Maggiore attenzione a scuole di montagna e competenze in legge caccia

giovedì 14 settembre 2006


Maggiore attenzione a scuole di montagna e competenze in legge caccia

(regioni.it) Politica dell’istruzione in montagna sbagliata. No ad un approccio alla politica dell’istruzione fondato più sui tagli. Le Regioni sostengono che bisogna puntare invece su scelte di qualità: Solo così si potrà rispondere alle reali esigenze di formazione, anche a lungo termine, e concretamente concorrere alla prestazione di servizi generalizzati sul territorio.

Maggiore attenzione quindi al mantenimento e alla valorizzazione delle scuole di montagna, agendo su parametri di calcolo dell’organico del personale docente più rispondenti alla realtà del territorio e sull’organizzazione dell’utilizzo delle risorse delle diverse istituzioni scolastiche.

Uncem e Regioni manifestano preoccupazione per possibili tagli al settore dell'istruzione e sottolineano che la scuola e' un elemento fondamentale per la coesione di territori fragili e periferici come quelli montani e che la riorganizzazione del servizio scolastico e' gia' stata effettuata in precedenza a seguito della legge sulla montagna attraverso gli istituti onnicomprensivi.

La Commissione 'Politica della montagna' della Conferenza delle Regioni e Province autonome, ha approvato insieme all'Unione dei Comuni e delle Comunita' Montane, uno specifico documento in materia. 

''L'appuntamento di oggi - ha detto il vicepresidente vicario Uncem Valerio Prignachi, che ha presieduto la riunione insieme al presidente della Regione Valle d'Aosta Luciano Caveri - e' strategico per rafforzare ulteriormente il rapporto tra Uncem e Regioni nella condivisione di politiche efficaci e mirate al territorio montano con particolare attenzione, in questo caso, al settore della formazione e del servizio scolastico. Dobbiamo uscire - ha ricordato Prignachi - dalla logica della montagna come territorio a 'depressione economica variabile' e riconoscere e affrontare invece strutturalmente l'handicap geografico dei territori montani. D'altra parte, le aree montane hanno gia' elaborato modelli efficienti sul territorio con la riorganizzazione degli istituti scolastici comprensivi e dei servizi di supporto, quali per esempio i trasporti, manifestando sempre la piu' totale disponibilita' a studiare interventi adeguati e condivisi ottimizzando risorse e strutture presenti. Intervenire pertanto a scapito di questo modello gia' funzionante sarebbe del tutto ingiustificato''.

Sul provvedimento che interessa la caccia criticati alcuni aspetti del provvedimento che invalidano l’autonomia delle Regioni. ''Tutte le Regioni - ha spiegato Iorio - sono fortemente preoccupate sul piano delle competenze regioni chiederemo una forte inversione di tendenza del decreto legge sul fronte delle competenze. Attuandolo cosi', infatti, si vedrebbero soccombere le Regioni in modo per noi non condivisibile. Ci auguriamo che il Governo recepisca questa nostra pregiudiziale - ha concluso Iorio - anche relativamente ad alcuni aspetti che riguardano eventuali inapplicabilita' di leggi regionali: una legge dello Stato, in sintesi, stabilirebbe in questa materia la inapplicabilita' di alcune parti di leggi regionali. Ci sembra un principio inaccettabile e chiederemo che questo aspetto venga precisato meglio. In base alle risposte che avremo decideremo che tipo di parere dare sul provvedimento''.

No all'invadenza che il Decreto Legge dimostra sulle competenze delle Regioni in materia di Caccia e Ambiente.

La conferenza Stato-Regioni si e' occupata anche della conversione delle linee guida a tutela dell'uccellagione selvatica. Gli enti locali, che lamentavano le ingerenze dello Stato a seguito di un decreto dello scorso agosto, hanno ottenuto la tutela delle proprie competenze'', dice una nota della provincia di Bolzano. 

All'incontro ha partecipato anche l'assessore provinciale all'agricoltura Hans Berger, il quale sottolinea come tutta la questione nasca ''da un'eccessiva fretta del governo centrale''. ''Dopo che la Corte Costituzionale aveva bocciato il regolamento statale per la conversione delle linee guida europee sulla tutela dell'uccellagione selvatica - ha spiegato Berger al termine della conferenza Stato-Regioni - Roma si era trovata con un vuoto legislativo, cui e' stato posto rimedio con un decreto.

Il problema consiste pero' nel fatto che questo provvedimento faceva esplicitamente decadere tutte le norme regionali e provinciali in materia''.    Dopo la conversione in legge del decreto, regioni e province autonome - dice la nota - hanno dato battaglia, questo pomeriggio, durante la conferenza Stato-Regioni. Ed hanno ottenuto un importante successo. ''Il governo - prosegue Berger - ha preso atto che quel passaggio non risulta conforme alle previsioni costituzionali, e ha annunciato che presentera' in Parlamento una serie di emendamenti che

garantiranno il rispetto delle competenze di regioni e province''.   

Nonostante cio', e' prevista comunque qualche conseguenza su alcuni settori collegati alla tutela dell'uccellagione selvatica. ''Il rischio di una completa revisione delle norme sulla caccia a seguito dell'introduzione delle linee guida europee, dopo l'accordo di oggi puo' considerarsi decaduto - conclude l'assessore Berger - ma non dobbiamo dimenticare che questa normativa avra' effetti anche su settori quali piste da sci, impianti di risalita e linee dell'alta tensione''. In tutti questi campi, comunque, lo Stato si limitera' a formulare solo delle previsioni di massima, lasciando ampio spazio alle normative di carattere locale.

(red/14.09.06)

 

 

N. 783 - 14 Settembre 2006