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PIL: CENSIS, LAZIO, PIEMONTE, CAMPANIA, LIGURIA E SICILIA LONTANE DA VALORI PRE-CRISI

venerdì 7 dicembre 2018

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         Lombardia ed Emilia Romagna regioni in pieno recupero
      Roma, 7 dic. (AdnKronos) - A fine 2017 il Paese era ancora 4 punti
sotto il valore del Pil del 2008, ma con regioni in pieno recupero
(-1,3% la Lombardia e -1,5% l''Emilia Romagna) e altre in forte
arretramento: -5,0% il Lazio, -6,2% il Piemonte, -7,9% la Campania,
-10,3% la Sicilia, -10,7% la Liguria. E'' quanto rileva il 52esimo
Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese.
      "La ripresa italiana degli ultimi anni, se analizzata in termini
territoriali, rimanda a un quadro tutt''altro che omogeneo - si legge
nel rapporto - Il Paese a fine 2017 era ancora 4 punti sotto il valore
del Pil del 2008, ma con regioni quali Lombardia ed Emilia Romagna
ormai in pieno recupero, e con Veneto e Toscana poco più attardate.
Nonostante la recente ripartenza, sono ancora lontane dai valori
pre-crisi regioni importanti per l''economia nazionale come il Lazio (5
punti indietro), il Piemonte (6,2 punti sotto), la Campania (-7,9),
Liguria e Sicilia (addirittura oltre 10 punti sotto). In sofferenza,
poi, sono ancora le regioni del Centro Italia duramente colpite dalla
crisi e poi penalizzate dal sisma del 2016: -7 punti per le Marche,
addirittura -12 punti per l''Umbria. Si conferma quello che da più
parti viene segnalato come uno spostamento ad est del baricentro
produttivo del Nord, con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna nel ruolo
delle regioni che hanno trainato l''economia nazionale dopo la crisi.
Del resto, sono le tre regioni che si confermano leader in termini di
esportazione: da sole pesano per il 55% del valore del nostro export". (segue)
      (Rre/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
07-DIC-18 10:41
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      (AdnKronos) - "Con riferimento al tasso di occupazione - prosegue il
Censis -, soffermandosi sull''andamento dell''indicatore nel corso del
tempo, si nota come, tra le grandi regioni, l''Emilia Romagna conserva
il primato, ma il suo tasso di occupazione è sceso di ben 1,6 punti.
Di contro, Lombardia, Lazio e Toscana già nel 2017 hanno superato i
livelli pre-crisi, il Piemonte è tornato sostanzialmente ai valori del
2008, Veneto e Campania sono poco sotto (-0,4). Il resto del Paese non
ha ancora recuperato i livelli occupazionali precedenti: è il caso
della Liguria (-1,2), della Puglia (-2,1) e soprattutto della Sicilia,
per la quale la distanza è addirittura di 3,5 punti. Ne deriva che i
divari precedenti alla crisi tra aree forti e aree deboli si sono
ulteriormente allargati: basti considerare che nel 2008 il tasso di
occupazione in Lombardia era 22,8 punti sopra quello della Sicilia e
che nel 2017 questa distanza è diventata di 26,7 punti".
      In questo contesto, si osserva, "i pochi territori che vedono crescere
la popolazione, seppure in misura modesta, sono quelli che si
distinguono per la capacità attrattiva. Sono soprattutto i territori
delle città maggiori del Centro-Nord a segnalarsi, con tassi migratori
superiori a quelli delle rispettive regioni: nel periodo 2015-2017 si
hanno valori a due cifre per le città metropolitane di Bologna (18,9
per 1.000), Milano (15,3) e Firenze (13,2). Meno forte, ma sempre
significativo, è il tasso migratorio dell''area romana (7,8), mentre
Torino registra un valore modesto (1,7). Di contro, il Mezzogiorno e
le sue aree urbane si segnalano per tassi migratori fortemente
negativi: -3,6 per 1.000 per la città metropolitana di Bari, -5,9 per
quella di Napoli, -6,6 per quella di Reggio Calabria e addirittura
-9,2 per quella di Palermo".
      (Rre/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
07-DIC-18 10:41
NNNN