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Pfas: Lorenzin, valori Veneto 10 volte inferiori rispetto al 2014

martedì 14 novembre 2017


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AGI0337 3 CRO 0 R01 /


(AGI) - Roma, 14 nov. - La concentrazione delle sostanze
inquinanti Pfas (perfluoro alchiliche) nelle acque del Veneto
e' dieci volte inferiore rispetto al 2014. Lo ha riferito il
ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante un'audizione in
Commissione Rifiuti alla Camera. Un calo, ha spiegato, dovuto a
"ragioni riconducibili principalmente all'evoluzione delle
tecnologie di trattamento e ad un costante potenziamento
dell'efficienza dei sistemi idro-potabili, e, piu'
limitatamente, al decremento dei carichi inquinanti in ingresso
ai sistemi di trattamento, a causa della massiva contaminazione
ambientale e delle falde, probabilmente dovuta anche a sorgenti
puntuali di contaminazione per interramenti illeciti di rifiuti
contenenti Pfas". Il rapporto evidenzia, dunque, che, allo
stato, "i valori (obiettivi di trattamento di performance per
PFOS e PFOA) si considerano ridotti di circa un ordine di
grandezza - e cioe' risultano circa 10 volte inferiori -
rispetto ai valori massimi di performance indicati dall'ISS con
il parere iniziale del gennaio 2014". Il rapporto ha
evidenziato inoltre, ha sottolineato Lorenzin, "che il trend di
progressiva diminuzione dei valori di esposizione a PFAS
attraverso le acque potabili riguarda tutti i territori
interessati; in particolare, considerando l'area maggiormente a
rischio identificata come "area rossa" dalla Regione del Veneto
e comprendente 21 Comuni in cui i risultati di biomonitoraggio
hanno mostrato livelli interni di PFAS nella popolazione
statisticamente superiori rispetto alle altre aree, i valori
medi attuali di PFAS nelle acque non sembrano evidenziare
circostanze territoriali con concentrazioni significativamente
piu' elevate dei dati medi rappresentativi dell'area medesima".
Quanto alla sicurezza alimentare, "devo informare che risulta
attualmente in fase di completamento un ulteriore monitoraggio
finalizzato a valutare la contaminazione da PFAS degli alimenti
in alcune aree della Regione del Veneto ed a stimare il
contributo dei prodotti alimentari all'esposizione della
popolazione residente". "Sono stati raccolti oltre 1100
campioni e il termine delle attivita' e' previsto per il mese
di novembre", e "i risultati raccolti finora non hanno
segnalato criticita' che richiedessero l'adozione, in itinere,
di misure particolari. Unica eccezione, di recente acquisizione
ed emersa nel corso di una riunione organizzata dalla Regione
del Veneto lo scorso 11 ottobre a Venezia, e' quella relativa
al livello di contaminazione rilevato in campioni di alcune
specie ittiche raccolte nelle acque interne". (AGI)
Pgi
141541 NOV 17

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