Scuola: GU n. 256 del 31-10-2008 : DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n.137 «Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita»

lunedì 3 novembre 2008


            

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 1 settembre 2008, n.137

 

Testo del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 204 del 1 settembre 2008), coordinato con la legge di conversione n. 169 del 30 ottobre 2008 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 4), recante: «Disposizioni urgenti in materia di istruzione e universita». (GU n. 256 del 31-10-2008)

Avvertenza:            Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero    della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle    disposizioni  sulla  promulgazione  delle  leggi, sull'emanazione dei    decreti   del  Presidente  della  Repubblica  e  sulle  pubblicazioni    ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre    1985,  n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo    unico,  al  solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni    del  decreto-legge,  integrate con le modifiche apportate dalla legge    di  conversione,  che  di quelle modificate o richiamate nel decreto,    trascritte  nelle  note.  Restano  invariati  il valore e l'efficacia    degli atti legislativi qui riportati.        Le  modifiche  apportate dalla legge di conversione sono stampate    con caratteri corsivi.            Tali modifiche sono riportate nel video tra i segni ((...))            A  norma  dell'art.  15,  comma 5, della legge 23 agosto 1988, n.    400:  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e  ordinamento  della    Presidenza  del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla    legge  di  conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello    della sua pubblicazione.                                   Art. 1.                         Cittadinanza e Costituzione          1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad    una   sperimentazione   nazionale,  ai  sensi  dell'articolo  11  del    ((regolamento  di  cui al)) decreto del Presidente della Repubblica 8    marzo  1999,  n.  275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di    formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel    secondo  ciclo  di  istruzione  delle  conoscenze  e delle competenze    relative  a  «Cittadinanza  e  Costituzione»,  nell'ambito delle aree    storico-geografica  e  storico-sociale  e  del  monte ore complessivo    previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola    dell'infanzia.    ((  1-bis.  Al  fine  di  promuovere  la  conoscenza  del  pluralismo    istituzionale,  definito  dalla  Carta  costituzionale, sono altresi'    attivate  iniziative  per  lo  studio  degli  statuti regionali delle    regioni ad autonomia ordinaria e speciale.))      2.  All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti    delle   risorse   umane,  strumentali  e  finanziarie  disponibili  a    legislazione vigente. 
                 Riferimenti normativi:                      -  Si  riporta  il  testo  dell'art. 11 del decreto del              Presidente  della  Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 recante:              «Norme   in   materia   di   autonomia   delle  istituzioni              scolastiche,  ai  sensi  dell'art.  21 della legge 15 marzo              1997, n. 59»:                  «Art. 11 (Iniziative finalizzate all'innovazione). - 1.              Il  Ministro  della  pubblica istruzione, anche su proposta              del  Consiglio  nazionale  della  pubblica  istruzione, del              Servizio  nazionale per la qualita' dell'istruzione, di una              o  piu'  istituzioni  scolastiche,  di  uno o piu' Istituti              regionali   di  ricerca,  sperimentazione  e  aggiornamenti              educativi,  di  una o piu' Regioni o enti locali, promuove,              eventualmente   sostenendoli   con  appositi  finanziamenti              disponibili   negli   ordinari  stanziamenti  di  bilancio,              progetti  in  ambito nazionale, regionale e locale, volti a              esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti              degli studi, la loro articolazione e durata, l'integrazione              fra   sistemi   formativi,  i  processi  di  continuita'  e              orientamento.  Riconosce  altresi'  progetti  di iniziative              innovative    delle    singole    istituzioni   scolastiche              riguardanti  gli ordinamenti degli studi quali disciplinati              ai  sensi  dell'art.  8.  Sui  progetti  esprime il proprio              parere il Consiglio nazionale della pubblica istruzione.                  2.  I  progetti  devono  avere una durata predefinita e              devono indicare con chiarezza gli obiettivi; quelli attuati              devono essere sottoposti a valutazione dei risultati, sulla              base  dei quali possono essere definiti nuovi ((curricoli))              e  nuove  scansioni  degli  ordinamenti degli studi, con le              procedure   di   cui   all'art.  8.  Possono  anche  essere              riconosciute  istituzioni scolastiche che si caratterizzano              per l'innovazione nella didattica e nell'organizzazione.                  3.  Le  iniziative  di  cui  al  comma 1 possono essere              elaborate  e attuate anche nel quadro di accordi adottati a              norma  dell'art.  2,  commi  203 e seguenti, della legge 23              dicembre 1996, n. 662.                  4.  E' riconosciuta piena validita' agli studi compiuti              dagli  alunni  nell'ambito delle iniziative di cui al comma              1,  secondo  criteri  di corrispondenza fissati con decreto              del  Ministro  della  pubblica  istruzione  che  promuove o              riconosce le iniziative stesse.                  5. Sono fatte salve, fermo restando il potere di revoca              dei  relativi  decreti,  le  specificita'  ordinamentali  e              organizzative  delle scuole riconosciute ai sensi dell'art.              278,  comma  5,  del decreto legislativo 16 aprile 1994, n.              297.». Art. 2.                Valutazione del comportamento degli studenti          1.  Fermo  restando  quanto  previsto dal ((regolamento di cui al))    decreto  del  Presidente  della  Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e    successive  modificazioni,  in  materia  di diritti, doveri e sistema    disciplinare  degli  studenti  nelle  scuole secondarie di primo e di    secondo  grado,  in  sede  di  scrutinio  intermedio  e  finale viene    valutato  il  comportamento di ogni studente durante tutto il periodo    di   permanenza  nella  sede  scolastica,  anche  in  relazione  alla    partecipazione alle attivita' ed agli interventi educativi realizzati    dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.    ((  1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui del bilancio dello    Stato  per l'anno 2008, a seguito di quanto disposto dall'articolo 1,    commi  28  e  29,  della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive    modificazioni,  non  utilizzate  alla data di entrata in vigore della    legge  di  conversione del presente decreto, sono versate all'entrata    del  bilancio  dello  Stato  per essere destinate al finanziamento di    interventi  per  l'edilizia  scolastica e la messa in sicurezza degli    istituti  scolastici  ovvero  di  impianti  e  strutture sportive dei    medesimi.  Al  riparto  delle  risorse,  con  l'individuazione  degli    interventi  e  degli  enti  destinatari,  si provvede con decreto del    Ministro  dell'economia  e delle finanze, di concerto con il Ministro    dell'istruzione,  dell'universita'  e  della ricerca, in coerenza con    apposito  atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti    permateria e per i profili finanziari.))      2.  A  decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del    comportamento  e'  ((effettuata  mediante  l'attribuzione  di un voto    numerico espresso in decimi.))      3.  La  votazione  sul  comportamento  degli  studenti,  attribuita    collegialmente  dal  consiglio  di  classe, concorre alla valutazione    complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la    non ammissione al successivo anno di corso e all'esame conclusivo del    ciclo.  Ferma  l'applicazione della presente disposizione dall'inizio    dell'anno  scolastico  di  cui  al  comma 2, con decreto del Ministro    dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca sono specificati i    criteri  per  correlare  la  particolare  e  oggettiva  gravita'  del    comportamento  ((al  voto inferiore a sei decimi,)) nonche' eventuali    modalita' applicative del presente articolo. 
