##Autonomia, Bonaccini: per l'Emilia Romagna è un accordo storico

mercoledì 28 febbraio 2018



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##Autonomia, Bonaccini: per l'Emilia Romagna è un accordo storico
Competenze a Regione su lavoro, istruzione, salute e ambiente

Roma, 28 feb. (askanews) - Una firma storica, per la maggiore
autonomia dell'Emilia-Romagna. Un accordo che, per la prima volta
in Italia, riconosce a un territorio virtuoso e a una Regione con
i conti in ordine la possibilità di gestire direttamente - con
nuovi strumenti normativi, amministrativi ed economici -
numerose competenze su lavoro, istruzione, salute, ambiente e
territorio, rapporti internazionali e con l'Unione europea,
materie strategiche per continuare a crescere secondo un modello
di sviluppo sostenibile, oltre a rafforzare e innovare i servizi
di cura e sostegno alle persone. Questo attraverso risorse certe
ottenute con la compartecipazione al gettito dei tributi erariali
generato sul territorio regionale, o riserva di aliquota, e
adottando il criterio dei fabbisogni standard, superando così
quello della spesa storica: si passa cioè dai trasferimenti alle
Regioni sulla base di quanto speso dall'amministrazione regionale
l'anno precedente, con costi per lo stesso servizio spesso molto
diversi da territorio a territorio, a quelli definiti prendendo a
riferimento la Regione più virtuosa, ovvero al costo di un
servizio determinato nelle migliori condizioni di efficienza e
appropriatezza.Oggi, a Palazzo Chigi, il presidente della Regione,
 Stefano
Bonaccini, ha siglato col Sottosegretario agli Affari regionali,
Gianclaudio Bressa, delegato dal presidente del Consiglio, Paolo
Gentiloni, l'Accordo preliminare tra Governo e Regione
Emilia-Romagna sull'autonomia rinforzata, prevista dalla
Costituzione, rispettando le indicazioni e il mandato conferito
dall'Assemblea legislativa regionale e dalle rappresentanze
economiche, sociali e istituzionali dell'Emilia-Romagna riunite
nel Patto per il Lavoro. Presente alla firma anche l'assessore
regionale al riordino istituzionale, Emma Petitti.(Segue)

Red/cro

28-feb-18 13:08
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Roma, 28 feb. (askanews) - L'articolo 116 della Carta
costituzionale, al terzo comma prevede l'attribuzione alle
Regioni a statuto ordinario di ulteriori ""forme e condizioni
particolari di autonomia"" attraverso una legge dello Stato
approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un'intesa fra il
Governo e la Regione interessata. L'intesa firmata oggi ha durata
decennale e può essere modificata di comune accordo tra Stato e
Regione, integrata e completata prima della presentazione del
disegno di legge del Governo alle Camere. I contenuti
dell'accordo potranno quindi essere estesi a ulteriori materie,
individuate nelle indicazioni approvate dai rispettivi organi
assembleari.Nella Capitale, oltre al presidente Bonaccini hanno firmato
 un
accordo analogo col Governo, relativo alle loro Regioni, anche i
presidenti della Lombardia e del Veneto, rispettivamente Roberto
Maroni e Luca Zaia. Alle intese si arriva infatti al termine di
un negoziato con l'esecutivo nazionale condiviso insieme dalle
tre Regioni, dopo che all'Emilia-Romagna, la prima pronta a
partire col confronto, venne chiesto dal Governo di allargare il
Tavolo alla Lombardia, negoziato al quale successivamente si è
unito anche il Veneto.(Segue)

