SANITA': LIBERA PROFESSIONE MEDICI, SI CAMBIA

venerdì 13 giugno 2008



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SANITA': LIBERA PROFESSIONE MEDICI, SI CAMBIA /ANSA
SACCONI, NON HA FUNZIONATO, MEDICI FAMIGLIA 7 GIORNI SU 7
   (dell'inviata Maria Emilia Bonaccorso) 
 (ANSA) - ROMA, 13 GIU - La libera professione dei medici in
intramoenia, cioe' dentro le strutture pubbliche dove operano,
con spazi appositi per poter visitare e operare a tariffa, non
decolla e arriveranno presto nuove regole. Al ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, rivolto ai medici riuniti a Fiuggi
per la prima conferenza nazionale sulla professione, basta
accennare all'argomento per suscitare subito l'interesse di
tutte le categorie riunite per questa sorta di stati generali
della sanita' voluti dalla federazione degli ordini dei medici.
E il ministro, che attribuisce ai camici bianchi un ruolo
fondamentale di coesione sociale, parla anche di medicina di
base e della prospettiva di dare ai cittadini un servizio aperto
7 giorni su 7.
   Contratti, convenzioni, finanziaria, riforma dei Lea (livelli
essenziali di assistenza) che probabilmente dovra' essere
rivista: Sacconi cita nel suo intervento alcuni dei temi piu'
caldi del settore ricevendo dai medici applausi. Unico assente
il tema dell'etica professionale, il piu' difficile e scottante
vista l'attualita' della clinica milanese Santa Rita, rinviato a
domani per una speciale sessione dei lavori. Ma la sanita'
pubblica, che dovra' affrontare lo scoglio della finanziaria,
spiega Sacconi, non dovrebbe affrontare particolari sacrifici in
un contesto di contenimento generale delle spese pubbliche.
   ''E ' in corso - spiega - una trattativa''. Partendo
dall'intramoenia Sacconi spiega che il sistema di fatto non ha
funzionato: le regole sono state troppo rigide e sara' molto
difficile riuscire a rispettare il termine del primo gennaio
2009 per vedere realizzati in tutte le Asl gli spazi necessari
per far lavorare i medici pubblici in libera professione
intramoraria. Oggi i camici bianchi del servizio pubblico
visitano privatamente emettendo una ricevuta per conto della
propria struttura e ricevendo una parte di questo compenso e lo
fanno anche nei propri studi, fatta qualche rara eccezione di
alcune Asl nelle regioni piu' virtuose. Per Sacconi, che invita
al pragmatismo, evitando il ''sistema italiano delle deroghe'' o
un ritorno alle norme del passato, bisognera' trovare una terza
soluzione. L'altro aspetto che riguarda piu' direttamente i
cittadini sara' il potenziamento della medicina del territorio.
Il progetto, condiviso di fatto da tutti i governi visto il
ruolo strategico dei medici di famiglia per la salute dei
cittadini, prevedera' infatti la nascita di unita' territoriali
per dare continuita' all'assistenza medica anche durante la
notte e i giorni in cui gli studi dei medici di famiglia sono
chiusi, cioe' il sabato e la domenica. Sperimentazioni in questo
senso sono state realizzate in questi ultimi anni dalle Case
della Salute volute dall'ex ministro Livia Turco. Lo strumento
per realizzare questa riforma attesa ed annunciata da molto
tempo potra' essere la nuova convenzione della medicina di base.
Il ministro ha anche difeso il ruolo degli ordini professionali.
Il ministro ha infine citato il Libro Verde in preparazione nel
suo dicastero sul 'buon vivere': poche pagine con l'intento di
indicare le migliori pratiche per una politica a 360 gradi della
salute ma piu' in generale della qualita' del vivere, dalla
culla alla bara. Soddisfatti i medici presenti per l'approccio
del ministro. Gli stati generali della sanita' a Fiuggi vedono
la presenza anche di altre rappresentanze come la Farmindustria.
Sergio Dompe', presidente dell'Associazione che rappresenta le
industrie del farmaco si e' rivolto ai medici: ''l'industria ha
bisogno di una buona medicina, siamo qui a testimoniare che
sappiamo di essere parte del problema ma anche pronti a trovare
una soluzione''. Un invito generale che evoca la necessita' di
trovare un'alleanza nel percorso di riforma che l'intero settore
sembra dover affrontare.

     BR/LM
13-GIU-08 19:57 NNN