                 Riferimenti normativi:                      -  Il decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno              1998,  n.  249,  e  successive  modificazioni  concerne  il              «Regolamento  recante  lo statuto delle studentesse e degli              studenti della scuola secondaria».                  - Si  riportano i commi 28 e 29 dell'art. 1 della legge              30  dicembre  2004,  n.  311  recante: «Disposizioni per la              formazione  del  bilancio annuale e pluriennale dello Stato              (legge finanziaria 2005)»:                  «28.  Fermo  restando quanto previsto ai commi 26 e 27,              al fine di promuovere lo sviluppo economico, e' autorizzata              la  spesa  di  euro  201.500.000  per  l'anno 2005, di euro              176.500.000  per  l'anno  2006  e  di  euro 170.500.000 per              l'anno  2007  per  la  concessione di contributi statali al              finanziamento di interventi diretti a tutelare l'ambiente e              i  beni  culturali,  e  comunque  a  promuovere lo sviluppo              economico  e  sociale  del  territorio. Possono accedere ai              contributi gli interventi realizzati dagli enti destinatari              nei  rispettivi  territori per il risanamento e il recupero              dell'ambiente e per la tutela dei beni culturali.                  29.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze, con              decreto  da  emanare  entro  novanta  giorni  dalla data di              entrata  in  vigore  della  presente  legge,  individua, in              coerenza  con  apposito atto di indirizzo parlamentare, gli              interventi  e gli enti destinatari dei contributi di cui al              comma  28.  All'attribuzione  dei  contributi  provvede  il              Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato anche in              deroga  alle  disposizioni di cui all'art. 3, comma 12, del              decreto-legge  20  giugno  1996,  n.  323,  convertito, con              modificazioni,  dalla  legge  8  agosto  1996,  n.  425.  I              contributi  che,  alla  data del 31 agosto di ciascun anno,              non  risultino  impegnati dagli enti pubblici sono revocati              per  essere  riassegnati  secondo  la  procedura  di cui al              presente  comma. Gli altri soggetti non di diritto pubblico              devono  produrre  annualmente,  per la stessa finalita', la              dichiarazione di assunzione di responsabilita' in ordine al              rispetto  del  vincolo  di  destinazione  del finanziamento              statale.  Ai fini dell'erogazione del finanziamento, l'ente              beneficiario  trasmette  entro  il  30 settembre di ciascun              anno  apposita attestazione al citato Dipartimento, secondo              lo schema stabilito dal predetto decreto.Art. 3.            Valutazione sul rendimento scolastico degli studenti          1.  Dall'  anno  scolastico  2008/2009,  nella  scuola  primaria la    valutazione  periodica  ed annuale degli apprendimenti degli alunni e    la   certificazione   delle   competenze  da  essi  acquisite  ((sono    effettuati  mediante  l'attribuzione  di  voti  espressi  in decimi e    illustrate))   con   giudizio   analitico   sul  livello  globale  di    maturazione raggiunto dall'alunno.    ((  1-bis.  Nella  scuola  primaria, i docenti, con decisione assunta    all'unanimita', possono non ammettere l'alunno alla classe successiva    solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.))      2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo    grado  la  valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli    alunni  e  la  certificazione  delle  competenze  da  essi  acquisite    ((nonche  la  valutazione dell'esame finale del ciclo sono effettuate    mediante l'attribuzione di voti numerici espressi in decimi.))    ((  3.  Nella  scuola  secondaria di primo grado,)) sono ammessi alla    classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo,    gli   studenti   che   hanno  ottenuto,  ((con  decisione  assunta  a    maggioranza  dal  consiglio  di classe,)) un voto non inferiore a sei    decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.    ((  3-bis.  Il  comma  4  dell'articolo 185 del testo unico di cui al    decreto   legislativo  16 aprile  1994,  n.  297  e'  sostituito  dal    seguente:) ))    ((  «4.  L'esito dell'esame conclusivo del primo ciclo e espresso con    valutazione complessiva in decimi e illustrato con una certificazione    analitica  dei  traguardi  di  competenza  e  del  livello globale di    maturazione raggiunti dall'alunno; conseguono il diploma gli studenti    che ottengono una valutazione non inferiore a sei decimi».))    ((  4. Il comma 3 dell'articolo 13 del decreto legislativo 17 ottobre    2005, n. 226, e' abrogato.))      5.  Con  regolamento  emanato  ai  sensi dell'articolo 17, comma 2,    della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su  proposta  del Ministro    dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca, si provvede al    coordinamento  delle norme vigenti per la valutazione degli studenti,    ((tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della    disabilita'  degli  alunni,))  e  sono  stabilite eventuali ulteriori    modalita' applicative del presente articolo. 
                 Riferimenti normativi:                      - Si  riporta  il  testo del comma 2 dell'art. 17 della              legge   23   agosto   1988,   n.  400  recante  «Disciplina              dell'attivita'  di  Governo  e ordinamento della Presidenza              del Consiglio dei Ministri»:                  «2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa              deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il              Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la              disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta              di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi              della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potesta'              regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali              regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle              norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle              norme regolamentari.».Art. 4.                   Insegnante unico nella scuola primaria          1.  Nell'ambito  degli  obiettivi  di  ((razionalizzazione)) di cui    all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,    con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti    ((previsti  dal  comma 4  del medesimo articolo 64)) e' ulteriormente    previsto  che  le  istituzioni  scolastiche ((della scuola primaria))    costituiscono  classi  affidate  ad un unico insegnante e funzionanti    con  orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene    comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie,    di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola.    ((  2.  Con apposita sequenza contrattuale e' definito il trattamento    economico  dovuto  all'insegnante unico della scuola primaria, per le    ore  di  insegnamento  aggiuntive  rispetto  all'orario  d'obbligo di    insegnamento)) stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.    ((  2-bis. Per la realizzazione delle finalita' previste dal presente    articolo,  il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con    il  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, ferme    restando  le  attribuzioni del comitato di cui all'articolo 64, comma    7,  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con    modificazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,  n. 133, provvede alla    verifica    degli    specifici    effetti    finanziari   determinati    dall'applicazione  del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal    1° settembre   2009.  A  seguito  della  predetta  verifica,  per  le    finalita'  di cui alla sequenza contrattuale prevista dal comma 2 del    presente articolo, si provvede, per l'anno 2009, ove occorra e in via    transitoria,  a  valere  sulle  risorse  del  fondo  d'istituto delle    istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse    rese   disponibili   ai  sensi  del  comma  9  dell'articolo  64  del    decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,    dalla  legge  6 agosto 2008, n. 133, nei limiti dei risparmi di spesa    conseguenti  all'applicazione  del  comma 1,  resi disponibili per le    finalita'  di  cui  al  comma 2 del presente articolo, e in ogni caso    senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.))    ((  2-ter-  La  disciplina  prevista  dal  presente articolo entra in    vigore  a  partire dall'anno scolastico 2009/2010, relativamente alle    prime classi del ciclo scolastico.)) 
                 Riferimenti normativi:                      - Si riporta il testo dell'art. 64 del decreto-legge 25              giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni, dalla              legge  6  agosto 2008 n. 133 recante: «Disposizioni urgenti              per   lo   sviluppo   economico,   la  semplificazione,  la              competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e              la perequazione tributaria.»:                  «Art.  64  (Disposizioni  in  materia di organizzazione              scolastica).  -  1.  Ai fini di una migliore qualificazione              dei  servizi  scolastici  e  di  una  piena  valorizzazione              professionale  del personale docente, a decorrere dall'anno              scolastico  2009/2010,  sono  adottati  interventi e misure              volti   ad  incrementare,  gradualmente,  di  un  punto  il              rapporto  alunni/  docente,  da  realizzare  comunque entro              l'anno  scolastico  2011/2012,  per un accostamento di tale              rapporto  ai  relativi standard europei tenendo anche conto              delle necessita' relative agli alunni diversamente abili.                  2.  Si  procede, altresi', alla revisione dei criteri e              dei  parametri  previsti per la definizione delle dotazioni              organiche   del   personale   amministrativo,   tecnico  ed              ausiliario  (ATA),  in  modo  da  conseguire,  nel triennio              2009-2011  una riduzione complessiva del 17 per cento della              consistenza  numerica  della dotazione organica determinata              per  l'anno  scolastico  2007/2008. Per ciascuno degli anni              considerati,  detto decremento non deve essere inferiore ad              un  terzo  della riduzione complessiva da conseguire, fermo              restando  quanto  disposto  dall'art.  2,  commi 411 e 412,              della legge 24 dicembre 2007, n. 244.                  3.  Per  la  realizzazione delle finalita' previste dal              presente    articolo,    il    Ministro    dell'istruzione,              dell'universita'   e  della  ricerca  di  concerto  con  il              Ministro   dell'economia   e   delle  finanze,  sentita  la              Conferenza   unificata   di  cui  all'art.  8  del  decreto              legislativo  28 agosto  1997,  n. 281 e previo parere delle              Commissioni  parlamentari  competenti  per materia e per le              conseguenze  di  carattere  finanziario,  predispone, entro              quarantacinque  giorni  dalla data di entrata in vigore del              presente  decreto,  un  piano  programmatico  di interventi              volti ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle              risorse  umane  e strumentali disponibili, che conferiscano              una maggiore efficacia ed efficienza al sistema scolastico.                  