DISSESTO IDROGEOLOGICO. TERREMOTI, A RISCHIO 442 COMUNI E 8 MLN PERSONE

venerdì 27 ottobre 2017



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CONSIGLIO ARCHITETTI E CRESME: SONO IL 13,7% DEGLI ITALIANI

(DIRE) Roma, 27 ott. - Sono 442 i comuni italiani ad alto rischio
e sono abitati da oltre 8 milioni di persone in una superficie di
quasi 18.000 kmq, il 5,9% della superficie nazionale; quelli a
rischio medio-alto sono 1690, interessano quasi 77.000 kmq, il
25% del territorio nazionale, e sono abitati da 11,6 milioni di
persone.  Napoli, Palermo, Catania, Messina, Brescia, Reggio
Calabria, Perugia, Foggia, Rimini, Salerno sono tra i comuni con
il rischio piu' elevato. Sono questi alcuni dei dati della
ricerca Cresme/Consiglio Nazionale degli Architetti 'Lo stato del
territorio italiano, tra rischio sismico, idrogeologico, e
consumo di suolo' presentata oggi a Padova nel corso della
Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Ricerca che per la
prima volta analizza come la combinazione del rischio
idrogeologico (pericolo di frane e di alluvioni) con quello
legato alla sismicita' ricada sui territori italiani.
   Come i comuni a rischio alto anche quelli classificati a
rischio medio alto sono caratterizzati dalla compresenza dei tre
elementi di rischio naturale. Per tutti la sismicita' e' elevata,
complessivamente qui vivono oltre 11,6 milioni di persone, di cui
298 mila nelle aree a rischio frana elevato (pari a 5.200 kmq) e
174 mila persone nelle aree a pericolosita' di alluvione elevata
(pari a 2.052 kmq). Anche nei comuni a rischio medio esistono
contemporaneamente i tre elementi di rischio naturale: ben 38.540
kmq sono in zona sismica 1 o 2 dove risiedono oltre 2 milioni di
persone; nelle aree ad elevato rischio di frana (pari a 5.360
kmq) risiedono 234 mila persone mentre nelle aree ad elevato
rischio di alluvione (pari a 2.740 kmq) risiedono 740mila
persone. (SEGUE)
  (Com/Ran/Dire)
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(DIRE) Roma, 27 ott. - I comuni classificati a rischio medio
basso - prosegue la ricerca la ricerca Cresme/Consiglio Nazionale
degli Architetti - sono 1.122 tra i quali non vi sono comuni ad
elevato rischio sismico ma che hanno aree ad elevato rischio di
frana, pari a 4.918 kmq, e aree ad elevato rischio di alluvione,
pari a 3.408 kmq. In particolare nelle prime risiedono 205mila
persone e nelle seconde oltre 415mila.
   Nei comuni classificati a rischio naturale alto o medio alto
risiedono circa 20 milioni di persone delle quali 5,3 milioni in
Campania e 4 milioni in Sicilia. In queste regioni il pericolo da
frana interessa rispettivamente 189.000 e 12.500 persone, il
pericolo di alluvione riguarda 60.000 persone in Campania e
20.800 in Sicilia.
   Nel Lazio e in Calabria la popolazione residente nei comuni
classificati a rischio alto o medio-alto ammonta a circa 1,7
milioni di persone. In particolare in Calabria 12.500 persone
sono in aree a pericolo di frana elevata e 20.800 persone nelle
aree a pericolo di alluvione; nel Lazio 13.500 persone sono in
aree a pericolo di frana e 11.200 a pericolo di alluvione.
   Tra le situazioni piu' problematiche e' da segnalare l'Emilia
Romagna per l'esposizione al rischio di alluvione, con 171.500
persone esposte a questo problema e altre 35.300 persone che
vivono nelle aree di pericolo di frana.(SEGUE)
  (Com/Ran/Dire)
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(DIRE) Roma, 27 ott. - La ricerca Cresme/Consiglio Nazionale
degli Architetti approfondisce, poi, sul fronte degli eventi
connessi al dissesto idrogeologico gli anni che vanno dal 2009 al
