Corte Ue, no rimpatri rifugiati in paese origine se vita a rischio

martedì 14 maggio 2019


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AGI0151 3 EST 0 R01 /

(AGI) - Bruxelles, 14 mag. - Un cittadino di uno Stato extra-Ue
o apolide non puo' essere rimandato in un paese dove la sua
vita o la sua liberta' possano essere minacciate. Lo ha
stabilito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che ha
fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del
riconoscimento dello status di rifugiato per motivi collegati
alla protezione della sicurezza o della comunita' di uno Stato
membro previsti da una direttiva del 2011. Secondo i giudici di
Lussemburgo, le disposizioni previste dalla direttiva sui
rifugiati sono valide, ma la decisione di revocare o rifiutare
il riconoscimento dello status di rifugiato non produce
l'effetto di privare una persona ne' dello status di rifugiato
ne' dei diritti che la Convenzione di Ginevra ricollega a tale
status se questa persona ha il fondato timore di essere
perseguitata nel suo paese di origine. Per la Corte, la Carta
dei diritti fondamentali dell'Ue vieta il respingimento di un
cittadino di uno Stato extra-Ue o apolide verso un paese dove
la sua vita o la sua liberta' possano essere minacciate. La
Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, inoltre, vieta in
termini categorici la tortura nonche' le pene e i trattamenti
inumani o degradanti, a prescindere dal comportamento
dell'interessato, e l'allontanamento verso uno Stato dove
esista un rischio serio che una persona sia sottoposta a
trattamenti di tal genere.
    La Corte Ue in sostanza ha stabilito che il diritto
dell'Unione riconosce ai rifugiati interessati una protezione
internazionale piu' ampia di quella assicurata dalla
Convenzione di Ginevra. Di fatto, la revoca dello status di
rifugiato, quando c'e' un rischio per la persona in questione,
fa perdere alcuni benefici previsti dalla direttiva, ma non
permette il rimpatrio. Il caso era stato sollevato da un
cittadino ivoriano e uno congolese, nonche' una persona di
origine ceceni, che si sono visti revocare lo status di
rifugiato o negare il riconoscimento in Belgio e Repubblica
ceca, perche' considerate una minaccia alla sicurezza o
condannate per un reato particolarmente grave per la comunita'
dello Stato membro ospitante. (AGI)
Mgm/Bxj
141057 MAG 19

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