sanitaria. Ciò porterà ad avere una disponibilità complessiva pari a 5,7 miliardi per investimenti che contribuiranno a migliorare la qualità dei servizi resi e a colmare il divario esistente fra Nord e Sud del Paese”.
§         Piani di rientro
“Un’ulteriore riflessione –ha sottolineato Errani - riguarda la scelta della responsabilità e le norme relative ai piani di rientro. Non abbiamo mai rifiutato, anzi, l’abbiamo sempre richiesta, la via del governo responsabile della spesa, ma abbiamo chiesto e ottenuto il coinvolgimento delle Istituzioni regionali nel percorso di risanamento dei disavanzi. E’ stata confermata l’impostazione che vede il Presidente della Regione protagonista del piano di rientro, anche con investitura commissariale, arrivando - nel caso di eventuali,riscontrate e oggettive difficoltà nell’applicazione del piano stesso- all’ipotesi di Commissari ad acta, dedicati cioè a specifiche azioni previste dal piano di rientro e non realizzate. Tutto ciò nello spirito di leale collaborazione e di piena responsabilizzazione nel governo”.
·                     Riparto
“Adesso – ha ricordato Errani - ci attende un altro appuntamento importante, quello relativo al riparto del Fondo 2010, ma sono certo che anche in questo caso saprà prevalere il senso di responsabilità , unitarietà e solidarietà che ha fino ad oggi contraddistinto l’azione delle Regioni”.
·                     Rapporti con il Governo
“Per quanto riguarda infine le relazioni con il Governo – ha concluso Errani - seguiremo con attenzione il dibattito in Parlamento relativo alla Finanziaria e attendiamo che arrivi quanto prima in Conferenza Stato-Regioni il DPCM sui nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA), così come attendiamo - come ribadito dal Governo in più occasioni, da ultimo ieri dal Ministro Fitto in sede di Stato-Regioni – lo sblocco da parte del CIPE dei Piani Attuativi Regionali (PAR) legati alla quota regionale del Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS)”.
 
(red/04.12.09)

allegato


Patto per la Salute per gli anni 2010-2012


 

Errani su patto salute: risultato importante per il Paese

Errani su patto salute: risultato importante per il Paese

 
(regioni.it) Un percorso particolarmente impegnativo che ha permesso però la condivisione dell’impianto normativo che definisce le regole del nuovo patto per la salute, come ha confermato al termine della Stato-Regioni il Presidente Vasco Errani:  “Abbiamo siglato una intesa impegnativa sul patto per la salute che definisce le norme attraverso cui governare la sanità”.  “E' importante sottolineare – ha proseguito Errani - che questo patto nasce da una prolungata iniziativa delle Regioni durata oltre 4 mesi e mezzo per ottenere lo sblocco delle risorse per il fondo sanitario. Grazie a questo sforzo si è arrivati ad un incremento rilevante dello stesso fondo. Infatti – ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni - ciò che era inizialmente previsto avrebbe comportato una situazione di totale ingovernabilità della sanità. Abbiamo scelto noi per primi un atteggiamento di responsabilità,nel senso che abbiamo voluto trovare le forme per assicurare il governo della qualità a garanzia dei livelli essenziali di assistenza, responsabilizzando le Regioni nella gestione.
E' stato un lavoro molto impegnativo, ma credo che il risultato sia importante per il Paese” Quanto al riparto  del fondo sanitario “ne discuteremo – ha annunciato Errani - la prossima settimana, ma ho  comunque preso atto del ritiro del documento delle Regioni del Sud.
Notizie dall’archivio di “regioni.it” del 23 3 del 24 ottobre 2009:
 
(red/03.12.09)



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Patto per la Salute per gli anni 2010-2012