2016 rilevando un tendenziale peggioramento della situazione, e
soprattutto un drammatica cronicita'.
   Complessivamente in 8 anni sono stati rilevati 5.824 eventi di
dissesto, dei quali 853 hanno coinvolto direttamente la
popolazione provocando 242 vittime.
   Negli 8 anni le regioni in cui si sono registrati piu' di 500
eventi sono la Liguria con 745 eventi, il Piemonte con 609
eventi, la Toscana con 583 eventi e la Sicilia con 521.
   Le regioni nelle quali sono stati rilevati meno di 100 eventi
sono 5 ossia la Puglia (con 97 eventi), l'Umbria (con 70 eventi),
la Basilicata (con 61 eventi), la Valle d'Aosta (con 45 eventi) e
il Molise (con 34 eventi).
   La Liguria emerge anche se si considera il numero di eventi in
funzione della dimensione della regione, con 137 eventi per 1.000
kmq; nelle altre regioni questo dato e' ben al disotto e al
massimo si attesta a 26 eventi per 1.000 kmq in Campania, 25
eventi per 1.000 kmq nelle Marche e 23 eventi per 1.000 kmq in
Abruzzo.
   In Veneto tra il 2009 ed il 2016 si sono verificati 305
eventi; di questi 35 hanno causato danni a persone e, nello
specifico, 24 morti. Nel 2016 gli eventi sono stati 49, hanno
coinvolto 37 comuni e causato un morto.
   Il biennio 2014 - 2015 e' stato il peggiore per numero di
eventi complessivi, rispettivamente 1.558 il primo anno e 1.466
il secondo, sia per gli eventi piu' gravi, ben 213 nel 2014 e 161
nel 2015, ma non per il numero di vittime, rispettivamente 34 nel
2014 e 23 nel 2015 a fronte di 51 vittime causate nel 2009. Nel
2016 sono stati rilevati 715 eventi coinvolgendo 515 comuni.
Oltre 78 di questi eventi hanno provocato danni diretti  alle
popolazione (vittime, feriti, sfollati) e hanno provocato 13
vittime.(SEGUE)
  (Com/Ran/Dire)
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(DIRE) Roma, 27 ott. - Per Giuseppe Cappochin, presidente del
Consiglio Nazionale degli Architetti, "in occasione di tragedie o
di calamita' i problemi che devono essere affrontati non sono
quasi mai - fortunatamente - connessi alla gestione
dell'emergenza, grazie all'impegno e alla competenza del
Dipartimento della Protezione Civile. Purtroppo e' invece
assolutamente evidente come nel Paese manchi la cultura della
prevenzione e della manutenzione.  Sono assolutamente necessari
maggiori investimenti in termini di prevenzione attraverso i
quali inaugurare un nuovo approccio verso i territori mettendo al
primo posto la sicurezza della collettivita'. Se non si mette in
sicurezza il suolo - e quanto e' avvenuto negli ultimi mesi lo
dimostra -  non si pu  garantire la sicurezza dei cittadini".
   Il tema del dissesto idrogeologico, continua Cappochin, "va di
pari passo con quello del consumo di suolo. Quest'ultimo va pero'
affrontato con un approccio legislativo totalmente opposto
rispetto a quello contenuto nel disegno di legge in discussione
in Commissione al Senato: non una mera operazione ragionieristica
sul risparmio di suolo che contiene riferimenti alla
rigenerazione urbana sostenibile, ma la promozione della
rigenerazione urbana sostenibile come principale azione per
contrastare il consumo di suolo".
   Nella giornata conclusiva della Conferenza di domani, sabato
28 ottobre, al centro del dibattito saranno, invece,  i dati
della ricerca, sempre Cresme/Consiglio Nazionale 'Chi ha
disegnato l'Italia? Storia dell'edilizia italiana tra
autopromozione, abusivismo e bella architettura' che sara'
presentata nel corso della Tavola Rotonda 'Il concorso di
progettazione: strumento indispensabile per il rilancio
dell'architettura di qualita''.
  (Com/Ran/Dire)
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