Aula: interrogazione su nomina presidente pro tempore ISTAT 03.07.13

giovedì 4 luglio 2013


Camera dei deputati

 

Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 45 di mercoledì 3 luglio 2013

 

Interrogazioni a risposta immediata

 

Chiarimenti in ordine alla nomina pro tempore del presidente dell'Istat– n. 3-00165

PRESIDENTE. La deputata Lombardi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00165 concernente chiarimenti in ordine alla nomina pro tempore del presidente dell'Istat (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  ROBERTA LOMBARDI. Signor Presidente, ho presentato questa interrogazione per sapere, premesso che in data 21 giugno 2013 sul sito della Presidenza del consiglio dei ministri è apparso il seguente comunicato: «La Presidenza del Consiglio dei ministri, in relazione alla notizia della nomina di Antonio Golini a presidente pro tempore dell'Istat, precisa quanto segue: Golini reggerà l'Istat per consentire che le funzioni monocratiche del presidente siano assolte e i poteri precipui del presidente siano esercitati; la nomina ha carattere temporaneo ed è legata all'avvio dell’iter di nomina del nuovo presidente; l'ultimo presidente, Enrico Giovannini, si è dimesso» lo scorso 28 aprile, ricopre la carica di Ministro del lavoro e, stando alle notizie diramate dagli organi di stampa, la nomina pro tempore sarebbe stata disposta per il periodo durante il quale Giovannini, attuale presidente, svolge le funzioni di Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
  In ultimo, l'Istat è ente di diritto pubblico non economico detentore di poteri e funzioni vieppiù numerosi e accentrati con l'ultimo riordino e, anche a tutela della sua indipendenza, è stabilito che la designazione del presidente debba essere sottoposta all'esame delle competenti Commissioni parlamentari, per l'acquisizione di un parere obbligatorio a maggioranza qualificata dei due terzi.
  Chiediamo se il Governo non intenda procedere alla nomina del presidente dell'Istat secondo quanto dettato dalla normativa vigente.

  PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento ed il coordinamento dell'attività di Governo, Dario Franceschini, ha facoltà di rispondere, per tre minuti.

  DARIO FRANCESCHINI, Ministro per i rapporti con il Parlamento ed il coordinamento dell'attività di Governo. Signor Presidente, il Presidente del Consiglio dei ministri, lo scorso 13 giugno (la notizia è un po’ posteriore), con proprio decreto ha incaricato il professor Antonio Golini di svolgere le funzioni e i compiti attribuiti al presidente dell'Istat, in attesa che venga avviata e si perfezioni la procedura di nomina del presidente stesso. Anche lo strumento amministrativo che è stato adottato (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) dimostra che il Governo, con tale nomina, ha voluto rispondere solo all'esigenza di individuare, per un periodo contingente e transitorio, una figura idonea a garantire la continuità e la funzionalità dell'istituto.
  Per la nomina del presidente dell'Istat la normativa vigente in materia, che è stata ricordata, prevede, infatti, che lo stesso sia scelto tra professori ordinari in materie statistiche, economiche e affini e che venga nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri previa deliberazione del Consiglio. La designazione effettuata dal Governo è sottoposta al previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, che possono procedere anche all'audizione della persona designata. La nomina è subordinata al parere favorevole delle predette Commissioni a maggioranza dei due terzi dei componenti.
  La mancanza di previsione nello statuto vigente della figura di un vicepresidente, o di colui che svolga le funzioni di presidente in sua assenza, ha di fatto determinato questa decisione di nominare un facente funzioni. Da quanto sopra riferito emerge che l'individuazione del facente funzioni da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, in attesa della nomina del presidente, è stata determinata solo dalla necessità di colmare il vuoto regolamentare che, non prevedendo una figura sostitutiva al presidente, avrebbe esposto l'istituto all'impossibilità di continuare a garantire un corretto funzionamento. Solo per tali ragioni sono stati affidati provvisoriamente le funzioni di cui all'articolo 3 del DPCM 28 aprile 2011 al professor Golini.
  Il Governo, consapevole da un lato del ruolo strategico dell'Istat, soprattutto nell'attuale fase delicata in cui versa il Paese, e dall'altro dell'esigenza che all'ente che venga garantita piena indipendenza e una guida imparziale di elevata e competente professionalità, assicura che su iniziativa del Ministro della pubblica amministrazione e la semplificazione, che è stato delegato in materia, avvierà in tempi brevissimi la formale procedura di nomina del nuovo presidente dell'Istat nel più assoluto e rigoroso rispetto della normativa vigente sopra richiamata, e dunque con il coinvolgimento delle competenti Commissioni parlamentari previsto dalla legge.

  PRESIDENTE. La deputata Lombardi ha facoltà di replicare.

  ROBERTA LOMBARDI. Signor Presidente, ringrazio il Ministro per essere venuto, ma ascoltando la sua risposta devo dire che non ci dichiariamo soddisfatti. Se il Governo avesse voluto veramente provvedere con urgenza ad assicurare lo svolgimento dei compiti del presidente dell'Istat, avrebbe dovuto procedere o a designare un nuovo presidente già dalla riunione del Consiglio dei ministri del 2 maggio (la seconda riunione del Consiglio dei ministri), oppure nominare un commissario subito dopo il giuramento dell'ex presidente, Giovannini, come Ministro, senza ulteriore indugio, che invece c’è stato. Queste sarebbero state le uniche procedure secundum legem. Viceversa, quella seguita dal Governo è stata inequivocabilmente una procedura contra legem, e la designazione del presidente pro tempore, oltre a precipitare la vicenda nel grottesco – mai visto un presidente Istat che non sia pro tempore, perché la legge n. 322 del 1989 stabilisce un tempo determinato

di quattro anni –, è avvenuta in assoluto dispregio delle prerogative del Parlamento, che, a termini di legge, attraverso proprie competenti Commissioni, deve pronunciarsi con una maggioranza qualificata sulla designazione della persona del presidente, come lo stesso Ministro ben sa e ci ha ricordato.
  Solo successivamente il Governo può adottare il provvedimento di nomina del presidente dell'ente statistico. Tali particolari garanzie, del resto, ampiamente si giustificano in considerazione dell'importante e delicato ruolo svolto dall'Istat, chiamato a fornire al Paese una informazione statistica ufficiale che la legge considera patrimonio dell'intera collettività, nonché per evitare il ripetersi di invasioni di campo da parte del potere esecutivo come nel caso, raccontato qualche anno fa dal settimanale L'Espresso, dell'intrusione notturna nella sede dell'Istat dell'allora Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, a poche ore dalla pubblicazione del rapporto deficit-PIL, che quell'anno venne fissato all'1,4 per cento e che negli anni è stato via via aggiornato fino ad arrivare ad un valore reale del 3,1 per cento, che ci avrebbe portato ad attivare la procedura di infrazione per superamento del limite del 3 per cento. Questa è la nostra perplessità.