G.U.: DECRETO-LEGGE Rifiuti Campania; Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attivita' di gestione del ciclo integrato dei rifiuti

lunedì 29 novembre 2010


Gazzetta Ufficiale - Serie Generale  n. 277 del 26-11-2010

 

DECRETO-LEGGE 26 novembre 2010 , n. 196

Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni  territoriali

della  regione  Campania  nelle  attivita'  di  gestione  del   ciclo

integrato dei rifiuti. (10G0222)

 

 

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

   Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

  Considerato  che  il  permanere  di  una  situazione   di   elevata

criticita' nel settore  dei  rifiuti  nel  territorio  della  regione

Campania impone di definire con urgenza misure atte ad assicurare  lo

smaltimento dei rifiuti urbani senza soluzione di continuita';

  Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare

disposizioni  per  accelerare  la  realizzazione   di   impianti   di

termovalorizzazione dei  rifiuti  ed  incrementare  i  livelli  della

raccolta differenziata;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella

riunione del 18 novembre 2010;

  Sulla  proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  di

concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia

e delle finanze;

 

                              E M A N A

                     il seguente decreto-legge:

 

                               Art. 1

 

 

Impiantistica ed  attivita'  di  gestione  del  ciclo  integrato  dei

                               rifiuti

 

  1. All'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 23  maggio  2008,  n.

90, convertito, con modificazioni dalla legge 14 luglio 2008, n. 123,

le parole: «Andretta (AV) - localita' Pero Spaccone (Formicoso)»,  «e

localita' Cava Vitiello» e «; Serre  (Sa)  -  localita'  Valle  della

Masseria» sono soppresse.

  2. Al fine di garantire la realizzazione urgente di impianti  nella

regione Campania destinati al recupero,  produzione  o  fornitura  di

energia mediante trattamenti termici di rifiuti, il Presidente  della

Regione, ferme le procedure amministrative e gli atti gia'  posti  in

essere, puo'  procedere,  sentiti  le  Province  e  gli  enti  locali

interessati, alla nomina di commissari straordinari che, con funzioni

di   amministrazione   aggiudicatrice,   individuano   il    soggetto

aggiudicatario sulla base delle previsioni di cui all'articolo 57 del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e provvedono  in  via  di

somma  urgenza  ad  individuare  le  aree  occorrenti,  assumendo  le

necessarie determinazioni,  anche  ai  fini  dell'acquisizione  delle

disponibilita' delle aree medesime, e conseguendo le autorizzazioni e

le certificazioni pertinenti. Si applicano  le  disposizioni  di  cui

all'articolo 9, comma 5, del decreto-legge 23  maggio  2008,  n.  90,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio  2008,  n.  123,

ed, a tale  fine,  i  commissari  predetti  svolgono,  in  luogo  del

Presidente della Regione Campania, le  funzioni  gia'  attribuite  al

Sottosegretario  di  Stato  di  cui  all'articolo  1   del   predetto

decreto-legge,  avvalendosi,  per  l'attuazione  delle   disposizioni

contenute nel presente comma, degli  uffici  della  Regione  e  delle

Province interessate, senza nuovi o maggiori oneri  per  il  bilancio

dello Stato  e  nei  limiti  delle  risorse  allo  scopo  finalizzate

nell'ambito  dei  bilanci  degli  enti  interessati.  I  termini  dei

procedimenti  relativi   al   rilascio   delle   autorizzazioni,   di

certificazioni e di nulla osta sono ridotti alla meta'.

  3. In considerazione degli interventi tecnici praticati presso  gli

impianti di selezione e trattamento dei rifiuti di  cui  all'articolo

6, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito,  con

modificazioni, dalla  legge  14  luglio  2008,  n.  123,  e  volti  a

conseguire  idonei  livelli  di   biostabilizzazione   dei   rifiuti,

all'articolo 6-ter, comma 1, del richiamato decreto-legge n.  90  del

2008 sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) dopo le parole: «CER 19.05.01» sono inserite le  seguenti:  «,

CER 19.05.03»;

    b) e' infine aggiunto il  seguente  periodo:  «I  rifiuti  aventi

codice CER 19.05.03, previa autorizzazione regionale, possono  essere

impiegati  quale  materiale  di  ricomposizione  ambientale  per   la

copertura  e  risagomatura  di  cave  abbandonate  e   dismesse,   di

discariche chiuse ed esaurite, ovvero quale  materiale  di  copertura

giornaliera per gli impianti di discarica in esercizio.».

  4. Dopo il comma 1 dell'articolo 6-ter del citato decreto-legge  n.

90 del 2008, e' inserito il seguente: «1-bis. Presso gli impianti  di

cui al comma  1  e'  autorizzata  la  realizzazione  di  impianti  di

digestione  anaerobica  della   frazione   organica   derivante   dai

rifiuti.».

  5. Il comma 2 dell'articolo 9 del decreto-legge 30  dicembre  2009,

n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010,

n. 26, e'  sostituito  dal  seguente:  «2.  La  provincia  di  Napoli

assicura la funzionalita' dell'impiantistica al servizio del ciclo di

gestione dei rifiuti nel territorio  di  competenza  e  gestisce  gli

impianti di selezione e trattamento dei rifiuti ubicati nei comuni di

Giugliano e Tufino tramite la propria societa' provinciale  cui  sono

attribuiti gli introiti  derivanti  dalle  relative  tariffe.  Presso

detti impianti la provincia di Napoli, tramite la  propria  societa',

conferisce  e  tratta  prioritariamente  i   rifiuti   prodotti   nel

territorio di competenza.».

