(ER) UE. ERRANI: FONDI FUORI DA PATTO STABILITÀ O NON SI SPENDONO

mercoledì 7 maggio 2014



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IL PRESIDENTE: AVREMO PIu' RISORSE, INVESTIREMO SULLA RICERCA

(DIRE) Bologna, 7 mag. - Per i prossimi sette anni
l'Emilia-Romagna avra' "piu' risorse" dall'Europa. Ma non potra'
spenderle se i fondi Ue non saranno esclusi dal Patto di
stabilita'. Rinnova la preoccupazione Vasco Errani, governatore
dell'Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni,
questa mattina durante la sessione comunitaria dell'Assemblea
legislativa, alla presenza del sottosegretario Sandro Gozi. "Con
gli attuali vincoli, non potremo spendere i fondi europei-
avverte Errani- lo dico chiaramente, non vorrei che lo
scoprissimo nel 2018. Io sono contrario alle politiche fatte con
le risorse Ue che servono a sostituire politiche di spesa
corrente, che lo Stato non riesce piu' a fare". Invece, "le spese
per investimenti con fondi europei devono essere escluse dal
Patto di stabilita' interno".
Secondo Errani, poi, occorre mettere in piedi un sistema di
"verifiche su quanto si spende e con quali risultati. E chi non
spende, che sia ministero o Regione, deve essere affiancato-
afferma il presidente- pagando un prezzo politico e di governo".
La stessa cosa chiede l'Assemblea legislativa, con una
risoluzione approvata al termine del dibattito (Lega nord
astenuta) nella quale si invita la Giunta "ad attivarsi con forza
presso il Governo per negoziare" l'esclusione dal Patto di
stabilita' delle risorse europee. Inoltre, nel documento si
sottolinea la necessita' di "trovare un punto di equilibrio" nei
negoziati in corso tra Italia e Ue per superare "le criticita'
che rischiano di incidere sulla definitiva stesura dei programmi
operativi regionali e sulla loro efficacia". (SEGUE)
(San/ Dire)
16:10 07-05-14

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(ER) UE. ERRANI: FONDI FUORI DA PATTO STABILITÀ O NON SI SPENDONO -2-


(DIRE) Bologna, 7 mag. - I Fondi strutturali 2014-2020 per
l'Italia valgono oltre 42,6 miliardi di euro, a cui si aggiungono
otto miliardi co-finanziati dalle Regioni. Per i prossimi sette
anni, spiega dunque Errani, "avremo piu' risorse dalla precedente
programmazione. La nostra ambizione e' salire dall'1,8 al 3% di
fondi alla ricerca entro il 2020, per agganciare le nuove filiere
tecnologiche e per far fare un salto alla nostra manifattura". Ma
i fondi europei in Emilia-Romagna saranno anche spesi per
formazione, qualita' urbana, riqualificazione e
sburocratizzazione.
Per Marco Lombardi (Fi), presidente della commissione Affari
istituzionali della Regione, si tratta di "risorse ingenti per
poter affrontare la crisi in cui ci troviamo, ma mentre in
passato, per anni, abbiamo ricevuto dall'Europa piu' di quanto
davamo, oggi ogni euro di provenienza europea ci costa 1,4 euro
di risorse che noi diamo all'Europa. Per cui e' un dovere morale
oltre che un principio di buona amministrazione utilizzare al
meglio tutti i Fondi disponibili". (SEGUE)
(San/ Dire)
16:10 07-05-14

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(ER) UE. ERRANI: FONDI FUORI DA PATTO STABILITÀ O NON SI SPENDONO -3-


(DIRE) Bologna, 7 mag. - La programmazione e la gestione dei
fondi europei "e' il primo vero banco di prova per le Regioni",
sostiene anche Palma Costi, presidente dell'Assemblea
legislativa, che ha aperto la seduta comunitaria di oggi. "Le
Regioni, e soprattutto i parlamenti regionali, possono essere un
intermediario importante tra istituzioni, politica e cittadini-
afferma Costi- e dare un contributo concreto al superamento non
solo del deficit democratico, ma del crescente deficit di fiducia
che sta investendo tutte le istituzioni e anche la Ue".
Del resto, ammonisce Costi, "siamo in una fase cruciale che
puo' rappresentare il punto di svolta per rilanciare il progetto
europeo su basi e valori nuovi, ma che potrebbe anche dare grande
visibilita' e spazio alle diverse forze euro-scettiche che si
stanno affacciando in tutti i Paesi europei e che traggono forza
dalla crisi di sistema cui l'Europa attuale, cosi' com'e', non
riesce ancora a dare risposte del tutto convincenti e
comprensibili per i cittadini". Per questo, sostiene la
presidente, "e' essenziale che tutte le istituzioni facciano la
propria parte per contribuire a superare l'idea di un'Europa
astratta e lontana dai veri problemi delle persone".
(San/ Dire)
16:10 07-05-14

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