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18/02: UE: COMMISSIONE PROPONE NUOVA STRATEGIA PER FONDI REGIONALI

giovedì 19 febbraio 2004


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 UE: COMMISSIONE PROPONE NUOVA STRATEGIA PER FONDI REGIONALI =       

(AGI) - Bruxelles, 18 feb. - La Commissione UE ha adottato la
"terza relazione sulla coesione economica e sociale" che
contiene le proposte - relative alla fase di programmazione che
partira' dal 2006 - per riformare i fondi strutturali, il cui
obiettivo e' di ridurre il divario tra le regioni. "Ridurre il
divario per ottenere una crescita piu' rapida, dato che
crescita e coesione sono due facce della stessa medaglia",
cosi' ha riassunto il Commissario Barnier il senso della
proposta che ha illustrato all'Europarlamento.
    Secondo Barnier la politica di coesione che l'Unione
europea ha messo in atto negli ultimi dieci anni ha dato buoni
frutti e per questo la Commissione propone di mantenere la
sostanza di questa politica anche dopo l'allargamento, che con
l'ingresso di 10 paesi globalmente piu' poveri della media UE
portera' ad un aumento del divario fra regioni. (AGI) segue   
 Cle  (Segue)
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NN


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 UE: COMMISSIONE PROPONE NUOVA STRATEGIA PER FONDI REGIONALI (2)=    

 (AGI) - Bruxelles, 18 feb - Le cifre contenute nella proposta
corrispondono alle proiezioni basate sulle richieste avanzate
la scorsa settimana dalla Commisione UE di mantenere invariato
il tetto del bilancio UE all'1,24% del pil europeo. Se questo
verra' accettato anche dai cosidetti 'contribuenti netti'
dell'UE, che hanno chiesto invece che il bilancio UE non superi
l'1% del pil, il totale dei fondi regionali per la fase
2007-2013 dovrebbe raggiungere i 336 milioni di euro di cui
poco piu' della meta' sarebbero destinati agli attuali quindici
Stati membri mentre il resto sara' riservato ai 10 nuovi paesi
che stanno per aderire ufficialmente all'Unione a ai due,
Romania e Bulgaria, che dovrebbero essere entrati entro il
2013. "Ho lottato perche' le regioni e i comuni continuino ad
essere dei partner attivi dell'UE " ha detto Barnier secondo
cui alcuni avrebbero voluto 'rinazionalizzare' questa politica
che rappresenta piu' di un terzo del bilancio UE e secondo i
calcoli della Commissione e' destinata ad aumentare la sua
importanza anche rispetto alla politica agricola,
tradizionalemnte piu' importante. La Commisisone propone che la
struttura dei fondi resti basata su diversi obiettivi, il primo
dei quali - destinato alle regioni il cui pil pro capite e'
inferiore al 75% della media comunitaria - rappresenterebbe il
78% del totale dei finanziamenti. Di questo obiettivo
dovrebbero continuare a far parte quattro regioni italiane,
Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, mentre la Basilicata
passerebbe, per effetto statistico dovuto all'ingresso dei
nuovi paesi, all'obiettivo 1 bis, il cosidetto 'phasing out',
che consente di mantener euna media del 63% dei fondi
dell'obiettivo 1. Diverso il caso della Sardegna che ha
raggiunto, secondo i calcoli della Commissione, un livello di
prosperita' per cui non potra' piu' e-usufruire dei fondi piu'
consistenti dell'obiettivo 1, ma potra' ottenere aiuti in base
all'obiettivo 2. Il secondo obiettivo infatti dovrebbe
sostituire gli attuali obiettivi 2 e 3 e rispondere ai criteri
di Lisbona e di Goteborg, finanziando quindi soprattutto la
formazione, l'innovazione e la ricerca, oltre alla prevenzione
delle catastrofi naturali e dovrebbe costituire circa il 18%
della dotazione globale dei fondi. Ultimo obiettivo, che
rappresenta il 4% del totale, quello destinato alla cooperazion
etransfrontaliera. (AGI)  
 Cle
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NN