4.  Per  l'attuazione  del piano di cui al comma 3, con              uno  o piu' regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla              data  di  entrata in vigore del presente decreto ed in modo              da  assicurare comunque la puntuale attuazione del piano di              cui  al  comma  3, in relazione agli interventi annuali ivi              previsti,  ai  sensi  dell'art. 17, comma 2, della legge 23              agosto   1988,   n.   400,   su   proposta   del   Ministro              dell'istruzione,   dell'universita'   e  della  ricerca  di              concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle finanze,              sentita  la  Conferenza  unificata di cui al citato decreto              legislativo  28  agosto  1997, n. 281, anche modificando le              disposizioni   legislative  vigenti,  si  provvede  ad  una              revisione dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo              e didattico del sistema scolastico, attenendosi ai seguenti              criteri:                    a) razionalizzazione  ed accorpamento delle classi di              concorso,  per  una maggiore flessibilita' nell'impiego dei              docenti;                    b) ridefinizione  dei  curricoli  vigenti nei diversi              ordini  di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei              piani   di   studio   e  dei  relativi  quadri  orari,  con              particolare    riferimento    agli   istituti   tecnici   e              professionali;                    c) revisione   dei  criteri  vigenti  in  materia  di              formazione delle classi;                    d) rimodulazione      dell'attuale     organizzazione              didattica  della scuola primaria ivi compresa la formazione              professionale  per  il  personale  docente  interessato  ai              processi   di   innovazione   ordinamentale   senza   oneri              aggiuntivi a carico della finanza pubblica;                    e) revisione  dei criteri e dei parametri vigenti per              la   determinazione  della  consistenza  complessiva  degli              organici  del  personale docente ed ATA, finalizzata ad una              razionalizzazione degli stessi;                    f) ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico              dei  centri  di  istruzione  per gli adulti, ivi compresi i              corsi serali, previsto dalla vigente normativa;                    f-bis) definizione  di criteri, tempi e modalita' per              la    determinazione   e   articolazione   dell'azione   di              ridimensionamento   della   rete   scolastica   prevedendo,              nell'ambito   delle   risorse  disponibili  a  legislazione              vigente,   l'attivazione  di  servizi  qualificati  per  la              migliore fruizione dell'offerta formativa;                    f-ter) nel  caso  di  chiusura  o  accorpamento degli              istituti  scolastici  aventi  sede  nei  piccoli comuni, lo              Stato,  le  regioni  e  gli  enti  locali possono prevedere              specifiche  misure  finalizzate  alla riduzione del disagio              degli utenti.                  4-bis.  Ai  fini di contribuire al raggiungimento degli              obiettivi   di   razionalizzazione   dell'attuale   assetto              ordinamentale  di  cui  al comma 4, nell'ambito del secondo              ciclo   di  istruzione  e  formazione  di  cui  al  decreto              legislativo  17 ottobre 2005, n. 226, anche con l'obiettivo              di  ottimizzare  le  risorse disponibili, all'art. 1, comma              622,  della  legge  27  dicembre 2006, n. 296, le parole da              «Nel  rispetto  degli obiettivi di apprendimento generali e              specifici» sino a «Conferenza permanente per i rapporti tra              lo  Stato,  le  regioni  e le province autonome di Trento e              Bolzano»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «L'obbligo di              istruzione  si  assolve  anche nei percorsi di istruzione e              formazione  professionale  di  cui  al Capo III del decreto              legislativo  17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa              messa  a regime delle disposizioni ivi contenute, anche nei              percorsi    sperimentali   di   istruzione   e   formazione              professionale di cui al comma 624 del presente articolo».                  4-ter.  Le  procedure  per  l'accesso  alle  Scuole  di              specializzazione  per  l'insegnamento  secondario  attivate              presso  le  universita'  sono sospese per l'anno accademico              2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di' cui              alle lettere a) ed e) del comma 4.                  5.   I   dirigenti   del   Ministero   dell'istruzione,              dell'universita'  e  della  ricerca,  compresi  i dirigenti              scolastici,  coinvolti nel processo di razionalizzazione di              cui  al  presente  articolo,  ne  assicurano  la compiuta e              puntuale  realizzazione.  Il  mancato  raggiungimento degli              obiettivi  prefissati,  verificato  e  valutato  sulla base              delle  vigenti  disposizioni  anche  contrattuali, comporta              l'applicazione  delle  misure connesse alla responsabilita'              dirigenziale previste dalla predetta normativa.                  6.  Fermo restando il disposto di cui all'art. 2, commi              411   e   412,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,              dall'attuazione  dei  commi  1,  2,  3,  e  4  del presente              articolo,  devono  derivare  per  il  bilancio  dello Stato              economie  lorde  di  spesa,  non inferiori a 456 milioni di              euro  per  l'anno  2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno              2010,  a  2.538  milioni  di euro per l'anno 2011 e a 3.188              milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.                  6-bis.  I  piani di ridimensionamento delle istituzioni              scolastiche,  rientranti  nelle  competenze delle regioni e              degli  enti  locali, devono essere in ogni caso ultimati in              tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi              di  razionalizzazione  della  rete  scolastica previsti dal              presente  comma,  gia'  a  decorrere  dall'anno  scolastico              2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno.              Il  Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura              di  cui  all'art. 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n.              131,   su  proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle              finanze,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'istruzione,              dell'universita' e della ricerca, sentito il Ministro per i              rapporti  con  le  regioni,  diffida  le regioni e gli enti              locali  inadempienti  ad  adottare,  entro quindici giorni,              tutti  gli  atti amministrativi, organizzativi e gestionali              idonei  a  garantire  il  conseguimento  degli obiettivi di              ridimensionamento  della  rete scolastica. Ove le regioni e              gli  enti  locali  competenti  non  adempiano alla predetta              diffida,   il  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del              Ministro  dell'economia e delle finanze, di concerto con il              Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,              sentito  il Ministro per i' rapporti con le regioni, nomina              un  commissario  ad  acta. Gli eventuali oneri derivanti da              tale  nomina  sono  a  carico  delle  regioni  e degli enti              locali.                  7.   Ferme  restando  le  competenze  istituzionali  di              controllo  e verifica in capo al Ministero dell'istruzione,              dell'universita'   e   della   ricerca   e   al   Ministero              dell'economia  e  delle finanze, con decreto del Presidente              del  Consiglio  dei Ministri e' costituito, contestualmente              all'avvio  dell'azione programmatica e senza maggiori oneri              a  carico del bilancio dello Stato, un comitato di verifica              tecnico-finanziaria    composto   da   rappresentanti   del              Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca              e del Ministero dell'economia e delle finanze, con lo scopo              di  monitorare  il processo attuativo delle disposizioni di              cui al presente articolo, al fine di assicurare la compiuta              realizzazione  degli  obiettivi  finanziari  ivi  previsti,              segnalando  eventuali  scostamenti per le occorrenti misure              correttive.  Ai  componenti  del  Comitato non spetta alcun              compenso ne' rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.                  8. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli              obiettivi  di  risparmio  di  cui al comma 6, si applica la              procedura  prevista  dall'art.  1,  comma  621, lettera b),              della legge 27 dicembre 2006, n. 296.                  9.  Una  quota  parte delle economie di spesa di cui al              comma  6  e'  destinata,  nella misura del 30 per cento, ad              incrementare  le  risorse  contrattuali  stanziate  per  le              iniziative  dirette  alla  valorizzazione  ed allo sviluppo              professionale  della  carriera del personale della Scuola a              decorrere  dall'anno  2010,  con  riferimento  ai  risparmi              conseguiti   per   ciascun  anno  scolastico.  Gli  importi              corrispondenti  alle  indicate  economie  di  spesa vengono              iscritti  in  bilancio in un apposito Fondo istituito nello              stato   di   previsione   del   Ministero   dell'istruzione              dell'universita'  e  della  ricerca,  a decorrere dall'anno              successivo    a    quello    dell'effettiva   realizzazione              dell'economia  di  spesa,  e  saranno  resi  disponibili in              gestione  con  decreto  del Ministero dell'economia e delle              finanze  di  concerto  con  il  Ministero  dell'istruzione,              dell'universita'  e  della  ricerca  subordinatamente  alla              verifica  dell'effettivo  ed  integrale conseguimento delle              stesse rispetto ai risparmi previsti.».Art 5.                             Adozione dei libri di testo          1.   Fermo   restando   quanto   disposto   dall'articolo   15  del    decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,    dalla  legge  6  agosto  2008, n. 133, i competenti organi scolastici    adottano  libri  di  testo  in  relazione  ai quali l'editore ((si e'    impegnato))  a  mantenere  invariato  il  contenuto  nel quinquennio,    ((salvo   che   per   la  pubblicazione  di  eventuali  appendici  di    aggiornamento))   da  rendere  separatamente  disponibili.  Salva  la    ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di    testo  avviene  ((nella  scuola  primaria con cadenza quinquennale, a    valere  per  il  successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di    primo  e  secondo  grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei    anni.))  11  dirigente  scolastico vigila affinche' le delibere ((dei    competenti  organi  scolastici))  concernenti l'adozione dei libri di    testo siano assunte nel rispetto del le disposizioni vigenti. 
