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Sanita': Fimmg, dialogo con Mef puo' migliorare salute e Pil

venerdì 20 luglio 2018


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(AGI) - Roma, 20 lug. - "Sono certo che l'inizio del dialogo
con il Ministero dell'Economia e delle Finanze sia la migliore
base per voltare realmente pagina e per produrre un cambiamento
dell'assistenza territoriale realmente utile al nostro Paese.
Per questo sono soddisfatto e ringrazio il viceministro
dell'Economia Massimo Garavaglia di aver immediatamente
risposto alla richiesta di incontro della Fimmg, interlocutore
che rappresenta circa trentamila medici di medicina generale in
tutta Italia". Lo dichiara Silvestro Scotti, segretario
nazionale generale della Federazione italiana dei medici di
medicina generale, commentando l'incontro di ieri a Roma con il
viceministro dell'Economia.L'incontro, prosegue Scotti,
"e' stato l'occasione per iniziare ad agire gia' sulla prossima
Finanziaria perche' siano previste misure atte ad accrescere,
grazie ad investimenti ad hoc, il ruolo della medicina generale
nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Questa apertura
al dialogo - sottolinea Scotti - significa ampliare la
discussione al di la' dell'alveo del solo ministero della
Salute, mostrando una lungimiranza politica che merita il
nostro plauso perche' parte dal presupposto che la salute e' un
bene di tutti ed e' un bene da tutelare, ma che la tutela della
salute, come e' ormai dimostrato, produce ricchezza e quindi
migliora il Pil di un paese. Ragionare dei temi che ci
riguardano con il viceministro Garavaglia, grazie anche al suo
precedente ruolo di presidente del Comitato di Settore Sanita'
della Conferenza delle Regioni, e' stato oltretutto semplice
anzi quasi coerentemente continuativo - aggiunge il segretario
della Fimmg - Infatti si e' potuto raggiungere una prima intesa
con il dicastero dell'Economia, in base alla quale Fimmg potra'
presentare nei prossimi giorni le proprie proposte per
individuare possibili strumenti in favore dei medici di
famiglia, che riducano anche il carico di costi sul Fondo
sanitario nazionale (Fsn), per la necessaria evoluzione di una
assistenza territoriale centrata su questa figura
professionale. In particolare meccanismi di decontribuzione e
di defiscalizzazione mirata all'iniziativa professionale
diretta di un medico di famiglia che investe su se stesso e
sulla qualificazione della proposta assistenziale per i propri
pazienti. Riteniamo che il riconoscimento in Finanziaria di
tali prerogative - spiega ancora Scotti - possa facilitare la
creazione di equipe multiprofessionali grazie all'assunzione di
personale e l'acquisizione di strumentazioni tecnologiche,
cosi' da rendere gli studi sempre piu' dei presidi di salute
per i cittadini, utili soprattutto a essere meglio riconosciuti
poiche' organizzati intorno al medico che hanno scelto e di cui
si fidano, medico pero' a quel punto piu' capace di risposte
complesse che l'invecchiamento della popolazione e l'aumento
delle cronicita' richiedono". (AGI)
Mol (Segue)
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(AGI) - Roma, 20 lug. - Il segretario Fimmg sottolinea poi che
"introdurre nella Finanziaria strumenti di questo tipo risponde
anche alle richieste che arrivano dai territori rurali e
dispersi dove una maggiore dotazione di strumentazioni
tecnologiche dovra' portare avanti lo sviluppo della
telemedicina in tutte le sue forme, dalla telediagnostica al
teleconsulto, portando la sanita' vicino a questi cittadini e
non il contrario. Non sfuggira' a nessuno che la Fimmg vuole
proporsi come un autorevole interlocutore su politiche che
sviluppino un aumento dell'indotto legato al settore delle
tecnologie per la salute e ai sistemi gestionali, senza
sottovalutare il fatto che, con i giusti provvedimenti, i
medici di famiglia potrebbero generare un numero considerevole
di nuovi posti lavoro, circa 100.000 in tutto il Paese. Tutto
questo, come ormai veniamo dicendo da tempo, fuori dai costi
del Fondo sanitario nazionale.
In conclusione ma non ultima, semmai prima valutazione, si
dovranno verificare anche facilitazioni per l'accesso a un
credito privilegiato per tutti i giovani che nel prossimo
accelerato turnover (per l'uscita di circa 15.000 medici nei
prossimi 5 anni) diventeranno medici di famiglia, rendendo
l'avvio di una attivita' professionale, cosi' sviluppata con
personale e tecnologie, non un costo unico ingestibile nelle
fasi iniziali di carriera di un giovane medico di famiglia, ma
un costo distribuito su tutto l'arco della vita professionale,
e questo favorendo soprattutto le iniziative in tal senso
dell'Enpam, il nostro Ente previdenziale, di cui il ministero
dell'Economia e delle Finanze e' soggetto vigilante", conclude
Scotti. (AGI)
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