[Corecom] Cyberbullismo e comportamenti in Rete dei ragazzi: un viaggio da nord a sud - 15.11.2017

mercoledì 15 novembre 2017


“Cyberbullismo e comportamenti in Rete dei ragazzi: un viaggio da nord a sud”

Su iniziativa dei Corecom di Lombardia, Lazio e Campania, le Università Cattolica di Milano, La Sapienza e LUMSA di Roma e Federico II di Napoli, hanno realizzato una ricerca congiunta nelle tre regioni come benchmarks rappresentativi a livello nazionale, condotta sui giovani tra gli 11 e 18 anni utenti di Internet, per una fotografia dei comportamenti online più rischiosi degli adolescenti. Il fenomeno del bullismo (offline e online) con il 27,8% si conferma al primo posto nella classifica dei rischi connessi al comportamento dei giovani sul web, seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali (24% - 4,3%)

Roma - Palazzo Montecitorio - mercoledì 15 novembre 2017 ore 15:00: presso la prestigiosa cornice istituzionale della Sala della Lupa, si è tenuto l’evento “Cyberbullismo e comportamenti in Rete dei ragazzi: un viaggio da nord a sud. La Presidente del Co.Re.Com. Lombardia, nonché vicepresidente del coordinamento nazionale dei Comitati Regionali per le Comunicazioni, Federica Zanella ha introdotto i lavori innanzi all’autorevole panel degli invitati istituzionali al Convegno che ha visto in platea la presenza di esponenti delle associazioni, addetti ai lavori e media oltre a una nutrita rappresentanza di studenti, sottolineando come i Co.re.com da anni siano attivi nel contrasto al Cyberbullismo e nella tutela della reputazione digitale dei giovani, avendo evinto con grande anticipo la cogenza di un’azione in merito, grazie alla loro straordinaria funzione di prossimità. E altresì quanto sia fondamentale la sinergia tra tutte le istituzioni, molte delle quali rappresentate al convegno, nell’azione contro questa piaga sociale.

Il Consiglio regionale del Lazio - tra l'altro - nel 2016, con la legge n. 2, è stato il primo in Italia ad approvare una legge organica in materia di bullismo. Altrettanto hanno fatto, nel 2017, rispettivamente con le leggi 11 e 1 le Regioni Lombardia e Campania.

Dopo i saluti istituzionali del Questore della Camera dei Deputati Stefano Dambruoso, del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e del Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, è seguita la   presentazione dei risultati della ricerca sull’uso della rete da parte degli adolescenti, coordinata dal Presidente Co.Re.Com. Lazio Michele Petrucci, che ha sottolineato il significato l’importanza della collaborazione interistituzionale tra i Corecom e con i centri di competenza territoriale costituiti dalle Università coinvolte. Hanno partecipato Domenico Falco (Presidente Co.Re.Com. Campania), Pier Marco Aroldi (OssCom Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Francesca Ieracitano (Università LUMSA di Roma), Simone Mulargia (Università La Sapienza di Roma), Raffaele Savonardo (Università Federico II di Napoli). E’ seguito l’intervento di Annunziata Ciardi (Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, che ha dato una lettura dei risultati dello studio e ricordato l’azione al riguardo svolta dalla Polizia postale.

Sul ruolo delle istituzioni tra normativa e azioni concrete, la Presidente Federica Zanella ha moderato il successivo dibattito, arricchito dagli approfondimenti del commissario Agcom Antonio Martusciello, della senatrice Elena Ferrara, della deputata Mariastella Gelmini, del Presidente Istituto Italiano Privacy Luca Bolognini e del Consigliere della Regione lazio Massimiliano Valeriani. A Chiusura dei lavori, l’intervento di Angelo Marcello Cardani, Presidente dell’Agcom.

Il Rapporto “Web reputation e comportamenti a rischio online degli adolescenti in Italia”

Lo studio realizzato, su iniziativa dei Co.Re.Com. di Lombardia, Lazio e Campania dall’Università Cattolica di Milano, La Sapienza e LUMSA di Roma e Federico II di Napoli, raccoglie i risultati di una ricerca congiunta nelle tre regioni diretta a fotografare l’esperienza che i giovani mettono in atto quotidianamente online.