                 Riferimenti normtivi:                      - Si riporta il testo dell'art. 15 del decreto-legge 25              giugno  2008,  n. 112, convertito, con modificazioni, dalla              legge 6 agosto 2008, n. 133, recante: «Disposizioni urgenti              per   lo   sviluppo   economico,   la  semplificazione,  la              competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e              la perequazione tributaria:                  «Art.  15  (Costo dei libri scolastici). - 1. A partire              dall'anno   scolastico   2008-2009,   nel   rispetto  della              normativa  vigente  e  fatta  salva  l'autonomia  didattica              nell'adozione  dei  libri  di  testo  nelle  scuole di ogni              ordine  e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica              esistente,  i competenti organi individuano preferibilmente              i  libri  di  testo disponibili, in tutto o in parte, nella              rete  internet.  Gli studenti accedono ai testi disponibili              tramite   internet,  gratuitamente  o  dietro  pagamento  a              seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.                  2.  Al  fine  di  potenziare  la  disponibilita'  e  la              fruibilita',  a  costi  contenuti  di  testi,  documenti  e              strumenti  didattici  da parte delle scuole, degli alunni e              delle   loro  famiglie,  nel  termine  di  un  triennio,  a              decorrere  dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo              per  le  scuole  del primo ciclo dell'istruzione, di cui al              decreto  legislativo  19  febbraio  2004,  n. 59, e per gli              istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle              versioni  a  stampa,  on  line  scaricabile  da internet, e              mista.   A   partire  dall'anno  scolastico  2011-2012,  il              collegio    dei   docenti   adotta   esclusivamente   libri              utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet              o   mista.   Sono  fatte  salve  le  disposizioni  relative              all'adozione   di   strumenti   didattici  per  i  soggetti              diversamente abili.                  3.  I  libri di testo sviluppano i contenuti essenziali              delle  Indicazioni  nazionali dei piani di studio e possono              essere  realizzati  in sezioni tematiche, corrispondenti ad              unita'  di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili              di  successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di              natura  non  regolamentare  del  Ministro  dell'istruzione,              dell'universita' e della ricerca, sono determinati:                    a)   le  caratteristiche  tecniche dei libri di testo              nella  versione  a  stampa, anche al fine di assicurarne il              contenimento del peso;                    b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo              nelle versioni on line e mista;                    c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria              e  i  tetti  di  spesa  dell'intera  dotazione libraria per              ciascun  anno  della scuola secondaria di I e II grado, nel              rispetto    dei    diritti   patrimoniali   dell'autore   e              dell'editore.                  4. Le Universita' e le Istituzioni dell'alta formazione              artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria              autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi              di cui ai commi 1, 2 e 3.».  (( Art. 5-bis.            Disposizioni in materia di graduatorie ad esaurimento          1.  Nei  termini  e  con  le modalita' fissati nel provvedimento di    aggiornamento  delle  graduatorie  ad  esaurimento da disporre per il    biennio 2009/2010, ai sensi dell'articolo 1, commi 605, lettera c), e    607,   della   legge   27   dicembre   2006,  n.  296,  e  successive    modificazioni,  i  docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo    presso  le  scuole  di specializzazione per l'insegnamento secondario    (SSIS)  o i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo    didattico  (COBASLID),  attivati  nell'anno  accademico  2007/2008, e    hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti, a domanda, nelle    predette  graduatorie,  e sono collocati nella posizione spettante in    base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.      2.   Analogamente   sono   iscritti,   a  domanda,  nelle  predette    graduatorie  e  sono  collocati  nella posizione spettante in base ai    punteggi   attribuiti   ai  titoli  posseduti  i  docenti  che  hanno    frequentato  il  primo  corso biennale di secondo livello finalizzato    alla  formazione  dei  docenti di educazione musicale delle classi di    concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della    classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione.      3. Possono inoltre chiedere l'iscrizione con riserva nelle suddette    graduatorie   coloro   che  si  sono  iscritti  nell'anno  accademico    2007/2008  al  corso di laurea in scienze della formazione primaria e    ai  corsi  quadriennali  di  didattica  della  musica;  la riserva e'    sciolta  all'atto  del  conseguimento  dell'abilitazione  relativa al    corso  di  laurea  e  ai  corsi  quadriennali  sopra  indicati  e  la    collocazione  in  graduatoria  e'  disposta  sulla  base dei punteggi    attribuiti ai titoli posseduti.)) 
                 Riferimenti normativi:                      - Si  riporta  il testo dei commi 605 e 607 dell'art. 1              della    legge   27 dicembre   2006,   n.   296,   recante:              «Disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio annuale e              pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)»:                  «605.  Per  meglio  qualificare  il ruolo e l'attivita'              dell'amministrazione   scolastica   attraverso   misure   e              investimenti,   anche   di   carattere   strutturale,   che              consentano  il  razionale  utilizzo  della  spesa  e  diano              maggiore     efficacia    ed    efficienza    al    sistema              dell'istruzione,  con uno o piu' decreti del Ministro della              pubblica istruzione sono adottati interventi concernenti:                    a) nel   rispetto   della   normativa   vigente,   la              revisione,  a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, dei              criteri  e  dei parametri per la formazione delle classi al              fine di valorizzare la responsabilita' dell'amministrazione              e delle istituzioni scolastiche, individuando obiettivi, da              attribuire  ai  dirigenti  responsabili,  articolati  per i              diversi  ordini  e  gradi  di  scuola  e le diverse realta'              territoriali,  in  modo  da  incrementare  il  valore medio              nazionale del rapporto alunni/classe dello 0,4. Si procede,              altresi',   alla  revisione  dei  criteri  e  parametri  di              riferimento   ai   fini  della  riduzione  della  dotazione              organica   del   personale   amministrativo,   tecnico   ed              ausiliario (ATA). L'adozione di interventi finalizzati alla              prevenzione  e  al  contrasto  degli  insuccessi scolastici              attraverso  la  flessibilita' e l'individualizzazione della              didattica,  anche  al  fine  di  ridurre  il fenomeno delle              ripetenze;                    b) il  perseguimento  della sostituzione del criterio              previsto  dall'art.  40,  comma 3,  della legge 27 dicembre              1997,    n.   449,   con   l'individuazione   di   organici              corrispondenti  alle  effettive  esigenze rilevate, tramite              una  stretta  collaborazione tra regioni, uffici scolastici              regionali,   aziende   sanitarie   locali   e   istituzioni              scolastiche,  attraverso  certificazioni  idonee a definire              appropriati interventi formativi;                    c)   la   definizione   di  un  piano  triennale  per              l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per              gli anni 2007/2009, da verificare annualmente, d'intesa con              il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e  con  la              Presidenza  del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della              funzione  pubblica,  circa  la  concreta fattibilita' dello              stesso,  per  complessive  150.000  unita', al fine di dare              adeguata  soluzione al fenomeno del precariato storico e di              evitarne  la ricostituzione, di stabilizzare e rendere piu'              funzionali  gli assetti scolastici, di attivare azioni tese              ad  abbassare  l'eta'  media del personale docente. Analogo              piano  di  assunzioni  a tempo indeterminato e' predisposto              per  il  personale  docente.  Analogo piano di assunzioni a              tempo   indeterminato   e'  predisposto  per  il  personale              amministrativo,    tecnico   ed   ausiliario   (ATA),   per              complessive 30.000 unita'. Le nomine disposte in attuazione              dei  piani  di cui alla presente lettera sono conferite nel              rispetto del regime autorizzatorio in materia di assunzioni              di  cui  all'art.  39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre              1997,  n.  449.  Contestualmente all'applicazione del piano              triennale,  il  Ministro della pubblica istruzione realizza              un'attivita'  di  monitoraggio  sui  cui  risultati,  entro              diciotto  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della              presente   legge,  riferisce  alle  competenti  Commissioni              parlamentari,  anche al fine di individuare nuove modalita'              di formazione e abilitazione e di innovare e aggiornare gli              attuali  sistemi  di  reclutamento  del  personale docente,              nonche'  di  verificare,  al fine della gestione della fase              transitoria,   l'opportunita'   di  procedere  a  eventuali              adattamenti  in  relazione  a  quanto  previsto nei periodi              successivi.  