Consulta: pesca e acquacoltura delle Regioni

mercoledì 21 marzo 2007


Consulta: pesca e acquacoltura delle Regioni

(regioni.it) Su pesca e acquacoltura decidono le Regioni. Lo afferma la Consulta. L’unico limite è la tutela dell'ambiente, che rimane materia statale. La Corte costituzionale lo ha ribadito, annuncia la Regione Toscana, respingendo in toto il ricorso che il Governo aveva presentato l'anno scorso contro la legge regionale n. 66 del 2005.

La Corte da' cosi' ragione alla lettura del nuovo titolo V della Costituzione fatta dalla Toscana.

Prima della riforma della Costituzione, la pesca era materia statale. Con la riscrittura del titolo V non compariva pero' piu' ne' tra le materie di potestà statale esclusiva ne' tra quelle concorrenti. La Regione Toscana l'aveva dunque considerata materia regionale in via residuale. Il Governo pero' aveva impugnato la legge ritenendo troppo stretto il legame tra gestione delle risorse ittiche e tutela dell'ambiente, che rimane competenza statale.

''La Corte - commenta il presidente della Toscana, ClaudioMartini - ha pero' ritenuto sufficienti le garanzie che al riguardo la nostra norma aveva previsto, rispettando le competenze dello Stato sulla tutela dell'ambiente. Si tratta di un precedente importante: un altro passo in avanti verso la piena applicazione del titolo V della Costituzione e delle nuove competenze delle Regioni''.

''La Consulta ha riconosciuto la piena potesta' regionale anche nel rilascio delle licenze di pesca, che era una novita' assoluta della nostra legge - aggiunge l'assessore all'agricoltura, Susanna Cenni -. Naturalmente per tutelare l'ecosistema cio' avverra' nei limiti stabiliti dallo Stato in attuazione delle indicazioni della Commissione europea''.

 

(red/20.03.07)

 N. 895 - 20 Marzo 2007