Dl Sicurezza: Regioni, diminuito livello protezione migranti

mercoledì 19 giugno 2019



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Dl Sicurezza: Regioni, diminuito livello protezione migranti =
(AGI) - Roma, 19 giu. - Con il decreto immigrazione e
sicurezza, varato ad ottobre 2018 dal governo e convertito in
legge a dicembre, "e' diminuito il livello di protezione" dei
richiedenti asilo nel nostro Paese. E' uno degli aspetti
sottolineati dai legali delle cinque Regioni che hanno
sollevato numerosi  dubbi di costituzionalita' sul testo. A
cominciare proprio dall'articolo 1, quello che modifica alcune
norme del Testo unico sull'immigrazione del 1998 sostituendo
l'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari con
una pluralita' di fattispecie tipizzate.
    "Per gli estensori del testo - ha spiegato Massimo Luciani
(Umbria) - il livello di protezione resta immutato ma allora
perche' ricorrere a un decreto legge? L'Italia, dati Eurostat
alla mano, ha gia' dei tassi di rigetto largamente superiori
alla media europea. E la nuova protezione speciale non copre
tutti i casi". Sulla stessa lunghezza d'onda Giandomenico
Falcon (Emilia Romagna), che ha ricordato come la vecchia
protezione umanitaria permettesse di adempiere meglio tutta una
serie di obblighi costituzionali, sovranazionali e
internazionali di tutela. Falcon ha puntato l'indice anche
contro "la sostituzione della residenza con il domicilio"
(articolo 13, quello sulla non iscrizione anagrafica dei
richiedenti asilo). Si tratta, ha detto, di "uno stravolgimento
di categorie giuridiche di base", premessa nei fatti di "una
sorta di espulsione giuridica": il superamento del vecchio
Sprar rischia di creare quello che "qualcuno ha chiamato un
esercito di fantasmi".
    Stefano Grassi (Marche) ha insistito sulla "non urgenza di
un intervento teso a disciplinare non una situazione
d'emergenza ma un fenomeno, quello migratorio ormai in calo,
come confermano gli stessi dati del Viminale". Per Marcello
Cecchetti (Toscana) lo Stato con questo decreto "ha violato
parametri costituzionali, imponendo alle Regioni limiti ed
obblighi". "La concessione dell'asilo - ha ricordato Vincenzi
Cannizzaro (Calabria) - e' disciplinata dalla Convenzione di
Ginevra, come ribadito anche da una recente sentenza della
Corte di Giustizia europea: non esiste distinzione tra
richiedente e rifugiato". (AGI)
Bas (Segue)
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(AGI) - Roma, 19 giu. - Altro punto del dl Sicurezza che la
Corte e' chiamata a esaminare e' l'articolo 13 (comma 1)
sull'iscrizione anagrafica: le Regioni ricorrenti denunciano la
previsione secondo la quale il permesso di soggiorno per la
richiesta di asilo viene ritenuto "documento di
riconoscimento", ma non "titolo" per l'iscrizione anagrafica.
Ne deriverebbe - affermano - la preclusione dell'accesso ai
servizi erogati da Regioni ed enti locali per i quali la
residenza costituisce un presupposto per l'accesso. Altro
articolo censurato e' il 21, contenuto nella seconda parte del
decreto legge, dedicato alla sicurezza pubblica - impugnato
dalle Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Calabria e Piemonte -
che estende ai presidi sanitari l'ambito di applicazione del
divieto di accesso in specifiche aree urbane (il cosiddetto
'Daspo urbano'): tale misura, si sostiene nei ricorsi, sarebbe
sproporzionata e potrebbe incidere sul diritto alla salute,
oltre a violare le competenze regionali in materia di
organizzazione dei servizi sanitari e in materia di tutela
della salute. In tutti i ricorsi, infine, si sostiene la
violazione del riparto di attribuzioni tra Stato e Regioni.
(AGI)
Bas
191619 GIU 19

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