PRIVACY: LE REGOLE PER LE STRUTTURE SANITARIE

martedì 29 novembre 2005


 

PRIVACY: LE REGOLE PER LE STRUTTURE SANITARIE

Al cittadino che entra in contatto con le strutture sanitarie per diagnosi, cure, prestazioni mediche,

operazioni amministrative, deve essere garantita la più assoluta riservatezza e il più ampio rispetto

dei suoi diritti fondamentali e della sua dignità. Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati

personali con un provvedimento generale, adottato il 9 novembre scorso, nel quale ha prescritto ad

organismi sanitari pubblici e privati (aziende sanitarie territoriali, aziende ospedaliere, case di cura,

osservatori epidemiologici regionali, servizi di prevenzione e sicurezza sul lavoro) una serie di misure

da adottare per adeguare il funzionamento e l'organizzazione delle strutture sanitarie a quanto stabilito

nel Codice sulla privacy e per assicurare il massimo livello di tutela delle persone. Queste alcune delle

misure da rispettare. La tutela della dignità della persona deve essere sempre garantita. Quando

prescrive medicine o rilascia certificati, il personale sanitario deve evitare che le informazioni sulla salute

dell'interessato possano essere conosciute da terzi. Ospedali e aziende sanitarie devono predisporre

distanze di cortesia, sensibilizzando anche gli utenti con cartelli, segnali ed inviti. L'organismo sanitario

può dare notizia, anche per telefono, sul passaggio o sulla presenza di una persona al pronto soccorso

e sulla presenza dei degenti nei reparti, ma solo ai terzi legittimati, come parenti, familiari, conviventi.

Nei locali di grandi strutture sanitarie i pazienti, in attesa di una prestazione o di documentazione (es.

analisi cliniche), non devono essere chiamati per nome. Si possono dare informazioni sullo stato di salute

a soggetti diversi dall'interessato quando questi abbia manifestato uno specifico consenso.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/sanita_privacy/index.html