"Il fatto non sussiste", dopo Vendola assolto anche il governatore Errani

giovedì 8 novembre 2012




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DIR0168 3 REG  0 RR4 / BOL /DG00X

"Il fatto non sussiste", dopo Vendola assolto anche il governatore Errani
Il presidente della Regione Emilia-Romagna era imputato di falso ideologico l'inchiesta Terremerse. L'avvocato: "Si sarebbe dimesso"

BOLOGNA - Il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani
e' stato assolto dal gup di Bologna Bruno Giangiacomo perche' "il
fatto non sussiste". Nel rito abbreviato per l'inchiesta
Terremerse il gup ha assolto anche i funzionari regionali
Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti perche' "il fatto non
costituisce reato".
Errani era imputato di falso ideologico, i dirigenti regionali
Terzini e Mazzotti di falso e favoreggiamento personale nei
confronti di Giovanni Errani, fratello del governatore, per aver
redatto la relazione che Errani si affretto' a inoltrare in
Procura (redatta materialmente da Filomena Terzini che lo ha
inguaiato) a pochi giorni dall'uscita dell'articolo del
'Giornale' del 2009 sul caso Terremerse.
Secondo l'accusa, retta dal pm Antonella Scandellari e dal
procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, quella relazione
aveva l'obiettivo di sviare le indagini degli inquirenti ed
evitare che la Procura andasse a fondo sul caso del milione di
euro concesso dalla Regione Emilia-Romagna nel 2006 a Giovanni
Errani per la realizzazione di una cantina vinicola a Imola.
Secondo l'accusa la relazione fu "istigata da Errani". Il pm
aveva chiesto 10 mesi per il governatore.
IL SOLLIEVO - "Un'assoluzione che mi attendevo, sul piano logico
e giuridico. Del resto l'avevo detto, ho sempre ritenuto che la
promozione dell'azione penale in questa vicenda per il presidente
non avesse alcuna ragion d'essere". Cosi' l'avvocato Alessandro
Gamberini, difensore di Vasco Errani. "L'assoluzione perche' il
fatto non sussiste e' un'assoluzione radicale che viene incontro
a quelle che erano le mie aspettative sul piano degli atti
processuali. Dietro questa assoluzione "c'e' la presa d'atto di
un'azione penale che non doveva essere promossa, era
insussistente in radice", aggiunge Gamberini.
Quando esce dal Tribunale, il legale spiega di aver appena
sentito Errani (che ha aspettato il verdetto a casa) al telefono.
"Ha avuto un sospiro di sollievo", dice Gamberini.
In caso di condanna Vasco Errani si sarebbe dimesso, perche' una
condanna avrebbe messo "una macchia sulla sua onorabilita' che
non gli avrebbe consentito di continuare il suo mandato"."Il
presidente credo sia un uomo molto lineare, penso che
un'eventuale condanna avrebbe provocato inevitabilmente le sue
dimissioni, quindi l'interruzione di un lavoro che sta facendo
alla guida di questa regione in un momento cosi' delicato come
quello che sta attraversando anche per via delle note vicende del
terremoto". "Penso che questa (le sue dimissioni, ndr) sarebbe
stata la conseguenza ovvia, non sarebbe rimasto al suo posto in
caso di condanna, pur essendo una condanna, dal punto di vista
sanzionatorio, abbastanza modesta, vista la richiesta del
pubblico ministero- aggiunge Gamberini- ma come tale metteva una
macchia sulla sua onorabilita' che non gli avrebbe consentito di
continuare il suo mandato".
8 novembre 2012

  (Pic/ Dire)
11:38 08-11-12

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