Manovra:Gimbe,nuove cure introdotte dai Lea restano miraggio Con personale e fondi innovativi, grandi assenti per la sanità

martedì 5 novembre 2019


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   (ANSA) - ROMA, 05 NOV - A quasi 3 anni dall'entrata in vigore
su carta, le prestazioni sanitarie previste dai nuovi Livelli
essenziali di assistenza (Lea) sono ancora un miraggio in molte
regioni. E, insieme al personale e ai fondi per i farmaci
innovativi "sono i tre grandi assenti che restano fuori dalla
manovra". Questa l'analisi della Fondazione Gimbe su una Legge
di Bilancio che, "nonostante il seducente vestito confezionato
per la sanità, presenta molte incertezze".
   Ben venga, precisa il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, la
conferma, nella manovra, dei 3,5 miliardi del fondo sanitario
2020-21, l'eliminazione del superticket e i 2 miliardi destinati
a edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico. Tuttavia,
spiega Cartabellotta, "è indispensabile che Governo e Parlamento
supportino l'universalismo delle cure, vincolando un miliardo
per sdoganare i 'nuovi' Lea". I nomenclatori tariffari relativi
a specialistica e protesi, infatti, introdotti dal Dpcm 12
gennaio 2017, "restano ostaggio del Mef per mancata copertura
finanziaria, impedendo l'esigibilità delle nuove prestazioni
nella maggior parte delle Regioni". Tema sul quale "regna un
silenzio assordante". Altro nodo irrisolto resta l'assenza,
nella manovra, di investimenti "dedicati a rinnovi contrattuali,
sblocco del turnover secondo i parametri del Decreto Calabria e
incremento del numero delle borse di specializzazione". Infine,
non c'è traccia del rinnovo dei due fondi destinati a farmaci
innovativi e innovativi oncologici, ciascuno di 500 milioni. "La
Legge di Bilancio 2017 istituiva i fondi senza definirne
scadenza - precisa Cartabellotta - ma, dopo il primo triennio, è
opportuno che la manovra metta nero su bianco la conferma con i
relativi capitoli di bilancio".(ANSA).

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05-NOV-19 11:30 NNN