Europa-Regioni: Serracchiani, rafforzare connessioni con Est

lunedì 20 aprile 2015



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Rete stradale accettabile, quella ferroviaria in stato critico
(ANSA) - TRIESTE, 20 APR - "Se nel passato gli investimenti
europei si sono focalizzati lungo la direttrice Nord-Sud, ora
proprio in virtù della strategia Eusair possiamo iniziare a
definire priorità e progetti di rafforzamento delle connessioni
terrestri e marittime tra versante orientale e occidentale della
Regione adriatico-ionica". Lo ha sottolineato oggi a Trieste la
presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani,
aprendo il primo incontro del gruppo di lavoro sul 'pilastro' 2
della macrostrategia Ue per l'area adriatico-ionica (Eusair).
Il secondo pilastro, dedicato ai temi del Trasporto e
dell'Energia ('Connecting Europe'), vede quali capofila Serbia e
Italia e, per l'Italia, è affidato a Friuli Venezia Giulia e
Abruzzo. 'Connecting Europe', slogan riferito sia al
miglioramento delle connessioni all'interno della regione
adriatico-ionica sia con il resto dell'Europa, che "non
significa solo reti infrastrutturali, ma anche relazioni di
competenze, conoscenze e buone pratiche che intendiamo mettere a
fattor comune per una crescita sostenibile dell'intera
macroregione", ha sottolineato nell'occasione Serracchiani,
affiancata dai quattro coordinatori Antonio Cancian e Sergio
Garribba per l'Italia, Tatjana Jovanovic e Mjriana Filipovic per
la Serbia e dal rappresentante Ue Giannantonio Ballette della
direzione per le Politiche regionali di Bruxelles.
Nell'area, "i servizi e le infrastrutture di trasporto sono
ancora deficitarie", ha aggiunto Serracchiani, specificando che
"la rete stradale è piuttosto estesa in tutti gli Stati e dotata
di standard accettabili", mentre la dimensione ferroviaria versa
invece in una situazione critica, con servizi insufficienti se
non inesistenti. Occorre costruire le tratte mancanti,
specialmente a livello transfrontaliero, per facilitare i
collegamenti tra città e Paesi".
Per quanto riguarda i porti e i collegamenti marittimi, sono
caratterizzati da "frammentazione, regolamentazione
diversificata e connessioni intermodali non adeguate", ha
osservato Serracchiani. "Ritengo che le infrastrutture di base
esistano e nel breve termine la priorità sia renderle fruibili,
riabilitarle, razionalizzarle e modernizzarle in una logica di
collegamenti transnazionali europei. Nel medio e lungo termine
potranno poi essere messi in cantiere e realizzati progetti più
ambiziosi, che però richiedono l'impegno congiunto dei nostri
Paesi e dei territori", ha concluso la presidente.
Alla strategia europea adriatico-ionica aderiscono otto
Paesi, di cui quattro extra Ue. Oltre a Italia e Serbia,
partecipano anche Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina,
Montenegro, Albania e Grecia. (ANSA).

KYH/MST
20-APR-15 18:02 NNN