Accordo istituzionale sull'edilizia scolastica

martedì 3 febbraio 2009


Accordo istituzionale sull'edilizia scolastica

Fin da giugno, attraverso una serie di azioni e provvedimenti di legge, il governo ha individuato in questo tema una priorità assoluta. La messa in sicurezza riguarda 9 milioni di persone (tra docenti, personale amministrativo e alunni) e 45.000 scuole. Il Ministero dell’istruzione ha promosso un grosso sforzo organizzativo al fine di prevenire eventuali situazioni di rischio presenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Per questo ha convocato ripetutamente i tavoli di confronto con gli enti locali e ha chiesto alle Regioni un impegno vincolante per stilare l'anagrafe strutturale e non strutturale delle scuole italiane. Per la prima volta si supera la frammentazione delle competenze sull'edilizia scolastica per favorire un piano organico di intervento e per la prima volta nella storia della Repubblica si ha finalmente (già oggi) una anagrafe strutturale degli edifici.

L'anagrafe. Cronistoria da maggio 2008. I risultati ottenuti. Per la prima volta il Ministero è in possesso dei dati strutturali delle scuole.

1- Il Ministero era in possesso di una anagrafe molto incompleta con dati strutturali (quelli relativi cioè alla sicurezza dei muri dello stabile) provenienti dalle regioni.

2- Il Ministero ha convocato le Regioni e gli enti locali e ha chiesto loro di comunicare tassativamente e al più presto i dati strutturali delle scuole ritenendo prioritaria la messa in sicurezza delle scuole.

3- Le Regioni hanno comunicato tutti i dati strutturali al Ministero.

4- Il Ministero ha ora a disposizione, e per la prima volta nella storia della Repubblica, tutti i dati strutturali delle scuole italiane.

5- Il Ministero ha riconvocato, attraverso un grosso sforzo organizzativo e di mediazione delle varie richieste, la conferenza unificata con gli enti locali per chiedere un ulteriore importante dato: i dati non strutturali (cioè ad esempio controsoffitti, tramezzature, parapetti). Questi dati, come dimostra la tragica vicenda di Rivoli, sono altrettanto importanti.

6- Ieri la conferenza unificata ha siglato l'intesa per la raccolta e la trasmissione al ministero anche dei dati non strutturali.

Anagrafe. Cosa prevede l’accordo siglato con gli enti locali: avere entro 6 mesi anche i dati non strutturali.

In che modo:

costituzione gruppi di lavoro in ogni regione composti da rappresentati dei provveditorati per le opere pubbliche, dall’ufficio scolastico regionale, dai dirigenti scolastici interessati, dall'anci, dall’uncem, dell’upi che nominano squadre tecniche con il compito di compilare la scheda di rilevazione dati di tutte le scuole attraverso un sopraluogo.

• sono previsti termini perentori : entro 10 giorni dalla pubblicazione dell'intesa devono essere costituiti i gruppi lavoro, entro 25 giorni le squadre tecniche

• se entro 40 giorni non sono stati costituiti i gruppi di lavoro e la squadra tecnica, lo farà il prefetto

• le attività devono essere concluse entro 6 mesi

• le squadre tecniche informeranno l'istituzione locale competente su eventuali criticità e interventi da eseguire e invierà al ministero, attraverso le regioni, la descrizione dei dati non strutturali

• Qualora nel corso delle ispezioni dovessero emergere situazioni tali da mettere in pericolo l'incolumità degli alunni, verranno immediatamente attivati i necessari interventi di messa in sicurezza da parte dei competenti Enti locali e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Quali saranno le informazioni presenti nell'anagrafe non strutturale

-la data di costruzione e di ultima ristrutturazione degli edifici;

-lo stato generale di conservazione e di eventuale degrado della scuola e degli impianti;

-l'eventuale rischio sismico delle zone nelle quali essi si trovano;

-l'esistenza di eventuali barriere architettoniche e natura delle stesse;

-la presenza delle necessarie condizioni di sicurezza;

-l'esistenza delle varie certificazioni richieste, con particolare riferimento all'agibilità, all'idoneità sismica e statica ed alla conformità alla normativa in materia "anti-incendio";

-la presenza di eventuali strutture in amianto.

Finanziamenti del governo per l'edilizia

scolastica

Nonostante le difficoltà economico-congiunturali che il nostro Paese sta affrontando, per fronteggiare il problema della edilizia scolastica il governo ha voluto investire in maniera significativa:

1. in data 18 luglio 2008, con apposito decreto, il MIUR ha attivato per l’anno 2008 il piano di messa a norma degli istituti scolastici, che ha previsto uno sviluppo di investimenti, grazie anche al contributo di Regioni e di Enti locali, pari a 300 milioni di euro; analogo Piano è previsto per il 2009;

2. con il decreto legge n.137 del 2008 è stato previsto lo sblocco di risorse non compiutamente utilizzate, per destinarle alla messa in sicurezza di non meno di 100 edifici scolastici caratterizzati da particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica nonché lo snellimento delle procedure di utilizzazione delle risorse stesse;

3. con il medesimo provvedimento è stato altresì disposto il consolidamento, a regime, dell’assegnazione ad interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio sismico di una percentuale non inferiore al 5% delle risorse complessivamente assegnate al Programma delle infrastrutture strategiche;

4. con l'intesa raggiunta nella Conferenza unificata del 13 novembre 2008, si è proceduto, con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, alla ripartizione di un fondo per l'adeguamento strutturale e antisismico

degli edifici scolastici per un totale di 20 milioni di euro annui, tratti dai risparmi delle cosiddette "spese della politica";

5. con Protocollo di Intesa sottoscritto tra il MIUR e l'INAIL, è stato attivato un ulteriore piano di finanziamento, per un importo complessivo di 100 milioni di euro, per l'adeguamento a norma delle scuole secondarie di primo e secondo grado;

6. la messa in sicurezza delle scuole è stata, infine, riconosciuta come priorità nazionale dall'art.18 del decreto legge n. 185/2008 (c.d. "anti crisi") - che prevede espressamente l'assegnazione di una quota delle risorse nazionali del Fondo Aree Sottoutilizzate per il soddisfacimento di tale finalità, considerata di primario interesse strategico nazionale.