Crisi: lettera al Presidente del Consiglio e alle parti sociali

lunedì 26 gennaio 2009


Crisi: lettera al Presidente del Consiglio e alle parti sociali

L'iniziativa decisa dalla Conferenza delle Regioni del 21 gennaio

 

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 21 gennaio ha deciso all’unanimità di inviare una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dei rapporti con le Regioni e alle parti sociali. Ecco il testo integrale della lettera inviata dal Presidente Vasco Errani.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro per gli Affari regionali
Alle Parti sociali
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime all’unanimità una forte preoccupazione per la situazione che si sta delineando nel definire le misure anticrisi a livello nazionale. In particolare, il Governo sta dilatando eccessivamente i tempi di intervento e le diverse posizioni espresse, anche in sedi non istituzionali, rischiano di ingenerare ulteriore confusione.
Va sottolineato, a questo proposito, che la Conferenza è ancora in attesa di una proposta organica del Governo per far fronte alla crisi e di una risposta alle proposte avanzate già da tempo dalle Regioni.
La Conferenza ha effettuato una puntuale ricognizione dell’andamento della spesa e degli impegni relativi alla programmazione 2000-2006: come risulta anche dal sistema di monitoraggio nazionale, le Regioni hanno impegnato per intero le risorse disponibili. Anche per quanto riguarda la nuova programmazione l’impegno delle risorse è già avanzato. La Conferenza ribadisce, pertanto, le proposte già note al Governo.
Le Regioni, anche in virtù della propria competenza costituzionale, hanno già programmato, in maniera largamente condivisa con le parti sociali, il Fondo sociale europeo sugli obiettivi Adattabilità e Occupabilità (ad esempio: ricollocamento per lavoratori nel contesto di ristrutturazione aziendale ovvero sostegno personalizzato per collocamento). Le Regioni confermano la propria disponibilità a orientare ulteriormente, a partire dal 2009, le risorse del Fondo su interventi integrati, mirati in funzione anticiclica con politiche attive e passive del lavoro, senza però procedere alla riprogrammazione dei Programmi Operativi Regionali, già approvati in sede comunitaria, in quanto si determinerebbero significativi ritardi nell’attivazione degli interventi. La Conferenza ritiene comunque che, anche in questa logica di condivisione degli obiettivi con il Governo, le risorse debbano restare nella responsabilità delle Regioni per essere utilizzate sui territori.
Questo sforzo che le Regioni intendono intraprendere va necessariamente collegato ad un impegno del Governo a rivedere la normativa degli ammortizzatori sociali valutando, in via straordinaria, anche l’allungamento del periodo di cassa integrazione ordinaria e a provvedere al finanziamento degli ammortizzatori in deroga (ad esempio: i precari o le imprese sotto i quindici dipendenti) con altre risorse, anche perché - come evidente – il costo di questi interventi non può essere scaricato sul Fondo sociale europeo.
Analoga preoccupazione riguarda il consolidamento della programmazione FAS.      Le Regioni ribadiscono la necessità di non modificare i Programmi Attuativi Regionali 2007-2013, soprattutto ove siano già assentiti dai Ministeri competenti, se non per le eventuali riprogrammazioni finanziarie che saranno fatte sugli interventi a fine periodo, e di attivare rapidamente gli APQ concordati, relativi al periodo 2000-2006. In particolare, le Regioni considerano irrinunciabile:
1)     l’accertamento definitivo dei valori assegnati al FAS per il settennio, ribadendo la necessità della ricostituzione delle risorse inizialmente previste per ciascuna Regione e Provincia autonoma – ivi comprese le risorse necessarie a consentire l’avvio dei progetti attraverso una disponibilità di cassa che sia immediatamente fruibile;
2)     la garanzia che una volta condiviso il nuovo quadro economico-finanziario-procedurale, esso non venga continuamente messo in discussione unilateralmente.
Considerata la gravità della crisi in corso e l’urgenza di poter disporre di strumenti di intervento, la Conferenza ritiene necessario un confronto nei tempi più rapidi possibili nel quale siano definiti gli impegni di Governo e Regioni in un rapporto trasparente con le parti sociali.
Vasco Errani
 
(red/21.01.09)