Sanità: innovazione, cronicità e equilibrio conti sfide Ssn

lunedì 4 giugno 2018



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A Milano esperti a confronto ospiti Academy Novartis-Sda Bocconi
   (ANSA) - MILANO, 4 GIU - "Il Sistema sanitario nazionale
italiano è uno degli ultimi sistemi universalistici al mondo e
l'unico in equilibrio economico. La vera sfida è che rimanga
così per sempre": lo ha sottolineato il direttore generale della
Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Andrea
Urbani, aprendo il suo intervento al convegno nazionale
"Valutare aziende, processi di cura e di ricerca" organizzato
dall'Academy of Health Care Management and Economics nell'aula
magna dell'Università Bocconi di Milano. Il confronto - che ha
visto tra gli ospiti numerosi esperti tra manager della sanità
pubblica, accademici e rappresentanti della situazioni
politico-sanitarie - ha messo al centro i fattori chiave per il
futuro della sanità italiana. "Oggi in Italia un cittadino su
cinque ha più di 65 anni, fra trent'anni gli
ultrasessantacinquenni saranno uno su tre. Questo progressivo
invecchiamento delle popolazione si porterà dietro delle
patologie importanti, spesso associate, che avranno dei costi
che vanno oltre il sistema sanitario nazionale. E' chiaro che
bisognerà anticipare questi fenomeni e comprendere come poterli
affrontare con modalità innovative, perché con l'attuale modello
di sistema sanitario sarebbe insostenibile" è l'allarme di
Urbani. Oltre a nuovi sistemi informatici e di misurazione della
qualità della prestazione, cruciale per Urbani per affrontare
l'emergenza cronicità sarà anche il ruolo dell'innovazione, "che
va vista come un investimento e non un costo". L'esempio è la
cura dell'epatite C che è a carico del servizio sanitario
nazionale: "Attraverso i farmaci innovativi che sono arrivati
nel 2015 noi oggi abbiamo curato 130mila malati cronici e nel
95% dei casi la patologia è stata eradicata completamente. Tutto
questo ha degli effetti in termini di qualità della vita ma
anche di costi evitati per tutta la speranza di vita futura di
questi pazienti. Chiunque ci governerà sarà costretto a seguire
e a confrontarsi con questa visione" ha affermato il direttore.
   Il dibattito in Bocconi è ruotato attorno alle principali
evidenze - presentate da Giovanni Valotti - emerse dal lavoro di
ricerca condotto negli ultimi otto anni dall'Academy, nata nel
2010 dalla collaborazione tra Novartis ed Sda Bocconi. "Le
aziende farmaceutiche - ha spiegato il presidente di Novartis
Italia, Pasquale Frega - oggi assorbono circa il 15% del budget
dell'Ssn, una cifra molto inferiore rispetto ad altre realtà
europee. L'industria farmaceutica è fortemente orientata nel
portare innovazione ed è impegnata a trovare soluzioni che
mantengono in equilibrio i conti dell'Ssn". Il lavoro
dell'Academy ha coinvolto oltre 40 aziende sanitarie e 10
Regioni italiane. "Il risultato più tangibile e importante - ha
sottolineato la professoressa Rosanna Tarricone dell'Sda Bocconi
- è stato la costruzione del cosiddetto 'cruscotto direzionale'
per la misurazione della performance management che permette
alle aziende ospedaliere e territoriali di tenere sotto
controllo le variabili fondamentali per capire se si sta andando
nella direzione giusta. Altri due ambiti su cui abbiamo
concentrato il nostro lavoro - ha concluso Tarricone - stati
quello delle sperimentazioni cliniche e, infine, quello della
gestione della cronicità: occorre attrezzarci per rispondere in
modo adeguato, efficace e sostenibile a questa nuova
sfida".(ANSA).

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04-GIU-18 14:44 NNN