Estendendo la ricerca condotta nel 2016 da OssCom Cattolica per il Co.Re.Com. Lombardia, anche a Lazio e Campania, come tre becnhmarks fondamentali per Nord Centro e Sud, così da una dimensione nazionale a questo approfondimento, il Rapporto presentato, che inerisce il 2017, rileva i comportamenti in rete, le piattaforme di social media più frequentate e le pratiche comunicative più diffuse, ne segnala i comportamenti più rischiosi e le strategie più efficaci anche nella gestione della reputazione online dei giovani, così da poter disporre di una nuova chiave di interpretazione e lettura dei dati, attualizzata anche in prospettiva nazionale oltreché regionale.

Principali risultati emersi:

L’uso dei social media si conferma centrale nell’esperienza online dei più giovani, risultando particolarmente diffuso sia tra i preadolescenti (11-14 anni) che tra gli adolescenti (15-18 anni) che accedono a Internet: l’86,5% degli utenti tra gli 11 e i 18 anni ha almeno un profilo su un sito di social network (SNS) e quasi un terzo di essi (31,3%) ha più profili su diverse piattaforme;

I tre social network usati più di frequente sono WhatsApp (37,3%), Facebook (36,5%) e Instagram (18,8%) ma la loro preferenza risente di alcune variabili socio-demografiche, tra cui spiccano l’età e il genere. Nel dettaglio, solo il 13,6% dei giovani campani considera il profilo di Instagram quello usato più spesso, contro il 18,8% dei giovani laziali e il 24,4% dei lombardi.

Rispetto alle modalità di impostazione del profilo individuale, utile a qualificare l’esperienza online, più della metà ha un profilo privato (57%), più di un terzo ha un profilo pubblico (40,3%), mentre solo il 2,7% sembra inconsapevole o non ricordare quale opzione abbia scelto. In particolare, ha un profilo pubblico il 45,8% dei campani, il 41,4% dei lombardi e solo il 33,7% dei giovani del Lazio.

Le informazioni personali condivise sul profilo dalla maggioranza degli intervistati includono una foto che mostra chiaramente il proprio volto (73%), foto o video personali (72,2%), il cognome (64,7%), l’età vera (51,5%), mentre quasi la metà condivide la scuola frequentata (46,5%). Condivide una foto che mostra chiaramente il volto il 67,2% dei ragazzi del Lazio, il 72% di quelli della Lombardia e il 79,6% di quelli della Campania; inserisce il cognome il 59,6% dei lombardi, il 61,7% dei laziali e il 72,4% dei campani.

Tra le pratiche comunicative online più rischiose messe in atto nell’ultimo anno, il 59,9% degli intervistati ha cercato nuovi amici sui social network, poco meno della metà (45,7%) ha aggiunto alla propria lista di contatti persone che non avevano incontrato faccia a faccia o inviato loro informazioni personali (30,9%);

I giovani intervistati si dimostrano abbastanza consapevoli dei rischi di una cattiva gestione della propria reputazione online, ricorrendo a pratiche “correttive” relative alla gestione della propria lista di contatti con la cancellazione di amici o contatti non più desiderabili (60,4%) e agendo in via “preventiva” con la decisione di non pubblicare qualcosa per paura che possa danneggiare la propria immagine (36,2%) o di pubblicare messaggi in codice che solo alcuni amici possano capire (25,1%);

I rischi più diffusi sono il bullismo, sia offline che online (27,8%), seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un minimo di 4,3% ad un massimo di 24%).

Le differenze più significative si osservano per quanto riguarda la percentuale di giovani che dichiara di non essere stata vittima di cyberbullismo (64% Campania, 68,3% Lazio e 70,7% Lombardia), e rispetto a chi ha dichiarato di non conoscere nessuno a cui è capitato un episodio legato al cyberbullismo: 54,5% dei giovani campani, 60% dei laziali e 63,1% dei lombardi.

Il bullismo offline è ancora più diffuso del cyberbullismo, che comunque interessa tutte le piattaforme di SNS: il 39,6% delle vittime lo ha sperimentato su Facebook, il 31,7% su WhatsApp, il 14,3% tramite chiamate e SMS sul proprio cellulare e l’8,1% su Instagram;

Le esperienze negative su internet portano i ragazzi ad adottare una combinazione di strategie per ridurre lo stress emotivo e psicologico, rispetto alle quali la mediazione e la prevenzione scolastica inizia ad acquisire un certo peso: un terzo degli intervistati dichiara di aver ricevuto consigli dai propri insegnanti su come comportarsi con i propri contatti online (32%) e su cosa fare nel caso in cui qualcosa li turbasse o infastidisse su internet (32,7%).