Terremoto in Abruzzo: Chiodi, situazione gravissima

martedì 7 aprile 2009


Terremoto in Abruzzo: Chiodi, situazione gravissima

Terremoto in Abruzzo: Chiodi, situazione gravissima

Superata emergenza sangue, chiuse le scuole

 
(regioni.it) Una situazione gravissima, “siamo tutti protesi a cercare di far  fronte a questa gravissima emergenza'': è stato questo il primo commento del Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi,nella mattinata del 6 aprile, dopo che alle 3.30 di notte L’Aquila e altri paesi del suo circondario sono stati sconvolti dal terremoto . ''Stanno arrivando elicotteri per perlustrare meglio il  territorio - ha detto Chiodi -. L'Esercito si sta muovendo. Purtroppo le segnalazioni sono tante e arrivano non solo da  L'Aquila, ma anche dai paesi limitrofi''.''Ci si sta mobilitando da ogni parte d'Italia - ha  proseguito il presidente -, stanno arrivando colonne di aiuti da  tutte province abruzzesi''. Ha poi confermato che molti palazzi  sono crollati e che si attende l'arrivo del capo della  Protezione civile, Guido Bertolaso. E a proposito della firma dello stato di emergenza nazionale da  parte del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Chiodi ha  confermato la notizia: ''Siamo in contatto, non e' che ci  potessero essere dubbi. Si stanno mobilitando tutte le risorse  possibili, mezzi e uomini che stanno raggiungendo l'Abruzzo.  Stiamo organizzando anche la situazione logistica per oggi e per  la prossima notte''.
Il presidente della Regione  Abruzzo Gianni Chiodi, sentito il sottosegretario Guido Bertolaso, l'assessore regionale all'Istruzione Paolo Gatti e il direttore  dell'Ufficio scolastico regionale Carlo Petracca, ha ribadito che le  scuole regionali di ogni ordine e grado sono da considerarsi chiuse ad oltranza. Saranno i sindaci, nei prossimi giorni e dopo i necessari  controlli e verifiche a stabilire i tempi e i modi delle singole  riaperture.
Il presidente in considerazione poi dello stato di forte pericolo  derivante dagli effetti delle scosse telluriche ha ordinato la  chiusura di tutti gli uffici regionali presenti nel capoluogo aquilano. Inoltre lo stesso presidente ha gia' invitato i sindaci dei  comuni interessati dagli eventi sismici a disporre la chiusura di  tutti gli uffici pubblici presenti sui rispettivi territori e a non  autorizzare la riapertura degli stessi prima di avere effettuato le  opportune verifiche e controlli di stabilità degli edifici.
Tra le tante emergenze di  queste ore a L'Aquila, almeno quella relativa alle donazioni di sangue per i feriti e' stata superata: la macchina organizzativa allestita  fin dalle prime ore di questa notte dopo la scossa ha permesso di  raccogliere un quantitativo di donazioni di sangue ritenuto  sufficiente a gestire la situazione delle persone rimaste ferite in  conseguenza del sisma. "I centri trasfusionali non sono più in grado  di accogliere altre donazioni", ha detto il presidente della Regione  Abruzzo Gianni Chiodi, testimoniando lo slancio di solidarieta' della popolazione.
Il presidente ha invitato i cittadini "a non sostare per le strade" de L'Aquila e ad "evacuare le zone del centro dove si registrano  ancora molti edifici pericolanti". La macchina organizzativa dei  soccorsi, attivatasi in queste ore, ha portato all'organizzazione di  cinque centri di accoglienza per le persone rimaste senza tetto,  presso gli stadi Fattori, Acquasanta, Centi-Colella la caserma Rossi e la piazza D'Armi. Dai centri - ha spiegato Chiodi - saranno attivati i servizi di trasferimento verso la localita' della costa, dove sono  state requisite 4mila stanze d'albergo per un totale di 10mila posti  letto.
 
(red/06.04.09)