Con  effetto  dalla  data di entrata in vigore              della  presente  legge  le  graduatorie  permanenti  di cui              all'art.   1   del  decreto-legge  7 aprile  2004,  n.  97,              convertito,  con  modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004,              n.  143,  sono  trasformate  in graduatorie ad esaurimento.              Sono  fatti  salvi gli inserimenti nelle stesse graduatorie              da  effettuare  per il biennio 2007-2008 per i docenti gia'              in   possesso   di   abilitazione,   e   con   riserva  del              conseguimento del titolo di abilitazione, per i docenti che              frequentano,  alla data di entrata in vigore della presente              legge,  i  corsi  abilitanti  speciali indetti ai sensi del              predetto  decreto-legge  n.  97 del 2004, i corsi presso le              scuole   di  specializzazione  all'insegnamento  secondario              (SISS),  i  corsi biennali accademici di secondo livello ad              indirizzo  didattico (COBASLID), i corsi di didattica della              musica presso i Conservatori di musica e il corso di laurea              in  Scienza  della formazione primaria. La predetta riserva              si  intende  sciolta  con  il  conseguimento  del titolo di              abilitazione.  Con  decreto  del  Ministro  della  pubblica              istruzione,  sentito  il Consiglio nazionale della pubblica              istruzione   (CNPI),  e'  successivamente  disciplinata  la              valutazione  dei  titoli  e dei servizi dei docenti inclusi              nelle  predette graduatorie ai fini della partecipazione ai              futuri  concorsi  per  esami e titoli. In correlazione alla              predisposizione   del   piano   per  l'assunzione  a  tempo              indeterminato  per  il  personale  docente  previsto  dalla              presente  lettera, e' abrogata con effetto dal 1° settembre              2007  la  disposizione  di  cui  al punto B.3), lettera h),              della   tabella  di  valutazione  dei  titoli  allegata  al              decreto-legge   7 aprile   2004,  n.  97,  convertito,  con              modificazioni,  dalla legge 4 giugno 2004, n. 143. E' fatta              salva  la valutazione in misura doppia dei servizi prestati              anteriormente  alla  predetta  data. Ai docenti in possesso              dell'abilitazione  in educazione musicale, conseguita entro              la  data  di  scadenza  dei  termini per l'inclusione nelle              graduatorie  permanenti per il biennio 2005/2006-2006/2007,              privi  del  requisito di servizio di insegnamento che, alla              data  di  entrata  in  vigore della legge 3 maggio 1999, n.              124,  erano  inseriti  negli elenchi compilati ai sensi del              decreto  del Ministro della pubblica istruzione 13 febbraio              1996,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  102  del              3 maggio  1996,  e'  riconosciuto il diritto all'iscrizione              nel  secondo  scaglione  delle  graduatorie  permanenti  di              strumento musicale nella scuola media previsto dall'art. 1,              comma 2-bis,  del  decreto-legge  3 luglio  2001,  n.  255,              convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001,              n.  333.  Sono  comunque  fatte salve le assunzioni a tempo              indeterminato  gia'  effettuate  su  posti  della  medesima              classe   di  concorso.  Sui  posti  vacanti  e  disponibili              relativi   agli  anni  scolastici  2007/2008,  2008/2009  e              2009/2010,  una  volta  completate  le  nomine  di  cui  al              comma 619, si procede alla nomina dei candidati che abbiano              partecipato   alle   prove   concorsuali   della  procedura              riservata  bandita  con decreto del Ministro della pubblica              istruzione   3 ottobre   2006,  pubblicato  nella  Gazzetta              Ufficiale  -  4ª serie speciale - n. 76 del 6 ottobre 2006,              che  abbiano  completato  la relativa procedura concorsuale              riservata,  alla  quale  siano  stati  ammessi  per effetto              dell'aliquota aggiuntiva del 10 per cento e siano risultati              idonei  e  non  nominati  in  relazione al numero dei posti              previsti  dal bando. Successivamente si procede alla nomina              dei   candidati   che   abbiano   partecipato   alle  prove              concorsuali  delle  procedure riservate bandite con decreto              dirigenziale  17 dicembre  2002,  pubblicato nella Gazzetta              Ufficiale - 4ª serie speciale - n. 100 del 20 dicembre 2002              e  con il predetto decreto ministeriale 3 ottobre 2006, che              abbiano  superato  il  colloquio  di ammissione ai corsi di              formazione  previsti  dalle  medesime  procedure, ma non si              siano  utilmente collocati nelle rispettive graduatorie per              la  partecipazione  agli  stessi corsi di formazione. Detti              candidati  possono  partecipare  a  domanda  ad un apposito              periodo  di  formazione  e sono ammessi a completare l'iter              concorsuale sostenendo gli esami finali previsti nei citati              bandi,  inserendosi  nelle  rispettive graduatorie dopo gli              ultimi  graduati.  L'onere  relativo al corso di formazione              previsto  dal  precedente periodo deve essere sostenuto nei              limiti  degli ordinari stanziamenti di bilancio. Le nomine,              fermo  restando  il  regime  autorizzatorio  in  materia di              assunzioni  di  cui  all'art.  39, comma 3-bis, della legge              27 dicembre  1997,  n. 449, sono conferite secondo l'ordine              di  indizione  delle  medesime procedure concorsuali. Nella              graduatoria  del  concorso riservato indetto con il decreto              dirigenziale  17 dicembre  2002  sono,  altresi', inseriti,              ulteriormente   in   coda,  coloro  che  hanno  frequentato              nell'ambito   della   medesima   procedura   il   corso  di              formazione,  superando  il  successivo esame finale, ma che              risultano privi del requisito di almeno un anno di incarico              di presidenza;                    d) l'attivazione,   presso   gli   uffici  scolastici              provinciali,  di attivita' di monitoraggio a sostegno delle              competenze  dell'autonomia  scolastica  relativamente  alle              supplenze   brevi,   con   l'obiettivo  di  ricondurre  gli              scostamenti piu' significativi delle assenze ai valori medi              nazionali;                    e) ai   fini  della  compiuta  attuazione  di  quanto              previsto  dall'art.  1,  comma 128, della legge 30 dicembre              2004, n. 311, l'adozione di un piano biennale di formazione              per  i  docenti  della scuola primaria, da realizzare negli              anni  scolastici  2007/2008  e  2008/2009,  finalizzato  al              conseguimento     delle     competenze    necessarie    per              l'insegnamento  della  lingua  inglese. A tale fine, per un              rapido conseguimento dell'obiettivo, sono attivati corsi di              formazione anche a distanza, integrati da momenti intensivi              in presenza;                    f) il   miglioramento  dell'efficienza  ed  efficacia              degli  attuali  ordinamenti  dell'istruzione  professionale              anche   attraverso  la  riduzione,  a  decorrere  dall'anno              scolastico  2007/2008,  dei carichi orari settimanali delle              lezioni, secondo criteri di maggiore flessibilita', di piu'              elevata  professionalizzazione e di funzionale collegamento              con il territorio).».                  «607.  La tabella di valutazione dei titoli allegata al              decreto-legge   7 aprile   2004,  n.  97,  convertito,  con              modificazioni,   dalla  legge  4 giugno  2004,  n.  143,  e              successive  modificazioni,  e'  ridefinita  con decreto del              Ministro  della  pubblica  istruzione,  sentito il CNPI. Il              decreto    e'    adottato,    a   decorrere   dal   biennio              2007/2008-2008/2009,   in   occasione  degli  aggiornamenti              biennali  delle  graduatorie permanenti di cui all'art. 401              del  testo  unico  di  cui al decreto legislativo 16 aprile              1994,  n. 297, e successive modificazioni. Sono fatte salve              le  valutazioni  dei titoli conseguiti anteriormente e gia'              riconosciuti   nelle  graduatorie  permanenti  relative  al              biennio    2005/2006-2006/2007.    Sono    ridefinite,   in              particolare, le disposizioni riguardanti la valutazione dei              titoli  previsti  dal punto C.11) della predetta tabella, e              successive  modificazioni.  Ai  fini di quanto previsto dal              precedente  periodo,  con  il  decreto  di  cui al presente              comma sono     definiti    criteri    e    requisiti    per              l'accreditamento delle strutture formative e dei corsi.».    

 

 

 

Art. 6.     Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria          1.  L'esame  di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze    della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2,    della legge 19 novembre 1990, n. 341, ((e successive modificazioni,))    comprensivo  della  valutazione delle attivita' di tirocinio previste    dal  relativo  percorso  formativo,  ha  valore  di  esame di Stato e    abilita  all'insegnamento  ((nella  scuola  primaria  o  nella scuola    dell'infanzia, a seconda dell'indirizzo prescelto.))      2.  Le  disposizioni  di cui al comma 1 si applicano anche a coloro    che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze    della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata    in  vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata    in vigore del presente decreto. 
