UE: REGIONI, AGGREDIRE CRISI RILANCIANDO CONFRONTO COL TERRITORIO

martedì 14 febbraio 2012



ZCZC
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(AGI) - Palermo, 14 feb. - Le regioni sono preoccupate per le
conseguenze sul livello locale della crisi macroecononomica e delle
scelte che governano la politica europea. L'allarme, spiega una nota
della Presidenza della Regione siciliana, e' legato proprio alle
scelte macroeconomiche che sembrano ispirare il pacchetto di misure
per la nuova politica di coesione. E sono numerose le associazioni
europee che esprimono in queste settimane i loro dubbi.
L'Associazione delle Regioni europee (Are), che riunisce 250 regioni
in tutta l'Unione - 13 sono le italiane - ha stigmatizzato il fatto
che la crisi e la necessita' di agire rapidamente, abbiano di fatto
cancellato il confronto con il territorio, che sta alla base di
quella procedura comunitaria definita governance multi-livello. L'Are
e' preoccupata, in particolare, del fatto che il metodo
"intergovernativo" stia sostituendo il metodo di consultazione
previsto dalle procedure comunitarie di "codecisione". Una
preoccupazione condivisa dalla presidente del Comitato delle regioni
Mercedes Bresso: "Solo la governance economica basata su una forte
partnership con le regioni, puo' portare a un armonico superamento
degli squilibri strutturali, verso un governo economico europeo". La
Commissione e' arrivata a immaginare la sospensione dei fondi
strutturali di uno Stato membro che non rispetti le regole della
stabilita' finanziaria. (AGI)   Mrg/Mzu
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UE: REGIONI, AGGREDIRE CRISI RILANCIANDO CONFRONTO COL TERRITORIO (2)=
(AGI) - Palermo, 14 feb. - Ma l'Are mette in guardia "contro il
grave impatto per la competitivita' delle regioni, che
potrebbero essere chiamate a pagare il prezzo di politiche
nazionali non condivise: in questo modo potrebbero essere
cancellati proprio i fondi per i progetti di sviluppo in linea
con gli obiettivi europei". Sulle stesse posizioni e' la
Conferenza delle Regioni periferiche marittime, che ha dedicato
una delle sue sessioni al tema della "solidarieta' europea al
servizio dei territori". Per il suo presidente onorario,
Alberto Joao Jardim, presidente della regione autonoma di
Madeira (Portogallo), "occorre punire i veri colpevoli e non le
regioni, che saranno vittime di errori commessi dai governi
nazionali". Il rappresentante del Consiglio dei Comuni e delle
Regioni d'Europa (Ccre), Carola Gunnarsson ha detto in
proposito di "non capire come sia possibile pensare di
raggiungere il pareggio dei bilancio penalizzando citta',
regioni e comuni che forniscono servizi pubblici e occupazione.
Questo dimostra che la Commissione europea non crede nel
livello locale". Per approfondire questo dibattito a piu' voci,
l'Are ha annunciato un "Summit delle Regioni sulla crisi in
Europa" nel mese di giugno, con il coinvolgimento di tutte le
reti regionali. (AGI)
Mrg/Mzu
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