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La Basilicata chiude al nucleare

mercoledì 22 aprile 2009

La Basilicata chiude al nucleare

La Basilicata chiude al nucleare

 
(regioni.it) La Regione Basilicata ha chiuso la sua porta al nucleare ''a doppia mandata'' e domani la giunta dovrebbe approvare il piano energetico regionale, in cui ''c'e' un chiaro no al nucleare'': lo ha detto il vicepresidente della giunta e assessore all'ambiente, Vincenzo Santochirico, incontrando a Scanzano Jonico (Matera) gli attivisti di Greenpeace che hanno chiuso alcuni pozzi destinati dal Governo nel 2003 a custodire scorie nucleari.
Santochirico ha parlato del disegno di legge in esame su questa materia in Parlamento come ''veramente pericoloso, perche' la Regione viene completamente espropriata della capacita' di decidere, non avrebbe piu' voce in capitolo''.
Serve la concertazione con i territori e con le regioni che non fossero disponibili ad ospitare gli impianti nucleari e i siti di stoccaggio. Nel prendere atto dell’azione di Greenpeace a Scanzano, il Presidente della Regione, Vito De Filippo, ha espresso  dissenso nei confronti dell’individuazione di un sito unico per lo stoccaggio delle scorie nucleari, che non derivi da un processo di autocandidatura della Regione interessata. "Il territorio lucano e quindi, Scanzano Jonico, come ribadito più volte in seguito alla civile protesta del 2003 del popolo Lucano, - ha sostenuto De Filippo - non si autocandida per tale sito nucleare. Inoltre Scanzano Inoico non è tecnicamente idoneo alla realizzazione di un sito unico per le caratteristiche geomorfologiche ormai note. Una distanza così ravvicinata al mare e al centro abitato, oltre a non rendere la zona adeguata e sicura, non si concilia con lo sviluppo del territorio. Per di più all’Italia non serve un deposito geologico per i rifiuti nucleari.
La Regione Basilicata – ha concluso De Filippo - continua a mantenere alta la guardia affinché il proprio territorio non venga coinvolto dalla politica nuclearista in voga in questo momento, pericolosa e ingiustificata scientificamente e finanziariamente".  
 
(red/21.04.09)