                 Riferimenti normativi:                      - Si  riporta  il  testo  del comma 2 dell'art. 3 della              legge  19 novembre  1990,  n.  341, recante: «Riforma degli              ordinamenti didattici universitari»:                  «Art. 3 (Diploma di laurea). - 1. (Omissis).                  2.  Uno  specifico  corso  di laurea, articolato in due              indirizzi,  e'  preordinato  alla  formazione  culturale  e              professionale   degli  insegnanti,  rispettivamente,  della              scuola materna e della scuola elementare, in relazione alle              norme  del  relativo  stato giuridico. Il diploma di laurea              costituisce  titolo  necessario,  a  seconda dell'indirizzo              seguito,  ai  fini  dell'ammissione  ai concorsi a posti di              insegnamento   nella   scuola   materna   e   nella  scuola              elementare.  Il  diploma  di  laurea  dell'indirizzo per la              formazione culturale e professionale degli insegnanti della              scuola elementare costituisce altresi' titolo necessario ai              fini  dell'ammissione  ai concorsi per l'accesso a posti di              istitutore  o  istitutrice nelle istruzioni educative dello              Stato.   I  concorsi  hanno  funzione  abilitante.  Ai  due              indirizzi del corso di laurea contribuiscono i dipartimenti              interessati;  per  il funzionamento dei predetti corsi sono              utilizzati   le  strutture  e,  con  il  loro  consenso,  i              professori ed i ricercatori di tutte le facolta' presso cui              le necessarie competenze sono disponibili.».Art 7.        Modifica  del comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007,    n.   244,   in  materia  di  accesso  alle  scuole  universitarie  di    specializzazione in medicina e chirurgia          1.  Il  comma 433  dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.    244, e' sostituito dal seguente:      «433.  Al  concorso  per  l'accesso  alle ((scuole universitarie di    specializzazione  in  medicina  e  chirurgia,))  di  cui  al  decreto    legislativo  17 agosto  1999,  n.  368,  e  successive modificazioni,    possono  partecipare  tutti  i  laureati  in  medicina e chirurgia. I    laureati  di  cui  al primo periodo, che ((superano ))il concorso ivi    previsto,  sono  ammessi alle scuole di specializzazione a condizione    che   conseguano   l'abilitazione   per   l'esercizio  dell'attivita'    professionale,  ove  non  ancora  posseduta,  entro la data di inizio    delle  attivita' didattiche di dette scuole immediatamente successiva    al concorso espletato.». (( Art. 7-bis.                 Provvedimenti per la sicurezza delle scuole          1.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata in vigore della legge di    conversione del presente decreto, al piano straordinario per la messa    in   sicurezza   degli   edifici   scolastici,   formulato  ai  sensi    dell'articolo 80,  comma 21,  della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e    successive  modificazioni, e' destinato un importo non inferiore al 5    per   cento   delle   risorse   stanziate   per  il  programma  delle    infrastrutture strategiche in cui il piano stesso e' ricompreso.      2.  Al  fine  di consentire il completo utilizzo delle risorse gia'    assegnate   a  sostegno  delle  iniziative  in  materia  di  edilizia    scolastica,  le  economie,  comunque maturate alla data di entrata in    vigore  del  presente decreto e rivenienti dai finanziamenti attivati    ai  sensi  dell'articolo 11 del decreto-legge 1° luglio 1986, n. 318,    convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 9 agosto 1986, n. 488,    dall'articolo  1  della legge 23 dicembre 1991, n. 430 e dall'art. 2,    comma 4, della legge 8 agosto 1996, n. 431, nonche' quelle relative a    finanziamenti  per i quali non sono state effettuate movimentazioni a    decorrere  dal 1° gennaio 2006, sono revocate. A tal fine le stazioni    appaltanti  provvedono  a  rescindere, ai sensi dell'articolo 134 del    codice  dei  contratti pubblici relativi lavori, servizi e forniture,    di  cui  al  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163, i contratti    stipulati,  quantificano  le  economie  e ne danno comunicazione alla    regione territorialmente competente.      3. La revoca di cui al comma 2 e' disposta con decreto del Ministro    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, sentite le regioni    territorialmente  competenti,  e  le relative somme sono riassegnate,    con  le  stesse  modalita',  per  l'attivazione  di opere di messa in    sicurezza  delle  strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione    del  rischio  sismico,  da  realizzare in attuazione del patto per la    sicurezza  delle scuole sottoscritto il 20 dicembre 2007 dal Ministro    della pubblica istruzione, e dai rappresentanti delle regioni e degli    enti  locali,  ai  sensi  dell'articolo 1,  comma  625,  della  legge    27 dicembre  2006, n. 296. L'eventuale riassegnazione delle risorse a    regione  diversa  e'  disposta sentita la Conferenza unificata di cui    all'articolo 8  del  decreto  legislativo  28 agosto  1997, n. 281, e    successive modificazioni.      4. Nell'attuazione degli interventi disposti ai sensi dei commi 2 e    3  del  presente  articolo si  applicano,  in  quanto compatibili, le    prescrizioni  di  cui  all'articolo 4, commi 5, 7 e 9, della legge 11    gennaio  1996,  n.  23;  i  relativi finanziamenti possono, comunque,    essere  nuovamente revocati e riassegnati, con le medesime modalita',    qualora  i  lavori  programmati  non  siano  avviati  entro  due anni    dall'assegnazione    ovvero    gli    enti   beneficiari   dichiarino    l'impossibilita' di eseguire le opere.      5.  Il  Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,    di  concerto  con  il  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,    nomina   un  soggetto  attuatore  che  definisce  gli  interventi  da    effettuare  per  assicurare  l'immediata messa in sicurezza di almeno    cento  edifici  scolastici  presenti  sul  territorio  nazionale  che    presentano  aspetti  di  particolare  critica  sotto il profilo della    sicurezza  sismica.  Il  soggetto attuatore e la localizzazione degli    edifici   interessati  sono  individuati  d'intesa  con  la  predetta    Conferenza unificata.      6.  Al  fine  di  assicurare  l'integrazione e l'ottimizzazione dei    finanziamenti  destinati  alla  sicurezza  sismica  delle  scuole, il    soggetto  attuatore,  di  cui al comma 5, definisce il cronoprogramma    dei  lavori  sulla  base  delle  risorse disponibili, d'intesa con il    Dipartimento  della protezione civile, sentita la predetta Conferenza    unificata.      7.  All'attuazione  dei  commi da 2 a 6 si provvede con decreti del    Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  su  proposta del Ministro    conpetente,  previa verifica dell'assenza di effetti peggiorativi sui    saldi di finanza pubblica.)) 
                 Riferimenti normativi:                      - Si  riporta  il testo del comma 21 dell'art. 80 della              legge  27 dicembre 2002, n. 289, recante: «Disposizioni per              la  formazione  del  bilancio  annuale  e pluriennale dello              Stato (legge finanziaria 2003)»:                  «21.   Nell'ambito   del  programma  di  infrastrutture              strategiche  di  cui  alla  legge 21 dicembre 2001, n. 443,              possono  essere  ricompresi  gli interventi straordinari di              ricostruzione  delle  aree danneggiate da eventi calamitosi              ed e' inserito un piano straordinario di messa in sicurezza              degli  edifici scolastici con particolare riguardo a quelli              che  insistono sul territorio delle zone soggette a rischio              sismico.  Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,              di    concerto    con    il    Ministro    dell'istruzione,              dell'universita'  e  della  ricerca, presenta entro novanta              giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge              il  predetto  piano  straordinario  al CIPE che, sentita la              Conferenza   unificata   di  cui  all'art.  8  del  decreto              legislativo  28 agosto  1997,  n. 281, ripartisce una quota              parte  delle  risorse  di  cui  all'art. 13, comma 1, della              legge  1° agosto  2002,  n.  166,  tenuto  conto  di quanto              stabilito  dall'art.  3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23.              Al predetto piano straordinario e' destinato un importo non              inferiore al 10 per cento delle risorse di cui all'art. 13,              comma 1,  della legge 1° agosto 2002, n. 166, che risultano              disponibili al 1° gennaio 2004.».                  - Si  riporta  il  testo dell'art. 11 del decreto-legge              1° luglio 1986, n. 318, recante: «Provvedimenti urgenti per              la  finanza  locale»,  convertito, con modificazione, dalla              legge 9 agosto 1986, n. 488:                  «Art.  11  (Edilizia  scolastica). - 1. Tra le opere di              edilizia  scolastica  previste  dall'art. 2, comma secondo,              lettera c),   n.  2),  del  decreto  del  Presidente  della              Repubblica  15 gennaio  1972,  n.  8, sono compresi i licei              artistici e gli istituti d'arte.                  2.  