Aviaria: Accordo Stato-Regioni

mercoledì 15 febbraio 2006


(regioni.it) 2 nuovi casi di cigni malati in Puglia che fa salire a 8 i casi certi di H5N1. E’ psicosi da aviaria: 8 italiani su 10 non mangiano piu' il pollo, nonostante gli appelli e nonostante che le carni di pollo provenienti dagli allevamenti italiane sono sicure perché controllate.

Ottantamila polli, settemila uova e centri di imballaggio sequestrati in un raggio di 10 chilometri dai luoghi dove sono stati rinvenuti uccelli migratori, provenienti dai paesi dell'Est, e risultati positivi al virus ''H5N1''. E

' il risultato di una serie di controlli a tappeto effettuati dai carabinieri del Nas di Napoli in Calabria e in Sicilia. Da Gela ad Agrigento, da Ciro' Marina a Siracusa il quadro che si e' presentato alle forze del Nas e' stato quasi sempre lo stesso: assenza di reti di protezione, al fine di evitare contatti tra i capi presenti e i volatili selvatici, allevamenti, realizzati in alcuni casi perfino sul terrazzo di un'abitazione privata, in assenza delle prescritte autorizzazioni, centri di imballaggio con gravi carenze igienico-sanitarie.

Il ministro della Salute Francesco Storace, in due audizioni nella commissioni Affari Sociali della Camera e Sanita' del Senato, ha confermato l'efficienza del sistema dei controlli, apprezzando il lavoro con le Regioni e l’Accordo tra il Ministero della salute e le Regioni in merito ad un “Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale”.

- Accordo Stato-Regioni (9.2.06) su pandemia influenzale...      .

''Tutto il paese, comprese le regioni, si sta muovendo con sensibilita' e consapevolezza'' per quello che riguarda l'aviaria. Tutti, ha pero' precisato il ministro della Salute, Francesco Storace, uscendo dalla commissione Sanita' del Senato, ''tranne una regione'', che prima il ministro non ha voluto dire e poi invece su “la Repubblica” di oggi afferma essere il Piemonte.

Il 9 febbraio scorso la Conferenza Stato-Regioni  ha approvato il piano pandemico contro l' aviaria e ora tocca proprio alle Regioni realizzare dei piani locali. ''E' un percorso sempre in evoluzione - ha ricordato il ministro - con tante azioni che devono scattare a seconda della fase pandemica''.

Da ottobre, cioe' da quando sono stati disposti controlli piu' serrati con le ordinanze contro l' aviaria, i Nas ne hanno realizzati 11.681. In oltre un quinto dei casi, cioe' in 2.487 casi, sono stati disposti dei sequestri. I controlli dei carabinieri della sanita' hanno permesso di togliere dal mercato tonnellate di alimenti importati irregolarmente da zone infettate dall' aviaria, come la Cina e il sud-est asiatico, ma anche altri alimenti per i quali non esistevano le autorizzazioni.

''La reazione di Storace  ai  rilievi  dei  responsabili  della  sanita' piemontese, che lo invitavano al rispetto delle competenze istituzionali indispensabili a garantire il miglior funzionamento del sistema sanitario, e' l' ennesima riprova dell' improvvisazione con cui il ministro sta affrontando il problema dell' influenza aviaria''. Lo dichiarano la presidente della  Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e l' assessore regionale alla tutela della salute e sanita', Mario Valpreda, in merito alle accuse di mancata collaborazione mosse nei loro confronti dal ministro della sanita' e riportate dal quotidiano ''la Repubblica''. 

''Gli  interventi di Storace - continuano - hanno infatti contribuito a trasformare in emergenza quello che doveva essere un semplice monitoraggio nei confronti di una malattia animale 

da tempo nota e da affrontarsi applicando norme profilattiche

onsolidate dall' esperienza''.

''La sua  lettera ai sindaci, scavalcando l' organizzazione regionale, che in Piemonte vanta riconosciute, anche a livello internazionale, capacita' di intervento - proseguono Bresso e Valpreda - crea solo apprensione nei consumatori, dilatando artificiosamente la reale portata  del rischio sanitario ed interferendo pesantemente sull' efficacia delle azioni. Il Piemonte sta affrontando il tema  dell' influenza aviaria con determinazione e senso di responsabilita', nel pieno rispetto delle indicazioni tecniche dello Stato e degli indirizzi delle   organizzazioni   sanitarie  mondiali''.

 ''Il confondere - continuano - la  doverosa segnalazione regionale su una procedura irrituale e matrice di disfunzioni operative - come e' stata la sua lettera che richiede ai 1206 sindaci del Piemonte una comunicazione diretta con il ministero, in un  sistema sanitario da anni regionalizzato, oltre a configurarsi come pretestuosa iniziativa elettorale, contribuisce ad alimentare un clima di apprensione che, senza  apportare beneficio alcuno alla prevenzione e al controllo di una  patologia  animale, danneggia gravemente i  cittadini e i produttori agricoli''.

''L' accenno al protettorato - concludono - rivela una cultura di tipo coloniale notoriamente estranea agli  attuali vertici politici della Regione Piemonte''.

 (gs/16.02.06)