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Roma, 28 feb. (askanews) - L'Accordo firmato dalla Regione
Emilia-Romagna fissa appunto la durata, 10 anni, la possibilità
di ampliare il numero di competenze di cui si chiede la gestione
diretta, modificando l'intesa prima che il testo definitivo
diventi proposta di legge alle Camere, i meccanismi e i criteri
per stabilire quali saranno le risorse destinate alla Regione per
attuare l'autonomia rinforzata, con cui migliorare i già alti
standard di rendimento delle istituzioni regionali e locali a
beneficio dell'intera comunità emiliano-romagnola (cittadini,
imprese, enti territoriali, associazioni, agenzie formative),
attuare modelli organizzativi sempre più innovativi e portare
sempre più vicino ai territori funzioni rilevanti. Vi sono poi
quattro allegati relativi alle materie all'interno delle quali
vengono definiti i nuovi poteri della Regione: Politiche del
lavoro, Istruzione, Salute, Tutela dell'ambiente e
dell'ecosistema. E un addendum sui rapporti internazionali e con
l'Unione europea.Rilevanti le competenze riconosciute all'Emilia-Romagna:
l'autonomia legislativa e organizzativa in materia di politiche
attive per il lavoro (dalla nuova occupazione all'orientamento di
base e specialistico, passando per la qualificazione
professionale, la certificazione delle competenze e il supporto
all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale di soggetti
fragili e vulnerabili), per aumentare i controlli sulla sicurezza
e la vigilanza, a partire dai tirocini, in raccordo con
l'Ispettorato territoriale del lavoro, e per aumentare
l'efficacia delle politiche regionali rispetto a quelle passive
erogate dallo Stato (ammortizzatori sociali).Per quanto riguarda l'istruzione,
 la definizione dell'offerta di
istruzione regionale attraverso un Piano pluriennale condiviso
con l'Ufficio scolastico regionale, con la possibilità di
incidere sulla dotazione degli organici. Lo stesso potrà avvenire
nella creazione di un Sistema integrato di istruzione
professionale e di istruzione e formazione professionale.
L'autonomia servirà poi a definire l'organizzazione delle
Fondazioni ITS, per qualificare l'offerta di istruzione
professionale e di istruzione e formazione professionale,
innalzare le competenze dei giovani in coerenza con le
opportunità occupazionali del territorio e rispondere alla
domanda di competenze e professionalità del sistema delle
imprese. Obiettivo primario, rafforzare la formazione tecnica
post-diploma rispondendo alla domanda di tecnici specializzati
del sistema economico-produttivo locale. D'intesa con la
Conferenza Regioni-Università si potranno poi mettere in campo
nuovi percorsi universitari per favorire lo sviluppo tecnologico,
economico e sociale del territorio, con anche un Fondo
integrativo pluriennale regionale a favore della ricerca e dello
sviluppo della Terza missione perseguito dagli atenei, ovvero
l'applicazione diretta, la valorizzazione e l'impiego della
conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed
economico della collettività. Infine, un Piano pluriennale per
l'edilizia scolastica che metta al primo posto l'adeguamento e il
miglioramento sismico delle strutture, oltre a laboratori e a
nuovi spazi per la didattica.(Segue)

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28-feb-18 13:09
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Roma, 28 feb. (askanews) - Fatto salvo il rispetto
dell'equilibrio dei conti del sistema sanitario regionale, si
potranno rimuovere i vincoli di spesa specifici per migliorare
ulteriormente il livello dei servizi e valorizzare le risorse
umane. Stipulare specifici accordi con le Università per rendere
più coerente rispetto alle esigenze del territorio il sistema di
formazione dei futuri, nuovi medici e l'acceso alle scuole di
specializzazione. Per i soli assistiti residenti in
Emilia-Romagna, la Regione gestirà il sistema tariffario, di
rimborso, di remunerazione e di compartecipazione alla spesa per
i servizi forniti, così come potrà definire il sistema di
governance delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario
regionale, anche passando per forme di integrazione. E anche in
questo caso, un Piano pluriennale di investimenti per l'edilizia
sanitaria, con tempi certi e risorse adeguate.Corposo l'insieme delle
 competenze su tutela dell'ambiente e
dell'ecosistema. La Regione definirà infatti una programmazione
triennale degli interventi di difesa del suolo e della costa
regionali; bonifica dei siti contaminati di interesse regionale,
nonché di rimozione dell'amianto; conservazione e valorizzazione
delle aree protette regionali; tutela delle acque; risanamento
della qualità dell'aria. Inoltre, individuerà gli ambiti
territoriali ottimali per il superamento della frammentazione
della gestione integrata dei rifiuti urbani.Governo e Regione si impegnano
 a rafforzare le forme di
partecipazione delle autonomie territoriali al consolidamento
dell'Unione europea e all'intensificazione delle relazioni e
cooperazione transfrontaliere. Maggiore sostegno alla Regione
nella politica europea, supportandola nel suo ruolo di autorità
capofila nello sviluppo della regione EUSAIR, la macroregione
adriatico e ionica. Tra gli obiettivi anche quello di favorire il
processo di integrazione europea e di sviluppo della regione
euro-mediterranea.(Segue)