La  Cassa  depositi  e  prestiti  e'  autorizzata a              concedere  mutui ai comuni e alle province per un ammontare              complessivo  di  2.000,  1.000  e  1.000  miliardi di lire,              rispettivamente,   negli   anni   1986,  1987  e  1988,  da              destinare:                    a) quanto  a  1.200,  600  e  600  miliardi  di lire,              rispettivamente,   negli  anni  1986,  1987  e  1988,  alla              eliminazione  dei  doppi  turni  nelle  scuole  primarie  e              secondarie  di  primo  e  secondo  grado,  compresi i licei              artistici e gli istituti d'arte, i conservatori di musica e              le accademie di belle arti;                    b) quanto   a  800,  400  e  400  miliardi  di  lire,              rispettivamente,  nei predetti anni 1986, 1987 e 1988, alle              seguenti finalita':                      1)   conversione,  acquisizione  o  costruzione  di              edifici  allo scopo di assicurare, in ambito distrettuale o              interdistrettuale,  anche mediante sdoppiamento di istituti              esistenti  e  anche  attraverso  strutture  polivalenti, la              presenza   di   diversi   indirizzi  di  studio  di  scuola              secondaria  superiore,  con  una popolazione scolastica non              eccedente  le  mille unita', con esclusione degli indirizzi              particolarmente  specializzati, per i quali e' da prevedere              un  bacino  di  utenza  piu' ampio di quello distrettuale o              interdistrettuale;                      2)    completamento   delle   opere   di   edilizia              scolastica,  finanziate ai sensi della legge 5 agosto 1975,              n.  412  o finanziate da comuni e province con mutui a loro              carico  assistiti  da  contributi  regionali  o  con  mezzi              propri;  previste dal progetto generale approvato ed ancora              in  corso  di esecuzione alla data di entrata in vigore del              presente decreto;                      3)  con riferimento ai criteri di cui al precedente              numero  1),  conversione,  acquisizione  e  costruzione  di              edifici  per  nuovi  istituti  di  istruzione secondaria di              secondo  grado,  compresi  i  licei artistici, gli istituti              d'arte,  i  conservatori  di musica e le accademie di belle              arti,  tenuto  conto  della  consistenza  e dell'incremento              della popolazione scolastica (19);                      4)   adeguamento  alle  norme  di  sicurezza  degli              edifici  scolastici  e ristrutturazione di edifici in stato              di  particolare  fatiscenza,  nonche'  di  edifici e locali              destinati  ad  uso  scolastico,  anche  se  attualmente non              adibiti a tale uso.                  3.  L'onere  di  ammortamento  dei  mutui  e' assunto a              carico del bilancio dello Stato.                  4.  I  progetti  di  edilizia  scolastica  di  cui alle              lettere a) e b) del comma 2 devono essere comprensivi anche              di  impianti  sportivi. A tal fine, nei programmi regionali              di  edilizia  scolastica  sono  favoriti i progetti volti a              realizzare  impianti  sportivi  polivalenti di uso comune a              piu'   scuole   e  aperti  alle  attivita'  sportive  delle              comunita'  locali e delle altre formazioni sociali operanti              nel  territorio,  per  i  quali  si  possono  utilizzare  i              finanziamenti  di  cui  alla predetta lettera b) sino al 15              per  cento  delle risorse annualmente previste. Il Ministro              della  pubblica  istruzione  ed  il  Ministro del turismo e              dello spettacolo definiscono d'intesa i criteri tecnici cui              devono  corrispondere  gli  impianti  sportivi polivalenti,              nonche'  lo  schema  di  convenzione  da  stipulare  tra le              autorita'   scolastiche   competenti   e  gli  enti  locali              interessati  per  la utilizzazione integrata degli impianti              medesimi.                  5.  Con  decreto del Ministro della pubblica istruzione              saranno   individuati   gli  enti  destinatari  dei  mutui,              nell'ambito   di   un  programma  annuale  formulato  dalle              regioni,   sentiti   gli   enti  locali  interessati  ed  i              sovrintendenti scolastici regionali.                  6.  Il  programma  relativo  all'anno  1986 deve essere              formulato  entro  trenta  giorni  dalla  data di entrata in              vigore del presente decreto.                  7.   Le   regioni  trasmetteranno  al  Ministero  della              pubblica  istruzione, entro i successivi quindici giorni, i              programmi  con  le eventuali osservazioni degli enti locali              interessati e dei sovrintendenti scolastici regionali.                  8.  In  caso  di  mancata trasmissione del programma da              parte della regione, il Ministro della pubblica istruzione,              entro  i  quindici  giorni  successivi  alla  scadenza  del              termine  di cui al precedente comma 7, formula il programma              medesimo  sulla  base  delle  indicazioni degli enti locali              interessati e del sovrintendente scolastico regionale.                  9.  I  programmi relativi agli anni 1987 e 1988 debbono              essere presentati dalle regioni al Ministero della pubblica              istruzione  entro  il  31 marzo  di  ciascun  anno. Decorso              inutilmente  tale  termine  si osservano le disposizioni di              cui al precedente comma 8.                  10.  Gli  enti interessati inoltreranno la richiesta di              finanziamento  del  progetto esecutivo approvato alla Cassa              depositi  e  prestiti,  entro  il termine di novanta giorni              dalla data del decreto ministeriale di cui al comma 5.                  11.   Le   quote   dei   finanziamenti   non   concesse              nell'esercizio  cui  sono  imputate possono essere concesse              nei due esercizi successivi».                  - Si   riporta   il   testo  dell'art.  1  della  legge              23 dicembre   1991,   n.   430,  recante:  «Interventi  per              l'edilizia  scolastica  e universitaria e per l'arredamento              scolastico:                  «Art.   1   (Finanziamento   per   opere   di  edilizia              scolastica).  -  1.  In attesa di un'organica disciplina da              definire  con  una  legge-quadro, per interventi urgenti di              opere   di  edilizia  scolastica  si  provvede  secondo  le              disposizioni del presente articolo.                  2.   La  Cassa  depositi  e  prestiti,  secondo  quanto              disposto  dall'art. 14 del decreto-legge 13 maggio 1991, n.              151,  come  sostituito dalla legge di conversione 12 luglio              1991,  n.  202, e' autorizzata a concedere mutui ventennali              ai  comuni,  alle  province ed alle istituzioni scolastiche              dotate  di  personalita'  giuridica, che siano proprietarie              degli   immobili  in  cui  hanno  sede,  per  un  ammontare              complessivo  di lire 1.500 miliardi per le finalita' di cui              al  comma 4.  L'onere di ammortamento dei mutui e' a carico              dello Stato.                  3.  Le  quote  dei finanziamenti di cui all'art. 11 del              decreto-legge  1° luglio  1986,  n.  318,  convertito,  con              modificazioni,  dalla  legge  9 agosto 1986, n. 488, ancora              disponibili  alla  data di entrata in vigore della presente              legge,  possono  essere concesse, fino al 31 dicembre 1992,              in  applicazione  dei  criteri  definiti al comma 7. Con le              stesse  procedure  e  modalita'  puo'  essere  autorizzata,              nell'ambito  dei  mutui  concessi, una diversa destinazione              dei fondi.                  4. Il finanziamento per l'edilizia scolastica di cui al              comma 2 e' finalizzato:                    a) per  non meno di due terzi del suo ammontare, alla              realizzazione  delle  opere  occorrenti  per  l'adeguamento              degli edifici scolastici alle norme di sicurezza, igiene ed              agibilita',  necessarie e indilazionabili in relazione alla              situazione  di  pericolosita'  derivante  dallo stato degli              edifici stessi;                    b) per la parte residua, al completamento di opere di              edilizia scolastica e alla riconversione di edifici adibiti              a   tipi   di   scuole   diverse,  sentito  il  parere  del              provveditore.                  5. La ripartizione dei finanziamenti per gli interventi              di  cui  al comma 4, si attua con le modalita' previste nei              commi da 6 a 14.                  6.  Le  regioni,  entro  trenta  giorni  dalla  data di              entrata  in  vigore  della  presente  legge, trasmettono al              Ministro  della  pubblica  istruzione  analitiche richieste              relative  al  fabbisogno  finanziario  per la realizzazione              degli  interventi  di  cui  al comma 4, ivi compresi quelli              inerenti  ad immobili destinati ad uso dei licei artistici,              conservatori di musica ed accademie di belle arti statali.                  7.  Il  Ministro  della pubblica istruzione, sentita la              Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le              regioni  e le province autonome, con proprio decreto, sulla              base  delle  richieste  di  cui  al  comma 6, provvede, nei              successivi  trenta  giorni,  a  ripartire  tra le regioni i              relativi  finanziamenti,  ferma  restando la riserva del 40              per cento a favore di quelle meridionali ai sensi del primo              comma dell'art.  107  del testo unico approvato con decreto              del  Presidente  della  Repubblica  6 marzo 1978, n. 218, e              successive modificazioni.                  8.  Le  regioni,  entro  trenta  giorni  dalla  data di              pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del  decreto del              Ministro,   formulano,  nei  limiti  delle  somme  ad  esse              assegnate,  il  piano  di  finanziamento, con l'indicazione              degli enti locali destinatari dei mutui e la determinazione              delle  opere  da  realizzare  con  le  rispettive  quote di              finanziamento,  accompagnato  dalle  eventuali osservazioni              degli   enti   locali   interessati  e  dei  sovrintendenti              scolastici.                  9.  Decorsi  trenta giorni dalla trasmissione dei piani              regionali,  in  assenza  di  osservazioni del Ministro, gli              enti  interessati  inoltrano immediatamente la richiesta di              finanziamento  del  progetto esecutivo approvato alla Cassa              depositi  e  prestiti,  che  provvede  alla concessione dei              mutui.                  10.  Gli  enti locali devono provvedere all'affidamento              delle opere entro sessanta giorni dalla comunicazione della              concessione del mutuo.                  11.  Decorso  inutilmente il termine di cui al comma 6,              nei  successivi  trenta  giorni il commissario del Governo,              sentiti  il  sovrintendente scolastico regionale e gli enti              locali interessati, provvede a formulare e a trasmettere al              Ministro della pubblica istruzione le richieste relative al              fabbisogno  finanziario.  Analogamente, decorso inutilmente              il  termine  di  cui  al comma 8, relativamente al piano di              finanziamento  provvede,  nei  trenta giorni successivi, il              commissario del Governo.                  12.  