Europa-Regioni: Italia rischia deferimento Corte Ue per fogne

giovedì 19 luglio 2018


 

     DRZ
19-LUG-18 16:00 NNN
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Procedura infrazione va avanti, non a norma 276 comuni
   (ANSA) - BRUXELLES, 19 LUG - La Commissione europea ha deciso
oggi di dare due mesi di tempo all'Italia, nell'ambito della
procedura d'infrazione già aperta, per rispondere all'ennesima
sollecitazione per mettere a norma le reti fognarie e i
depuratori di 276 comuni con oltre 2.000 abitanti al fine di
trattare adeguatamente le acque reflue. Se l'Italia non fornirà
una risposta soddisfacente, Bruxelles potrà procedere al
deferimento del Paese alla Corte di giustizia Ue. La procedura
d'infrazione odierna è il quarto procedimento di questo tipo ad
essere avviato da Bruxelles nei confronti dell'Italia per la non
conformità alle norme Ue delle reti fognarie e degli impianti di
depurazione di centinaia di comuni.
  La prima procedura risale al 2004 e ha portato lo scorso
maggio la Corte di giustizia a condannare l'Italia al pagamento
di una multa da decine di milioni di euro relativamente alla
situazione esistente in 74 comuni. Il secondo procedimento
aperto ha avuto inizio nel 2009 e si riferisce alle acque reflue
in zone sensibili. All'Italia è stata indirizzata una lettera di
messa in mora. Se si dovesse arrivare al parere motivato e al
successivo deferimento alla Corte di giustizia, i giudici
europei, in questo caso, potrebbe applicare sanzioni pecuniarie.
C'è poi una terza procedura in corso che riguarda 758
agglomerati urbani e si trova nella fase di parare motivato
complementare, ultimo passo prima di approdare eventualmente
alla Corte di giustizia. Nel caso odierno, invece, prima di
approdare alla Corte il procedimento dovrà arrivare alla fase di
parere motivato.
  In una nota la Commissione ricorda che in base alle norme
europee, città e centri urbani sono tenuti a realizzare le
infrastrutture necessarie per la raccolta e il trattamento delle
loro acque reflue urbane poiché esse, se non trattate
adeguatamente, possono comportare un rischio per la salute e
inquinano i laghi, i fiumi, il terreno e le acque costiere e
sotterranee. "Sebbene l'Italia sia già stata sottoposta a tre
distinte procedure di infrazione per varie violazioni delle
prescrizioni della direttiva - conclude la nota - una
valutazione degli ultimi dati presentati" dal governo "evidenzia
che anche un numero considerevole (276) di agglomerati di
dimensioni più ridotte viola gli obblighi fondamentali di
raccolta, trattamento e monitoraggio. Vista l'entità di tali
carenze, la Commissione ha quindi inviato una lettera di messa
in mora. Le autorità italiane dispongono di due mesi per
rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di
inviare un parere motivato". (ANSA).

     TI
19-LUG-18 17:37 NNN