MIGRANTI. TOTI: CPR AD ALBENGA RAGIONEVOLE MA NESSUNA PROPOSTA

martedì 5 giugno 2018



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"PROCESSO LUNGO E COMPETENZA ESCLUSIVA MINISTERO INTERNO".

(DIRE) Genova, 5 giu. - "Avevamo gia' dato parere favorevole e lo
avevamo anche inserito nel documento con i governatori di
Lombardia e Veneto firmato qua a Genova. Siamo favorevoli
all'apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri e siamo
disponibili a ospitarlo in Liguria confrontandoci con il
ministero dell'Interno sulla collocazione migliore ma solo se da
li' partono i rimpatri e non se deve diventare una sorta di
ghetto dove tiene la gente 18 mesi e al 19esimo la lasci andare
per decorrenza dei termini". Cosi' il presidente della Regione
Liguria, Giovanni Toti, rispondendo alle domande dei giornalisti
a margine del consiglio regionale, sull'eventuale collocazione di
un nuovo Cpr ad Albenga visti i primi annunci del ministro
dell'Interno Matteo Salvini. "E' tornata di nuovo fuori l'ipotesi
Albenga perche' ha la caserma vuota, l'aeroporto da cui possono
partire i C-130 e sarebbe una cosa ragionevole da pensare-
ammette il governatore- ma a noi non e' mai stato ufficialmente
proposto perche' appena Minniti ha detto aumentiamo i Cpr c'e'
stata la gelata di tutte le Regioni e il progetto e' stato
accantonato. Adesso vediamo Salvini che fa".
   Per Toti, "i Cpr possono essere strumenti utilissimi o
totalmente inutili, dipende dal sistema: se metti nei Cpr tutti
quelli che non hanno titolo per stare in Italia ma non li
espelli, li riempi in un attimo visto che sono circa 500.000 in
tutto il Paese. Il Cpr funziona se chi non ha titolo viene
immediatamente identificato dal console del Paese origine e non
di provenienza e il giorno dopo viene rimpatriato con l'aereo.
Se, invece, li lasciamo li' per 18 mesi a marcire, non
funzionera' mai". (SEGUE)
  (Sid/ Dire)
14:29 05-06-18

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MIGRANTI. TOTI: CPR AD ALBENGA RAGIONEVOLE MA NESSUNA PROPOSTA -2-


(DIRE) Genova, 5 giu. - In ogni caso, chiosa il governatore, "e'
un tema di ordine pubblico quindi la competenza esclusiva e' del
ministero dell'Interno. Il dibattito puo' essere politico ma non
certo istituzionale o amministrativo perche' non abbiamo nessun
potere per decidere dove metterlo. C'e' un tavolo di confronto
ministero-Regioni lasciato aperto da Minniti". Secondo Toti, il
processo sara' comunque "abbastanza lungo perche' l'aumento dei
posti deve andare di pari passo con l'incremento degli accordi
bilaterali per le espulsioni. Mi pare che il primo approccio con
la Tunisia non sia andato esattamente della direzione di
fluidificare i rapporti".
  (Sid/ Dire)
14:29 05-06-18

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