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SANITA': GIMBE SU DEF, SEMPRE MENO FONDI A SSN, CURE E ANNI DI VITA A RISCHIO

mercoledì 19 aprile 2017


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      Nel 2019 Italia spendera' solo il 6,4% del Pil, soglia allarme
per qualita' assistenza e longevita'

      Roma, 19 apr. (AdnKronos Salute) - Sempre meno soldi alla sanità
pubblica. Con il rischio di diminuire la possibilità di accesso alle
cure, la loro qualità e perfino di 'erodere' gli anni da vivere dei
cittadini, riducendo l'aspettativa di vita. E' la conclusione che la
Fondazione Gimbe trae dall'analisi del Documento di economia e finanza
2017, da oggi all'esame della commissione Sanità del Senato. Secondo
il Def nel triennio 2018-2020 il Pil nominale dovrebbe crescere in
media del 2,9% l'anno, mentre l'incremento della spesa sanitaria
dovrebbe attestarsi su tasso medio annuo dell'1,3%. "In termini
finanziari per la sanità pubblica significherebbe passare dai 114,138
miliardi di euro stimati per il 2017 a 115,068 nel 2018, a 116,105 nel
2019 e 118,570 nel 2020", sottolinea Nino Cartabellotta, presidente
della Fondazione Gimbe.

      "Sulle cifre assolute - puntualizza l'esperto - è meglio non farsi
troppe illusioni, perché negli ultimi anni la sanità ha sempre
ricevuto molto meno di quanto previsto dal Def. Clamoroso l'esempio
del 2016: i 117,6 miliardi di euro stimati dal Def 2013 si sono
ridotti a 116,1 con il Def 2014, quindi a 113,4 con il Def 2015, per
arrivare con la legge di Stabilità 2016 a un finanziamento reale di
111 miliardi, comprensivi di 800 milioni di euro da destinare ai nuovi
Lea".

      "Il dato più preoccupante per la salute delle persone - continua
Cartabellotta - è che secondo il Def 2017 il rapporto tra spesa
sanitaria e Pil diminuirà dal 6,7% del 2017 al 6,5% nel 2018 per
precipitare al 6,4% dal 2019, una percentuale mai raggiunta in
passato. Varcheremo dunque la temuta soglia di allarme fissata
dall'Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui sotto il 6,5%,
oltre alla qualità dell'assistenza e l'accesso alle cure, si riduce
anche l'aspettativa di vita delle persone". Per il Ssn, dunque, il
rischio è di profondo rosso. (segue)

      (Ram/AdnKronos Salute)

ISSN 2465 - 1222
19-APR-17 12:54

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      SANITA': GIMBE SU DEF, SEMPRE MENO FONDI A SSN, CURE E ANNI DI VITA A RISCHIO (2) =

      (AdnKronos Salute) - Per Gimbe, "se le stime del Def 2017 su aumento
del Pil e spesa sanitaria fossero corrette - al di là delle
rassicurazioni dall'inconfondibile sapore pre-elettorale - esiste una
sola chiave di lettura: crescendo meno del Pil nominale, la spesa
sanitaria non coprirà nemmeno l'aumento dei prezzi. In altre parole,
nel prossimo triennio la sanità pubblica potrà disporre delle stesse
risorse in termini di potere di acquisto solo se la ripresa economica
del Paese sarà in linea con previsioni più che ottimistiche, visto che
la crescita stimata del Pil è del 2,2% nel 2017 e del 2,9% nel 2018 e
nel 2019", avvertono gli esperti.

      Peraltro nel confronto con gli altri Paesi, i dati Ocse 2016
dimostrano che in Italia la sanità continua inesorabilmente a perdere
terreno: la spesa totale pro-capite è inferiore alla media Ocse (3.272
contro 3.814 dollari) - spiegano - in Europa siamo primi solo tra i
paesi (poveri) che spendono meno (Spagna, Slovenia, Portogallo,
Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia, Ungheria, Estonia e Lettonia),
mentre tra i paesi (ricchi) del G7 siamo fanalino di coda per spesa
totale e pubblica, ma secondi per spesa a carico dei cittadini. (segue)

      (Ram/AdnKronos Salute)

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      (AdnKronos Salute) - "Anche per questo dato - precisa Cartabellotta -
la chiave di lettura non può che essere univoca: negli ultimi 10 anni
la politica si è progressivamente sbarazzata di una consistente quota
della spesa pubblica destinata alla sanità senza essere capace di
rinforzare la spesa privata intermediata, con la conseguenza che la
spesa a carico dei cittadini nel 2016 ha sfiorato i 35 miliardi di
euro".

      Il Def 2017 "conferma ulteriormente le perplessità già espresse dalla
Fondazione Gimbe sulla sostenibilità dei nuovi Lea, che da grande
traguardo politico rischiano di trasformarsi in illusione collettiva
con gravi effetti collaterali: allungamento delle liste d'attesa,
aumento della spesa out-of-pocket, sino alla rinuncia alle cure.
Infatti, la necessità di estendere oltre ogni limite il consenso ha
generato un inaccettabile paradosso, figlio di contraddizioni
politiche e di una programmazione sanitaria sganciata da quella
finanziaria: sulla carta oggi i cittadini dispongono del 'paniere Lea'
più ricco d'Europa, ma al tempo stesso il Def 2017 conferma che la
sanità italiana è agli ultimi posti per la spesa pubblica", conclude.

      (Ram/AdnKronos Salute)

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