Decorsi  inutilmente i termini di cui ai commi 9 e              10,   rispettivamente  per  l'inoltro  della  richiesta  di              finanziamento  e per l'affidamento delle opere, ai relativi              adempimenti  provvede un commissario ad acta nominato dalla              regione;  ove la regione non provveda nel termine di trenta              giorni,  il commissario ad acta e' nominato dal commissario              del Governo.                  13.  Per  gli  interventi di cui al comma 4 inerenti ad              immobili destinati ad uso dei licei artistici, conservatori              di  musica  ed  accademie  di  belle arti statali, la Cassa              depositi  e  prestiti e' autorizzata a concedere i mutui di              cui al comma 2 alle province che ne facciano richiesta.                  14. Il 5 per cento dell'ammontare complessivo di cui al              comma 2  e'  destinato  agli  interventi  di cui al comma 4              inerenti   ad  immobili  di  proprieta'  delle  istituzioni              scolastiche  dotate  di  personalita' giuridica. I relativi              piani  di  finanziamento  sono formulati dai sovrintendenti              scolastici  regionali.  Alle  richieste di finanziamento ed              all'affidamento  delle  opere  provvedono  direttamente  le              stesse istituzioni scolastiche.                  15.   Per   l'applicazione  del  presente  articolo  e'              autorizzata la spesa di lire 200 miliardi per l'anno 1993 e              di  lire  165  miliardi  annui  a decorrere dall'anno 1994.              All'onere  di lire 200 miliardi per l'anno 1993 si provvede              mediante   corrispondente   riduzione   dello  stanziamento              iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale 1991-1993, al              capitolo  9001  dello stato di previsione del Ministero del              tesoro  per  l'anno 1991, all'uopo parzialmente utilizzando              la  proiezione  per  il  medesimo  anno dell'accantonamento              «Concorso  statale  per mutui contratti dalle province, dai              comuni   e   dalle   comunita'  montane  per  finalita'  di              investimento  di  preminente  interesse  (rate ammortamento              mutui)».                  - Si  riporta  il  testo  del comma 4 dell'art. 2 della              legge  8 agosto  1996, n. 431, recante: «Interventi urgenti              per l'edilizia scolastica»:                  «Art.   2   (Accelerazione   delle   procedure  per  la              realizzazione di opere di edilizia scolastica).                  1.-3. (Omissis.).                  4.  La  Cassa  depositi  e  prestiti  e'  autorizzata a              concedere  mutui,  per  un  importo  non  superiore  a  200              miliardi  di  lire,  a  comuni e province per interventi di              edilizia  scolastica  da realizzare nelle aree depresse del              territorio  nazionale, di cui all'obiettivo n. 1 richiamato              nell'allegato   I  al  regolamento  (CEE)  n.  2081/93  del              Consiglio del 20 luglio 1993, con requisiti di necessita' e              di   urgenza,  di  celere  esecuzione  o  di  completamento              funzionale,  individuati con apposito programma predisposto              dal  Ministro della pubblica istruzione, sentite le regioni              interessate, e approvato dal Comitato interministeriale per              la  programmazione  economica.  I pareri delle regioni sono              espressi   entro  venti  giorni  dalla  richiesta;  decorso              inutilmente   tale  termine  si  intendono  resi  in  senso              favorevole.  Gli  oneri  di  ammortamento dei mutui vengono              assunti   a  carico  del  bilancio  dello  Stato,  mediante              parziale utilizzo delle risorse di cui all'art. 4, comma 2,              del  decreto-legge  23 giugno 1995, n. 244, convertito, con              modificazioni,  dalla  legge 8 agosto 1995, n. 341. In caso              di mancato affidamento dei lavori nel termine di centoventi              giorni  dalla data della concessione del mutuo, ai relativi              adempimenti  provvede un commissario ad acta nominato dalla              regione;  ove  questa  non  provveda  nel termine di trenta              giorni,  il commissario ad acta e' nominato dal commissario              di Governo».                  - Si  riporta  il  testo  dell'art.  134 del codice dei              contratti  pubblici  relativi a lavori servizi e forniture,              in  attuazione  delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, di              cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163:                  «Art. 134 (Recesso).                  (art.  122,  decreto del Presidente della Repubblica n.              554/1999; art. 345, legge n. 2248/1865, all. F).                  1.  La stazione appaltante ha il diritto di recedere in              qualunque  tempo  dal  contratto  previo  il  pagamento dei              lavori  eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti              in  cantiere,  oltre al decimo dell'importo delle opere non              eseguite.                  2.  Il  decimo dell'importo delle opere non eseguite e'              calcolato sulla differenza tra l'importo dei quattro quinti              del  prezzo  posto  a  base  di  gara, depurato del ribasso              d'asta, e l'ammontare netto dei lavori eseguiti.                  3.  L'esercizio  del diritto di recesso e' preceduto da              formale  comunicazione  all'appaltatore  da  darsi  con  un              preavviso  non inferiore a venti giorni, decorsi i quali la              stazione appaltante prende in consegna i lavori ed effettua              il collaudo definitivo.                  4.  I  materiali  il  cui  valore e' riconosciuto dalla              stazione  appaltante  a  norma  del  comma 1  sono soltanto              quelli  gia' accettati dal direttore dei lavori prima della              comunicazione del preavviso di cui al comma 3.                  5.  La  stazione  appaltante  puo'  trattenere le opere              provvisionali  e  gli  impianti che non siano in tutto o in              parte  asportabili  ove  li ritenga ancora utilizzabili. In              tal  caso  essa  corrisponde all'appaltatore, per il valore              delle opere e degli impianti non ammortizzato nel corso dei              lavori  eseguiti,  un  compenso  da determinare nella minor              somma fra il costo di costruzione e il valore delle opere e              degli impianti al momento dello scioglimento del contratto.                  6.  L'appaltatore  deve  rimuovere  dai magazzini e dai              cantieri i materiali non accettati dal direttore dei lavori              e   deve   mettere   i  predetti  magazzini  e  cantieri  a              disposizione   della   stazione   appaltante   nel  termine              stabilito;  in  caso  contrario  lo  sgombero e' effettuato              d'ufficio e a sue spese».                  - Si  riporta il testo del comma 625, dell'art. 1 della              legge  27 dicembre 2006, n. 296, recante: «Disposizioni per              la  formazione  del  bilancio  annuale  e pluriennale dello              Stato (legge finanziaria 2007):                  «625.   Per   l'attivazione   dei   piani  di  edilizia              scolastica  di  cui all'art. 4 della legge 11 gennaio 1996,              n.  23,  e'  autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per              l'anno  2007  e  di  100 milioni di euro per ciascuno degli              anni  2008  e 2009. Il 50 per cento delle risorse assegnate              annualmente ai sensi del precedente periodo e' destinato al              completamento  delle  attivita'  di messa in sicurezza e di              adeguamento  a  norma degli edifici scolastici da parte dei              competenti   enti  locali.  Per  le  finalita'  di  cui  al              precedente  periodo,  lo  Stato, la regione e l'ente locale              interessato   concorrono,  nell'ambito  dei  piani  di  cui              all'art.  4  della  medesima legge n. 23 del 1996, in parti              uguali  per l'ammontare come sopra determinato, ai fini del              finanziamento  dei singoli interventi. Per il completamento              delle opere di messa in sicurezza e di adeguamento a norma,              le  regioni possono fissare un nuovo termine di scadenza al              riguardo,  comunque  non  successivo  al  31 dicembre 2009,              decorrente   dalla   data  di  sottoscrizione  dell'accordo              denominato  «patto  per  la  sicurezza» tra Ministero della              pubblica  istruzione, regione ed enti locali della medesima              regione».                  - Si  riporta  il  testo dei commi 5, 7 e 9 dell'art. 4              della  legge  11 gennaio  1996,  n. 23, recante: «Norme per              l'edilizia scolastica»:                  «5.  Entro  centottanta  giorni dalla pubblicazione del              piano  generale nel Bollettino ufficiale delle regioni, gli              enti territoriali competenti approvano i progetti esecutivi              degli  interventi  relativi  al  primo  anno del triennio e              provvedono  alla  richiesta  di  concessione dei mutui alla              Cassa  depositi e prestiti, dandone comunicazione, mediante              invio dei relativi atti deliberativi, alla regione».                  «7.   Gli  enti  territoriali  competenti  sono  tenuti              all'affidamento dei lavori nel termine di centoventi giorni              dalla comunicazione della concessione del mutuo».                  «9.  I  termini  di  cui  ai  commi 4,  5,  7 e 8 hanno              carattere  perentorio.  Qualora  gli  enti territoriali non              provvedano  agli adempimenti di loro competenza, provvedono              automaticamente in via sostitutiva le regioni o le province              autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  in  conformita' alla              legislazione  vigente.  Decorsi  trenta  giorni, in caso di              inadempienza  delle  regioni  o  delle province autonome di              Trento  e  di  Bolzano,  provvede  automaticamente  in  via              sostitutiva il commissario del Governo». Art. 8.                                Norme finali          1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o    maggiori oneri a carico della finanza pubblica.    ((  1-bis.  Sono  fatte  salve  le competenze delle regioni a statuto    speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.))      2.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua    pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e    sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.