  6. All'articolo 11, comma 5, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.

195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n.

26, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nel caso  di  mancato

rispetto, da parte dei comuni, degli  obiettivi  minimi  di  raccolta

differenziata stabiliti dall'articolo 11, comma 1, del  decreto-legge

23 maggio 2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge  14

luglio 2008, n. 123, cosi' come certificati dalla  regione  Campania,

il Prefetto diffida il comune inadempiente a mettersi in  regola  con

il sistema della raccolta  differenziata,  assegnandogli  il  termine

perentorio di sei mesi. Decorso inutilmente tale termine, il Prefetto

attiva le procedure di nomina di un commissario ad acta.».

  7. Fino alla completa realizzazione degli impianti necessari per la

chiusura del ciclo integrato di gestione dei  rifiuti  nella  regione

Campania  previsti  dal  decreto-legge  23  maggio   2008,   n.   90,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio  2008,  n.  123,

cosi' come modificato dal presente decreto, ove si verifichi  la  non

autosufficienza del  sistema  di  gestione  dei  rifiuti  urbani  non

pericolosi prodotti in Campania, tale da non poter essere risolta con

le strutture e dotazioni esistenti nella stessa Regione,  il  Governo

promuove, nell'ambito di una seduta della Conferenza permanente per i

rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e

di Bolzano,  appositamente  convocata  anche  in  via  d'urgenza,  su

richiesta  della  Regione,  un  accordo  interregionale  volto   allo

smaltimento dei rifiuti campani anche in altre regioni.  L'attuazione

del presente comma non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica.

 

       

     

                               Art. 2

 

 

              Consorzi operanti nel settore dei rifiuti

 

  1. Al personale non collocato nell'ambito della dotazione  organica

dei Consorzi operanti nella regione Campania nel settore dei rifiuti,

determinata ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge  30  dicembre

2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio

2010, n. 26, continuano ad applicarsi, non oltre il  termine  del  31

dicembre 2011, le disposizioni di cui al comma 2 del citato  articolo

13, in vista del loro reimpiego.

  2. Le funzioni del Consorzio unico  di  bacino  delle  province  di

Napoli  e  di  Caserta  di  cui  all'articolo  11,   comma   8,   del

decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, alla data di  entrata  in  vigore

del  presente  decreto  sono  esercitate   separatamente,   su   base

provinciale, in termini funzionali al corretto ciclo di gestione  dei

rifiuti, secondo le  disposizioni  dei  relativi  Piani  di  gestione

adottati in  ambito  regionale  e  provinciale.  Dall'attuazione  del

presente comma non derivano ulteriori oneri  a  carico  del  bilancio

dello Stato.

 

       

     

                               Art. 3

 

 

Misure finanziarie di sostegno al ciclo integrato dei  rifiuti  e  di

                      compensazione ambientale

 

  1. Al fine di consentire  le  indispensabili  iniziative  anche  di

carattere impiantistico  volte  al  coordinamento  della  complessiva

azione gestoria del ciclo dei rifiuti regionale, anche  adottando  le

misure di esercizio del potere sostitutivo  previsto  a  legislazione

vigente, nonche' per assicurare  comunque  l'attivita'  di  raccolta,

spazzamento, trasporto dei rifiuti e per l'incremento della  raccolta

differenziata attraverso  iniziative  di  carattere  strutturale,  la

regione Campania e' autorizzata a disporre delle risorse  finanziarie

necessarie all'esecuzione delle attivita' di cui sopra, nel limite di

150  milioni  di  euro  a  valere  sulle  risorse  del   Fondo   aree

sottoutilizzate,  per  la  quota  regionale   spettante,   annualita'

2007/2013.

  2. Il comma 12 dell'articolo 11 del decreto-legge 23  maggio  2008,

n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008,  n.

123,  e'  sostituito  dal   seguente:   «12.   Agli   interventi   di

compensazione ambientale e bonifica di cui all'Accordo  di  programma

dell'8 aprile 2009 si provvede, nel limite massimo di 282 milioni  di

euro,  a  carico  del  Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate  di  cui

all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per la parte di

competenza dello Stato, pari a 141 milioni di euro,  a  valere  sulla

quota assegnata alla stessa Regione, di  cui  all'articolo  1,  punto

1.2, della delibera CIPE n. 1 del  6  marzo  2009,  pubblicata  nella

Gazzetta  Ufficiale  n.  137  del   16   giugno   2009,   che   viene

corrispondentemente ridotta e,  per  la  parte  di  competenza  della

regione Campania, pari a 141 milioni di euro, a valere sulle medesime

risorse che, per il corrispondente  importo,  vengono  immediatamente

trasferite alla stessa Regione.».

 

       

     

                               Art. 4

 

 

                          Entrata in vigore

 

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a

quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della

Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione

in legge.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

 

    Dato a Roma, addi' 26 novembre 2010

 

 

                             NAPOLITANO

 

 

                                  Berlusconi,     Presidente      del

                                  Consiglio dei Ministri

 

                                  Maroni, Ministro dell'interno

 

                                  Tremonti, Ministro dell'economia  e

                                  delle finanze

 

Visto, il Guardasigilli: Alfano

 

 

decretoleggen19626112010.doc