SPENDING REVIEW: LUSENTI, TAGLI SANITA' SCELTA POLITICA MA SARANNO DOLORI PER TUTTI

lunedì 14 maggio 2012


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ASSESSORE EMILIA R., SU QUESTE BASI PARADOSSALE RIAPRIRE TAVOLO

PER PATTO SALUTE

Milano, 14 mag. (Adnkronos Salute) - I tagli "sono una scelta

politica, non tecnica, deve essere chiaro. Se la scelta e' regressiva

rispetto ai livelli di copertura che il servizio sanitario da', se e'

schiacciata sull'obiettivo di ridurre i costi, il prezzo non lo

pagheranno solo i cittadini. Se dobbiamo tagliare altri 2 miliardi

siamo capaci di farlo, ma saranno dolori per tutti". E' il monito

dell'assessore alla Sanita' dell'Emilia Romagna, Carlo Lusenti, che

oggi a Milano, durante l'Healthcare Summit organizzato dal Sole 24

ore, parla di sostenibilita' delle riduzioni di costi in cantiere e di

Patto per la Salute. E commenta l'ipotesi di lavoro aperta dalla

spending review avviata dal Governo: ottenere risparmi in breve tempo,

gia' nel 2012, sforbiciando la voce acquisti di beni e servizi anche

in Sanita'.

"Se ci chiedono riduzioni di costi le avranno, noi siamo in

grado di farle e le faremo, ma bisogna sapere che queste sono scelte

politiche, non e' capacita' tecnica. E si pagheranno prezzi altissimi

perche' i tagli colpiranno non solo in quelle

Regioni e aziende che

hanno ancora ampi margini di recupero di efficienza. Siamo gia'

arrivati a un punto in cui anche chi non ha piu' 'grasso' da tagliare

dovra' tirare forte la cinghia. Se questa e' la scelta politica, noi

sappiamo perfettamente come si fa a metterla in pratica". Questa la

reazione dell'assessore dell'Emilia Romagna che definisce l'ipotesi di

riavviare il tavolo per il Patto della Salute "paradossale".

"Il tavolo - spiega - era stato avviato prima di Natale 2011 in

modo ambizioso: chiudere entro l'anno. In realta' si e' gia' arenato

una volta sulla base di una posizione espressa unanimemente dalle

Regioni

, e cioe' che il combinato disposto delle manovre 2010 e 2011 e

della 'Salva-Italia' determina un quadro di insostenibilita' del

sistema. Il Patto della Salute nasce sulla base di uno scambio

istituzionale molto chiaro: cessione di sovranita' in cambio di

risorse. Ora le risorse si riducono in un modo cosi' significativo che

le

Regioni lo reputano insostenibile per la tenuta del Ssn. A me

sembra paradossale che adesso si debba celermente riavviare quel

tavolo quando la chiusura della Conferenza Stato-

Regioni di giovedi'

scorso fa chiaramente capire che l'intenzione e' di ridurre

ulteriormente di circa 2 miliardi i finanziamenti del Fondo sanitario

nazionale". (segue)

(Lus/Ct/Adnkronos)

14-MAG-12 17:03
SPENDING REVIEW: LUSENTI, TAGLI SANITA' SCELTA POLITICA MA SARANNO DOLORI PER TUTTI (2) =

CONDIZIONI PER ACCORDO NON CI SONO

(Adnkronos Salute) - "Le condizioni per fare un Patto - incalza

Lusenti - non c'erano prima e mi sembra che ci siano ancora meno

adesso. So che non sottoscrivere il Patto per la Salute significa

andare incontro a carenza di risorse e assenza di governo del Ssn. Un

quadro molto brutto che pero' mi sembra difficilmente evitabile".

A suscitare la reazione dell'assessore dell'Emilia Romagna

l'esito della Conferenza Stato-

Regioni di giovedi' scorso: "Resto

perplesso per la situazione che si e' creata. Una situazione in cui si

accelera iscrivendo all'ordine del giorno all'ultimo momento il

Riparto sottoscritto e concordato fra le

Regioni, in accordo con il

ministero della Salute. Da un lato quest'ultimo sostiene la chiusura

della trattativa, dall'altro il ministero dell'Economia blocca tutto

per prendere tempo necessario a esercitare un ulteriore taglio. Mi

sembra un po' problematico un quadro istituzionale cosi' male

accordato".

La sostenibilita', conclude, "si puo' declinare in diversi modi:

in linea teorica tutto e' sostenibile perche' le leve tecniche e gli

strumenti programmatori-organizzativi per gestire con meno risorse ci

sono. Ma il problema e' politico, ed e' ineludibile anche da parte di

un governo di tecnici. Il tema e': quale sanita' vogliamo dare a

questo Paese? Dove vogliamo arrivare? Quali sono i nostri Paesi di

riferimento, Grecia, Portogallo o altri? Questa e' una strategia

'macro' del Paese. Penso a un dato: gli unici distretti industriali

che hanno continuato a crescere nonostante la crisi nel triennio

aperto dal 2008 sono, secondo una ricerca, il biomedicale dell'Emilia

Romagna, il farmaceutico della Toscana e quello del Lazio. Tutti e tre

lavorano per il Ssn. Dunque se la scelta sara' di ridurre la copertura

che il Servizio sanitario da' e di contenere i costi, gli effetti

atterreranno su tutti, non solo sui cittadini".

(Lus/Ct/Adnkronos)

14-MAG-12 17:06