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Roma, 28 feb. (askanews) - Le modalità per l'attribuzione delle
risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie, trasferite o
assegnate dallo Stato alla Regione, saranno determinate da
un'apposita Commissione paritetica Stato-Regione in termini di
compartecipazione o riserva di aliquota al gettito di uno o più
tributi erariali maturati nel territorio regionale, per
consentire la gestione delle competenze trasferite o assegnate, e
di fabbisogni standard, criterio che supera quello della spesa
storica sostenuta dallo Stato nella Regione e riferita alle
funzioni trasferite o assegnate negli anni passati. I fabbisogni
standard dovranno essere determinati entro un anno
dall'approvazione dell'intesa e, progressivamente, entro cinque
anni, proprio nell'ottica del superamento della spesa storica,
dovranno diventare il termine di riferimento, in relazione alla
popolazione residente e al gettito dei tributi maturati sul
territorio regionale, salvaguardando gli attuali livelli di
erogazione dei servizi.(Segue)

Red/cro

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Roma, 28 feb. (askanews) - Al traguardo di oggi, l'Emilia-Romagna
arriva dopo un percorso avviato il 28 agosto 2017, quando la
Giunta regionale approva il Documento di indirizzi per l'avvio
del percorso finalizzato all'acquisizione di ulteriori forme e
condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'articolo 116,
comma terzo, della Costituzione, arricchito dei contributi
prevenuti dai firmatari del Patto per il lavoro(sindacati,
imprese, enti locali, università, associazioni). Dopo poco più di
un mese, il 3 ottobre, via al confronto in Assemblea legislativa
con l'adozione di una risoluzione da parte dell'Aula: in essa si
dà mandato al presidente della Regione di avviare il negoziato
con il Governo. Cosa che avvieneil 18 ottobre, con la firma a
Roma della dichiarazione di intenti da parte dello stesso
presidente della Regione col presidente del Consiglio, Paolo
Gentiloni. Il 9 novembre nella Capitale si insedia formalmente il
Tavolo del negoziato, allargato alla Regione Lombardia.
Seguiranno le due prime riunioni: il 17 novembre a Bologna e il
21 novembre a Milano. Il 1^ dicembre si unisce al negoziato anche
la Regione Veneto. Dopo ulteriori settimane di lavoro, il 12
febbraio scorso il presidente della Regione, Bonaccini, riceve
dall'Assemblea legislativa regionale il mandato a sottoscrivere
l'intesa col Governo, contenuto in una specifica risoluzione
approvata dall'Aula senza nessun voto contrario. Oltre a ciò,
l'Aula conferisce l'autorizzazione a proseguire il negoziato con
l'Esecutivo nazionale che si insedierà dopo le elezioni del 4
marzo, su ulteriori materie da gestire direttamente, portando
avanti parallelamente il confronto nelle commissioni consiliari
competenti.

Red/cro

28-feb-18 13:09
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