Biblioteca: le Finanziarie Regionali

venerdì 26 giugno 2009


Biblioteca: le Finanziarie Regionali

Biblioteca: le Finanziarie Regionali

 
(regioni.it) Qual è il ruolo delle finanziarie regionali nelle politiche per lo sviluppo portate avanti nei diversi territori? E’ questo l’interrogativo di fondo a cui cerca di rispondere il volume curato da Marco Giorgino (docente al Politecnico di Milano), pubblicato da Etas nell’ambito della collana “capire il presente” della Fondazione Rosselli.
Il libro, intitolato “Le finanziarie regionali. Strumenti di finanza pubblica per l’intervento sul territorio”, è uno studio delle esperienze che si sono concretamente realizzate nelle regioni e, in particolare di Finaosta, Finmolise, Friulia, SFIRS, Filse, Finpiemonte, Veneto Sviluppo, Fidi Toscana, Tecnofin, Finlombarda, Filas e Finpuglia (in seguito fusa con Tecnopolis, e ora Innovapuglia).
“Elemento comune per tutte le finanziarie è il fatto di essere, innanzitutto, strumenti di programmazione regionale e per la programmazione economica del territorio di riferimento” e tra le diverse attività che questi enti garantiscono rientra quella delle finanza agevolata e innovativa.
Lo studio, curato da Giorgino (pubblicato nel giugno 2008), fornisce anche un quadro delle modalità con cui le finanziarie regionali italiane sono governate, con un’attenzione particolare a due questioni centrali: il rapporto con la Regione di riferimento; il grado di controllo a cui sono sottoposte.
La conclusione, a cui giunge lo studio, è che le “società finanziarie regionali sono caratterizzate da un forte controllo pubblico, determinato sia dagli assetti proprietari, sia dai criteri di nomina degli organi di governo. Tuttavia la comparazione con altri paesi europei ha fatto emergere “la sostanziale infondatezza di alcuni luoghi comuni che vedono le realtà pubbliche e regionali del nostro paese sempre inefficienti e quelle europee invece efficienti e remunerative.
Uno degli aspetti più interessanti- emersi dallo studio – è che le strutture di governo delle finanziarie regionali “sono risultate meno costose sia di quelle delle finanziarie nazionali, sia di quelle delle finanziarie europee”.
Infine l’analisi di scenario ha evidenziato una decisa propensione per l’innovazione, le finanziarie regionali, infatti, nelle loro attività partecipano infatti a filiere produttive ampie che finiscono per coinvolgere banche, enti pubblici, studi professionali o società di servizi, i cui destinatari ultimi sono le imprese e/o –annotano gli autori – “lo stesso ente pubblico di riferimento, stakeholder delle finanziarie”
 
(sm/25.06.09)