NEWS SANITA'. Da Istat e ministero Salute Osservatorio contro suicidi

mercoledì 18 settembre 2019



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NEWS SANITA'. Da Istat e ministero Salute Osservatorio contro suicidi
In tutto il mondo ci sono oltre 800mila morti l'anno

(DIRE - Notiziario settimanale Sanita') Roma, 18 set. - Accessi
al pronto soccorso, schede di dimissione ospedaliera e dati sulla
mortalita' raccolti da Istat saranno per la prima volta
rielaborati per fornire dati aggiornati capaci di stimare i
tentativi di suicidio nel nostro Paese e fornire un quadro
aggiornato e esaustivo del fenomeno.
   È con questo obiettivo che nasce l'osservatorio epidemiologico
sui Suicidi e Tentativi di suicidio (OESTeS), un progetto
presentato per il Programma Statistico Nazionale (PSN 2020-2022)
con Istat, ministero della Salute e dipartimento di Neuroscienze
Salute Mentale e Organi di Senso (Nesmos) dell'Universita' La
Sapienza.
   Un'azione in sintonia con lo slogan 'Lavorare insieme per
prevenire il suicidio' scelto per celebrare la Giornata Mondiale
e che sottolinea proprio come la conoscenza e la condivisione dei
dati esistenti possa supportare il lavoro di prevenzione di
questo drammatico fenomeno.
   La prevenzione del suicidio resta una sfida ancora aperta.
Ogni anno il suicidio e' tra le prime 20 principali cause di
morte a livello globale per le persone di tutte le eta'. È
responsabile di oltre 800.000 morti, il che equivale a un
suicidio ogni 40 secondi.
    In Italia il tasso standardizzato di mortalita' per suicidio
nel 2016 e' stato pari a 7,1 per 100.000 abitanti (11,9 tra gli
uomini e 2,9 tra le donne) con un trend in diminuzione rispetto
agli anni passati. Nel 2016 in Italia secondo i dati della
'Indagine Istat sulle cause di morte', elaborati dall'Iss, e con
riferimento alla sola popolazione di 15 anni e piu' residente i
decessi per suicidio sono stati 3.780. A questi si aggiungono 80
persone non residenti in Italia e 10 casi di suicidio nella
fascia di eta' 10-14 anni. In Italia, gli uomini rappresentano il
78% delle morti per suicidio e le donne il 22%. Per effetto di
una maggior riduzione nel tempo dei suicidi femminili rispetto a
quelli maschili, il rapporto uomini/donne e' costantemente
aumentato dagli anni 80' ad oggi passando da 2,4 nel 1985 a 4,6
nel 2016.
   La mortalita' per suicidio e' storicamente piu' elevata nelle
regioni del Nord Italia rispetto a quelle del Centro-Sud. In
particolare i valori piu' elevati del tasso standardizzato si
registrano nel Nord-Est (14,5 per 100.000 per gli uomini e 3,5
per le donne), segue il Nord-Ovest (12,4 per gli uomini e 3,3 per
le donne) e il Centro Italia (11,9 per gli uomini e 2,5 per le
donne). Il complesso delle regioni del Sud Italia e delle due
isole maggiori presenta i valori piu' bassi (10,0 per gli uomini
e 2,4 per le donne).
   Gli over 70enni rappresentano piu' di un quarto di tutte le
morti per suicidio (27,4%) mentre i giovani di 15-29 anni sono
circa l'8% del totale dei decessi (303 vittime nel 2016).
   Sebbene i tassi di mortalita' per suicidio siano piu' elevati
tra gli anziani, e' tra i giovani che il suicidio rappresenta,
analogamente a quanto si registra a livello mondiale, una delle
piu' frequenti cause di morte. Nel 2016 i suicidi rappresentano
circa 12,8% dei decessi tra i giovani di 15-29 anni, il 5,7%
nella classe di eta' 30-54 anni, l'1,3% tra i 55-69enni e solo lo
0,2% dei decessi di persone di 70 anni e piu'. Il peso dei
suicidi sul totale dei decessi e' maggiore tra i giovani uomini:
tra i 15-29enni i suicidi rappresentano il 14,7% del totale dei
decessi, il 7.2% nella classe di eta' 29-54, l'1,6% nella classe
di eta' 55-69 e lo 0,3% tra i deceduti di 70 e piu' anni. Per
donne i suicidi rappresentano l'8,3% del totale dei decessi tra
le giovani (15-29 anni), il 3,2% nella classe di eta' 30-59 anni
e meno dell'1% dei decessi nelle classi di eta' piu' anziane.
Per entrambi i generi il suicidio rappresenta la terza causa di
morte piu' frequente tra i giovani di 15-29 anni dopo gli
incidenti stradali e i tumori.
   Tra gli uomini i metodi piu' frequentemente utilizzati per
attuare il suicidio sono l'impiccagione (52,2%), la
precipitazione da luoghi elevati (15,8%) e l'uso di armi da fuoco
(13,7%). L'impiccagione e' il metodo piu' frequentemente
utilizzato per attuare il suicidio a tutte le eta', ma tra i
giovani di 15-29 anni (per i quali le impiccagioni rappresentano
il 42.7% dei suicidi) il secondo metodo piu' frequente e' la
precipitazione da un luogo elevato (24,8%), il terzo e' farsi
travolgere da un mezzo in movimento (13,8%) seguito dai suicidi
mediante l'uso di armi da fuoco (8.5%).
    Anche per le donne l'impiccagione (34,8%) e la precipitazione
da luoghi elevati (31,9%) sono i due metodi piu' frequentemente
utilizzati per attuare il suicidio ma al terzo posto troviamo
l'annegamento (8,0%) mentre l'uso di armi da fuoco e' raro
(2,1%). Tra le donne, come per gli uomini, si osservano
differenze per eta' nella scelta del metodo: tra le giovani di
15-29 anni dopo l'impiccagione (49.1%) e la precipitazione da
luoghi elevati (31.6%), come per i ragazzi, il terzo metodo piu'
frequente e' farsi travolgere da un mezzo in movimento (5.3%).
Nota: tutti i dati presentati in questo contributo sono frutto di
elaborazioni Iss dei dati Istat della 'Indagine sulle cause di
morte' e della 'Rilevazione sulla popolazione residente comunale
per sesso, anno di nascita e stato civile' e si riferiscono alla
popolazione residente in Italia di 15 anni e piu'. La
standardizzazione dei tassi, necessaria per i confronti
geografici e temporali, e' stata effettuata utilizzando come
standard la popolazione italiana al Censimento 2011. I dati si
riferiscono ai decessi per i quali il suicidio e' indicato come
'causa iniziale' sul certificato di decesso.
    Per quanto riguarda l'associazione con patologie fisiche o
mentali non abbiamo elaborazioni aggiornate dei dati e si rimanda
pertanto documento dell'Istat: 'Malattie fisiche e mentali
associate al suicidio: un'analisi delle cause multiple di morte'.
  (Red/ Dire)
08:21 18-09-19

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